IL MALLOPPO - Tra mistero e risate
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Il Malloppo”, diretto da Volfango De Biasi, con Diego Abatantuono, Michele Foresta (Mago Forest) e Max Angioni protagonisti, arriverà nelle sale italiane il 3 settembre 2026 distribuito da Vision Distribution.
L’idea di partenza è quella di un incontro tra la commedia e i film gialli: un ex rapinatore decide di lasciarsi alle spalle il proprio passato turbolento, mentre un vecchio complice di rapine torna improvvisamente nella sua vita e reclama un bottino in lingotti d’oro. Poi avviene un crimine e la situazione precipita, inizia così un’indagine improvvisa condotta da Michele Ragusa - interpretato dal
Mago Forest - e un improbabile aiutante: Alex, goffo, senza esperienza lavorativa e molto mammone. A completare il trio c’è l’ex criminale - interpretato da
Diego Abatantuono - che si trova al centro delle accuse. Da quel momento, la vicenda si complica tra equivoci, sospetti e situazioni surreali.
Il problema è che il film fatica a trovare una propria identità. Sulla carta dovrebbe essere un film a metà tra commedia e giallo, ma della componente crime e investigativa rimane ben poco. Non c’è suspense e la trama appare piuttosto prevedibile.
A pesare è soprattutto una sceneggiatura che ricorre spesso a situazioni già viste e a cliché del genere. Molti passaggi risultano facilmente intuibili, con alcuni sviluppi che sembrano quasi annunciati con largo anticipo.
Anche il lato della comicità è scarno e non riesce sempre a sostenere il film. Si punta molto su un umorismo demenziale e su gag costruite intorno ai tre protagonisti, ma il risultato è piuttosto altalenante. Qualche situazione strappa un sorriso, ma difficilmente si arriva a una risata vera e propria. In diversi momenti, inoltre, la comicità appare legata a meccanismi non particolarmente originali e a un tipo di umorismo che dà l’impressione di appartenere a un’altra stagione della commedia italiana.
Il trio formato da
Mago Forest,
Max Angioni e
Diego Abatantuono funziona a tratti. I tre hanno personalità molto diverse e proprio questa distanza potrebbe essere un punto di forza, ma il loro affiatamento non è sempre convincente. Abatantuono porta in scena una presenza ormai familiare, mentre Forest e Angioni cercano di inserirsi nel meccanismo con tempi e registri differenti. Alcuni scambi funzionano, altri risultano invece forzati. Sebbene la naturalezza degli interpreti sia un aspetto buono del film. Molto carini anche gli scorci della città di Ferrara, ambientazione di tutto il film.
A rendere il tutto ancora meno coinvolgente è una componente di finzione spesso portata all’eccesso. Le situazioni diventano volutamente assurde, ma non sempre l’esagerazione si traduce in divertimento, come l’anziana veterinaria armata sul finale che ha un sapore piuttosto trash.
Un film leggero e senza particolari pretese, ma anche poco incisivo. “
Il Malloppo” parte da un’idea che avrebbe potuto offrire spunti interessanti e unire il mistero alla comicità, ma finisce per essere una commedia che si lascia guardare, ma che difficilmente lascia il segno.
29/08/2026, 08:56