CINECITTÀ SI MOSTRA
I Viaggi Di Roby
locandina di "Ribelli per Caso"

Cast

Interpreti:
Antonio Catania (Adriano)
Giovanni Esposito (Professore)
Franco Iavarone (Don Ciro)
Renato Scarpa (Armando)
Antonio Petrocelli (Sorvino)
Tiberio Murgia (Vincenzo)
Gea Martire (Maria)
Gianni Ferreri (Ispettore Lettieri)
Peppe Iodice (Enzo)
Giancarlo Casentino (Giorgio)
Claudio Patierno (Fabio)
Maria Pia Calzone (Dottoressa Del Giudice)
Ciro Cascina (Ciretta)
Dora Romano (Carla)
Ciro Capano (Sorvegliante)
Silvia Tortarolo (Luisa)
Ivan Polidoro (Tonino)
Rita Montes (Rita)
Alessandro Catania (Adriano da Piccolo)
Roberto Alfano (Assistente Sorvino)
Lia Zinno (Infermiera)
Stefania De Francesco (Infermiera)
Fabrizo Iovine (Vecchietto)
Fortunato Cerlino (Giornalista)
Filomena Iavarone (Giornalista)

Soggetto:
Laura Sabatino
Vincenzo Terracciano

Sceneggiatura:
Vincenzo Terracciano
Laura Sabatino

Musiche:
Ezio Bosso
Almamegretta

Montaggio:
Marco Spoletini

Costumi:
Gaia Guidotti

Scenografia:
Carlo De Marino

Fotografia:
Paolo Carnera

Suono:
Mario Iaquone
Andrea Lancia

Aiuto regista:
Bruno Buzzi
Sonia Troiani

Produttore:
Umberto Massa

Ribelli per Caso


Regia: Vincenzo Terracciano
Anno di produzione: 2000
Durata: 100'
Tipologia: lungometraggio
Genere: commedia/drammatico
Paese: Italia
Produzione: Kubla Khan, Mediatrade
Distributore: Istituto Luce
Data di uscita: 14/12/2001
Ufficio Stampa: Studio PUNTOeVIRGOLA
Vendite Estere: Intramovies
Titolo originale: Ribelli per Caso

Sinossi: Cinque uomini di mezza età dividono una stanza d’ospedale. Adriano è un impiegato, Ciro un fruttivendolo, Guido un professore, Antonio un bancario, Luigi un commerciante di vini, giorno dopo giorno, resi fratelli dalle ristrettezze ospedaliere, diventano amici.
Tutti loro sono costretti alle pietanze senza sale dell’ospedale, ad analisi fastidiose, diagnosi lentissime, dottori arroganti che calpestano la loro dignità, infermieri incapaci, e il tempo che non passa mai.
I pazienti devono vivere nell’ignoranza e aspettare. Queste circostanze stimolano ancora di più la loro fame di vita e di pietanze ricche. Il cibo è il loro unico pensiero di sollievo.
Una discussione fra il primario e il professore, che ha osato chiedere un consulto esterno, induce gli uomini della stanza 104 ad organizzare una ribellione.
Sabato sera, quando il personale è ridottissimo e, per una volta, dopo settimane di prigionia, fare tutto quello che vogliono. Una cena.
Vengono scoperti, ma non rinunciano, si barricano dentro; il primario, gli infermieri, il direttore del reparto, persino la polizia e i giornalisti li assediano.
Nemmeno gli appelli dei parenti, se continueranno a mangiare così si ammazzeranno, li dissuadono.
La 104 tiene duro, rivendicano il diritto di scegliere: niente, né vivere né morire, e tutto quanto accadrà ancora, sembra più importante di finire la loro cena stanotte.

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