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IL MALLOPPO - Tra mistero e risateSinossi *: DIEGO VIANI (Diego Abatantuono) è un ex rapinatore, noto negli anni ’80 per i suoi colpi “a mano disarmata”. Dopo una lunga detenzione ha abbandonato il crimine e ha provato a rifarsi una vita aprendo un’osteria a Ferrara, dove oggi vive cercando di tenere il passato lontano. Il suo migliore amico è MICHELE RAGUSA (Michele Foresta), uno scalcinato investigatore privato che vivacchia arrangiandosi tra casi di infedeltà coniugale. Con lui lavora ALEX (Max Angioni), tirocinante non retribuito, mammone e imbranato, che sogna di diventare investigatore senza avere il minimo talento. Quando il passato di Diego si ripresenta sotto le sembianze di Salamandra, un vecchio complice che lo accusa di aver sottratto il bottino dell’ultimo colpo - cinque miliardi di lire in lingotti d’oro scomparsi nel nulla - tutto precipita. La morte misteriosa di Salamandra rende Diego il principale sospettato. Il commissario CASTRONE (Antonio Catania), che nutre verso Diego un vecchio odio personale, è convinto della sua colpevolezza. Nemmeno le proteste della figlia SARA (Irene Girotti), giovane poliziotta che non ha mai perdonato al padre il passato criminale, riescono a scalfire le sue certezze. L’unico a credere nell’innocenza di Diego è Ragusa che, affiancato dall’improbabile Alex, decide di indagare. La loro inchiesta li trascinerà in un vortice di vecchie conoscenze, sospetti e colpi di scena, dove sarà proprio la loro goffaggine a portarli, contro ogni aspettativa, alla verità.
Note:
LA LOCATION
La scelta di girare "Il Malloppo" a Ferrara è stata fatta nella certezza che il nostro film possa rinsaldare una tradizione che lega la città estense alle grandi pellicole sin dai primi anni dell’industria cinematografica. Esiste un turismo legato ai luoghi in cui si fa cinema che potenzialmente mette Ferrara al centro dei flussi, seconda solo a città come Roma o Napoli. Centinaia di registi italiani hanno trovato in Ferrara la quinta perfetta per le loro opere. Michelangelo Antonioni, Marco Ferreri, Florestano Vancini, Mario Soldati, Ermanno Olmi, Sergio Corbucci, Luchino Visconti, Giuliano Montaldo, Vittorio De Sica, sono solo alcuni dei cineasti che hanno scelto di girare film a Ferrara e, camminando per la città, non si può fare a meno di immaginare di poter incontrare alcuni dei loro protagonisti vagabondare sui viali in sella a una bici, tra tutti gli splendidi Dominique Sanda e Lino Capolicchio ne Il giardino dei Finzi Contini. La città, con le sue meraviglie rinascimentali, il Castello, le mura di cinta, il suo centro storico medievale, i suoi viali e le sue biciclette, è stata scelta dal regista Volfango De Biasi come scenografia delle imprese dell’investigatore privato Michele Ragusa, interpretato da Michele Foresta, il nostro protagonista, che, perfettamente integrato con la vita di provincia, si arrabatta coprendo e scoprendo piccoli scandali extramatrimoniali. Il Po e le campagne che circondano Ferrara danno il necessario sapore brumoso a questo noir tutto da ridere, mentre l’Osteria del Brigante, il cui proprietario è interpretato da Diego Abatantuono, vero fulcro attorno al quale ruota tutta la nostra vicenda, sarà il luogo in cui verrà esaltata la meravigliosa cucina ferrarese. La salama da sugo, le anguille, i cappellacci di zucca, gli splendidi vini rossi, il Fortana, il Merlot, vengono serviti ai viandanti e vengono consumati dai nostri protagonisti mentre cercano di trovare la via per risolvere il caso.