I viaggi di Roby
locandina di ""

Cast


Soggetto:
Amedeo Osti Guerrazzi
Pietro Suber

Musiche:
Rudy Gnutti

Montaggio:
Antonio Covato

Fotografia:
Marco D'Auria

Produttore:
Bruno Tribbioli
Alessandro Bonifazi
Dario Coen

Direttore di produzione:
Giacomo Lamborizio

Consulenze e ricerche archivi storici:
Manuela Tempesta

Consulenze e ricerche archivi storici:
Valentina Vivona

1938 Quando scoprimmo di non essere più italiani


Regia: Pietro Suber
Anno di produzione: 2018
Durata: 78'
Tipologia: documentario
Paese: Italia
Produzione: Blue Film, Cinecittà Luce; in collaborazione con Rai Cinema
Distributore: Istituto Luce
Data di uscita: 24/10/2018
Formato di proiezione: DCP, colore e bianco/nero
Ufficio Stampa: Reggi & Spizzichino / Ufficio Stampa Cinecittà Luce
Titolo originale: 1938 Quando scoprimmo di non essere più italiani

Sinossi: Il film documentario ricostruisce – in occasione dell'80⁰ anniversario delle leggi razziali - le vicende che portarono dalle leggi antiebraiche alla deportazione degli ebrei italiani (1943-1945) attraverso cinque storie raccontate in gran parte dai diretti protagonisti. A iniziare da quella di una famiglia di ebrei fascisti, la famiglia Ovazza, massacrata sul Lago Maggiore nell’autunno del 1943, alla storia di un ebreo del Ghetto di Roma, il mitico ‘Moretto’, che decise di lottare contro la persecuzione e che riuscì a salvarsi flirtando con la nipote di un collaborazionista fascista. Fino a quella di Franco Schonheit e dei suoi genitori, tutti sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti. Poi la vicenda di una ebrea di Fiume che si salvò nascondendosi presso la casa di un incisore del Vaticano, e infine la storia di una famiglia di presunti delatori fascisti accusati di aver denunciato i vicini ebrei ai tedeschi. A parlare infatti non sono solo le vittime, i perseguitati ma anche i cosiddetti persecutori. Con loro gli altri testimoni, cioè quella stragrande maggioranza di italiani che non aderì alle leggi razziali, ma neppure vi si oppose. Il racconto si snoda attraverso le testimonianze delle preziose immagini d’archivio e una mole di documenti d’epoca pubblici e privati, per raccontare un viaggio tra i movimenti giovanili di estrema destra e la vicenda delle strade ancora intestate, a 80 anni di distanza, ai firmatari (o presunti tali) del Manifesto della Razza.

"" è stato sostenuto da:
Fondazione De Benedetti - Cherasco 1574 (ONLUS)
Compagnia di San Paolo
Archivio Ebraico B. e A. Terracini
CAPTA Videomaking
ECHAD Srl


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