Recensioni di 
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IL BENE COMUNE - Papaleo cerca il Pino LoricatoSinossi *: Una guida turistica e un’attrice di “insuccesso” accompagnano quattro detenute sul massiccio del Pollino, alla ricerca del secolare Pino Loricato, simbolo di resilienza. Il cammino diventa presto un viaggio di trasformazione, fatto di incontri e cambiamenti, scandito da una musica che prende forma passo dopo passo, fino a diventare una voce collettiva capace di tenere insieme corpi, emozioni e storie diverse.
In una natura dura e bellissima, attraversata da una solidarietà inattesa, emergono frammenti di vite complesse, ferite ancora aperte e il bisogno profondo di essere viste e ascoltate. Parlare, cantare, dare un nome a ciò che si è vissuto diventa un modo per sciogliere tensioni e ritrovare un senso di appartenenza, almeno finché un evento improvviso non rimette tutto in discussione. Perché, a volte, raccontarsi è già un primo passo verso qualcosa di più grande.
Note:
NOTE MUSICALI
Nei miei film la musica svolge un ruolo che va oltre il semplice commento: enfatizza le emozioni che attraversano la storia e ne diventa parte integrante. In questo film, in particolare, il suo peso è ancora più centrale. C’è una band che accompagna e indirizza il racconto dei protagonisti, ed è proprio da quelle scene che siamo partiti. Come spesso accade nel jazz, abbiamo dato valore all’improvvisazione, affidandoci alla libertà di musicisti e attori che si sono influenzati a vicenda, proprio come succede negli spettacoli dal vivo. Prima ancora di scrivere la sceneggiatura, ho scritto delle canzoni. Non conoscevo ancora in modo dettagliato la storia che volevo raccontare, così quei brani si sono fatti strada dentro il film con una dolce prepotenza, arrivando a condizionare alcuni passaggi narrativi. Michele Braga le ha arrangiate, e me le sono portate sul set: l’ascolto mi ha guidato nella ricerca del tono del film. Livia Ferri, cantautrice che seguo con passione e che avevo deciso di coinvolgere nel progetto, dopo aver letto la sceneggiatura mi ha proposto un suo brano inedito. Sbocciato all’improvviso, bellissimo, sembrava scritto apposta per la nostra storia. Ha trovato naturalmente il suo spazio, conquistandosi uno dei momenti più topici del film. Infine, la musica di Michele ha avvolto questo andazzo sonoro, a tratti volutamente sbilenco, che ci eravamo portati a casa. Ed è così che il film è nato. Si possono individuare tre livelli musicali: quello più classico, che commenta ed esalta; quello che svela la provenienza del suono, uno o più strumenti, una radio, qualsiasi tipo di diffusore; e infine le canzoni, che assumono un ruolo insieme narrativo e, nella migliore delle ipotesi, poetico. Per concludere, forzando un po’ la definizione, oltre al lavoro canonico svolto dalla colonna sonora, ci sono momenti in cui non è la musica a essere al servizio della scena, ma è la scena stessa a mettersi al servizio della musica.
Rocco Papaleo
BRANI ORIGINALI
IL BENE COMUNE (Papaleo / Accardo) Edizioni Less Is More Produzioni & Core Music Production
A MACERATA (Papaleo) Edizioni Less Is More Produzioni
SIAMO SEMI (Papaleo) Edizioni Less Is More Produzioni
FUTTITINNI (Papaleo) Edizioni Less Is More Produzioni
TROVIAMOCI AL BUIO (Ferri / Petulicchio) Edizioni Less Is More Produzioni
SPERO (Iraci / Ferri) Edizioni Aspro Dischi di Maurizio Mariani
SOTTOVOCE (Papaleo) Edizioni Less Is More Produzioni
MY JAZZ (Papaleo) Edizioni Less Is More Produzioni
SAI CHE LA VITA (Papaleo) Edizioni Less Is More Produzioni