Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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locandina di "I Cacciatori del Cielo"

Cast

Interpreti:
Giuseppe Fiorello (Francesco Baracca)
Luciano Scarpa (Comandante Pier Ruggero Piccio)
Claudia Vismara (Norina Cristofori)
Andrea Bosca (Bartolomeo Rocca)
Ciro Esposito (Fulco Ruffo di Calabria)
Enzo Garramone (Re Vittorio Emanuele II)
Rodolfo Corsato (Colonnello dell’Esercito Italiano)
Patrizia La Fonte (mamma di Francesco Baracca)
Paolo Rozzi (papà di Francesco Baracca)

Soggetto:
Pietro Calderoni
Valter Lupo
Alberto Negrin

Sceneggiatura:
Pietro Calderoni
Valter Lupo
Mario Vitale (Collaborazione)

Musiche:
Pasquale Catalano (I)
Antonio Fresa

Montaggio:
Marco Rizzo

Costumi:
Paola Bonucci

Scenografia:
Fabio Vitale

Fotografia:
Lorenzo Adorisio

Suono:
Davide Gaudenzi (presa diretta)

Aiuto regista:
Francesca Nicoletti

Produttore:
Gloria Giorgianni

Consulenza Storica:
Paolo Varriale

Coordinamento di produzione:
Elisa Battisti

Produttore delegato Anele:
Lorenzo Taboga

Produttore esecutivo:
Andrea Leoni

Delegata Rai:
Raffaella Palladio

Produttore creativo Rai:
Gianluca Casagrande

Produzione associata:
Tore Sansonetti

Produzione associata:
Carlotta Schinina'

I Cacciatori del Cielo


Regia: Mario Vitale
Anno di produzione: 2023
Durata: 90'
Tipologia: film-tv
Genere: biografico/docufiction
Paese: Italia
Produzione: Anele, Istituto Luce; in collaborazione con Aeronautica Militare, Rai Documentari
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di proiezione: HD, colore
Ufficio Stampa: Mongini Comunicazione / Rai Fiction
Vendite Estere: Rai Com
Titolo originale: I Cacciatori del Cielo

Sinossi: L’arco narrativo del docu-film parte dal 1915, anno in cui Baracca, Piccio e Piovesan, tre uomini molto diversi fra loro per estrazione sociale, provenienza e indole ma destinati a diventare grandi amici, si ritrovano insieme nel campo di aviazione di Santa Caterina, vicino Udine, sede del primo reparto aerei da caccia e del Comando Supremo; l’iniziale difficoltà a resistere contro i raid aerei austroungarici verrà superata dalle innovazioni introdotte dal meccanico Piovesan e dalla maestria di quei pionieri del volo, in primis Baracca, che conseguirà la prima vittoria italiana nella storia dell’Aeronautica, il 7 aprile 1916, a cui ne seguiranno molte altre, rendendolo un’icona nella popolazione italiana, insieme allo stemma del suo aereo, il Cavallino rampante. Un successo che indurrà il Comando Supremo a superare le perplessità iniziali e istituire una squadriglia di élite, la 91 a , per le operazioni particolarmente delicate, affidata a Baracca. La disfatta di Caporetto porterà anche la squadriglia ad abbandonare Santa Caterina per trasferirsi in Veneto, sul campo di aviazione di Quinto, vicino Treviso. Per le loro imprese, Baracca e Piccio ottengono la medaglia d’oro al valor militare, fino alla tragica morte dell’asso degli assi, avvenuta a 30 anni il 19 giugno 1918 nel corso di una missione sul Montello, durante la Battaglia del Piave. La sua morte suscitò grande commozione in tutto il Paese. A suo nome nel 1926 fu inaugurato a Lugo di Romagna il Museo Francesco Baracca, dal 1993 trasferito nella casa natale del pilota, luogo particolarmente suggestivo che ospita anche il caccia originale su cui ha conseguito la sua 30 a vittoria, lo SPAD VII S2489, e dove si sono svolte alcune riprese, oltre che in Veneto: nello specifico, a Nervesa della Battaglia, presso la Fondazione Jonathan Collection, dove è stata utilizzata anche la replica volante dello SPAD XIII, uno degli iconici aerei di Baracca, a Villafranca di Verona, a Lonigo e presso il Museo Villa Lattes di Istrana.

Sito Web: http://

"I Cacciatori del Cielo" è stato sostenuto da:
Intesa Sanpaolo
Aeronautica Militare
Ministero della Difesa
Difesa Servizi
Aerea S.p.A.
Elettronica S.p.A
Regione Emilia Romagna
Visit Romagna
Comune di Lugo di Romagna
Consorzio In Bassa Romagna


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