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NASTRI DOC - I Premi al Cinema del reale


Prima della consegna dei nastri 2014, un incontro coordinato da Maurizio Di Rienzo con autori e produttori del documentario italiano.


NASTRI DOC - I Premi al Cinema del reale
Negli ultimi nove mesi il documentario si è sempre più affermato come genere alternativo alla finzione, conquistando la critica e portando a casa diverse menzioni e premi. Su questa base Maurizio Di Rienzo ha impostato l'incontro con gli autori e i produttori di documentari che ha preceduto la consegna dei Nastri D'argento Doc da parte del SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) presieduto da Laura Delli Colli.

Autori e produttori finalisti, insieme ai rappresentanti dell'associazionismo più attivo sulla produzione d'autore, hanno espresso la loro opinione su quello che sta succedendo nel campo del cinema del reale. “Io sono qui aldilà del ruolo istituzionale e solo per interesse personale per il genere - ha detto Francesco Bruni, presidente dell'Associazione 100 Autori - si tratta di un fenomeno nuovo del cinema italiano, lo hanno evidenziato la Mostra di Venezia e il Festival di Roma. Sono contento perché tra i candidati vi sono alcuni miei ex allievi del centro sperimentale come Elisa Amoruso e Claudio Giovannesi. Mi sembra meritoria la vostra iniziativa di aver dato una visibilità maggiore al documentario e sono curiosi di vedere come va”.

Ha poi preso la parola il documentarista e scrittore Mario Balsamo: “Rendere questa giornata come focus sul documentario è importante perché sta riscuotendo tanto successo. Con Doc/It abbiamo cercato una maggiore focalizzazione, anticipando la data delle cinquine per dare un attenzione più elevata che a volte la stampa fa fatica a recepire, e il Sindacato ci è venuto incontro”.

Riguardo la situazione attuale del documentario, ancora piena di numerose difficoltà, Beppe Attene, consulente di Istituto Luce e Cinecittà Luce per la produzione documentaristica, ha affermato: “Sino a poco tempo fa abbiamo volato basso, e ora invece tutto si rende visibile e pronto ad un'identità. Questa è la situazione del sistema. La situazione critica delle sale è data dai poteri più grandi, dove gli interessi sono più volti ad uccidere le sale paradossalmente. In qualche maniera il documentario ha “volato sotto il radar” e ha camminato evitando di essere distrutto. Ciò ha portato alcune sale italiane a programmare documentari con risultati sorprendenti. Il problema maggiore, attualmente, è la visibilità”.

A queste considerazioni Carlo Brancaleoni, responsabile produzione film d'esordio e sperimentali per Rai Cinema, ha controbattuto: “Sono anni che stiamo cercando di dare risalto al cinema del reale, quindi non ci lamentiamo perché in Italia siamo sulla produzione di oltre cento documentari l'anno. Speriamo che con il tempo la situazione possa ancora migliorare. È stata per noi una grande soddisfazione portare alla luce un documentario come "Sacro Gra"”.

Gianluca Arcopinto, che ha curato la produzione de "L'amministratore" di Vincenzo Marra, ha rivelato: “Credo che bisogna capire la situazione e andare avanti a prescindere dagli ostacoli. Vorrei sottolineare che io insegno al Centro Sperimentale dal '91 e quando incontriamo gli allievi e chiediamo loro quale è stato l'ultimo film visto al cinema, in genere mi rispondono in modo vago. Quest'anno invece un numero elevato di ragazzi che hanno superato la selezione iniziale ha detto di aver visto come ultimo film al cinema "Sacro Gra" ed è stato molto significativo. Di polemiche ce ne sarebbero troppe da fare e quindi preferisco lasciarle per me”.

È poi intervenuta Valentina Pedicini, regista di "Dal Profondo", che all'ultimo festival di Roma ha vinto come miglior documentario: “Prima del premio Solinas c'è stato un lungo lavoro di ricerca dei finanziamenti. La vittoria del Solinas ha compensato quell'anno di lavoro e in giuria c'era chi poi si è occupato della produzione. I finanziamenti sono arrivati dal Blz e da lì la situazione si è sbloccata dal punto di vista economico. La storia poi è durata due anni ed è arrivata Rai Cinema. Ora c'è una piccola distribuzione in quelle sale che credono ancora nel documentario”.

Anche Silvio Soldini, vincitore come miglior documentario del Nastro d'Argento 2014 per il lungometraggio "Per altri Occhi", ha detto la sua sul cinema del reale: “Sulla situazione del documentario la sensazione è buona perché ci sono tanti prodotti ma è difficile vederli. Con questo film ho notato che è difficile trovare le sale. Se mi porto un non vedente allora forse ci sono più possibilità di riempire la sala, se mi presento da solo no. Per me l'interesse per il cinema del reale è sempre stato parallelo a quello di finzione; questo forse è il primo documentario nato con l'idea di farne un lungometraggio e di scoprire tanti aspetti che prima si ignoravano”.

Infine Marco Visalberghi, produttore di "Sacro Gra", ha affermato: “Da un lato c'è un'evidente vitalità del documentario a tutti i livelli, con tanti autori ricchi di idee, dall'altro il territorio per i finanziamenti è ostile. Il lavoro del produttore è diventato un lavoro di incastro molto difficile, prima non era così. È veramente un'operazione chirurgica ostica. Talvolta l'inventività che si intravede sembra precludere un cambiamento che forse prima o poi avverrà. Ci sono delle prospettive che fanno venir voglia di andare avanti”.

TUTTI I NASTRI D'ARGENTO 2014 AI DOCUMENTARI

01/02/2014, 12:28

Margherita Pucello