Sinossi *:
Andrea rientra nel reparto lasciato nelle mani della dottoressa Giulia Giordano che, nel frattempo, è stata nominata Primario di Medicina Interna. La dottoressa Giordano però non ha ereditato una situazione facile: i conti del reparto erano in rosso, ha dovuto gestire uno specializzando problematico e confrontarsi col nuovo direttore sanitario, Stefano Campigli, chiamato a fare tutti i tagli necessari per evitare il fallimento dell’Ambrosiano e il conseguente acquisto da parte di una holding privata. Meno tempo da dedicare all’ascolto dei singoli malati, quindi, ma possibilità di visitare più pazienti. Una gestione che Doc non può che rifiutare. Comincia così la sua crociata per far tornare in reparto la sua visione: servono più medici, più infermieri e più letti. E poco importa che questa battaglia finisca per travolgere Giulia, una delle persone più importanti della sua vita. Per Andrea non si tratta solo di una questione professionale: non riesce ad accettare che le cose per lui siano cambiate e, inconsciamente, vuole fare di tutto per ricostruire il passato perduto. Una ferita che condivide con Matteo, un nuovo specializzando pieno di idealismo. Ad unirli anche la necessità di fare chiarezza su alcune morti sospette avvenute all’interno dei vari reparti dell’Ambrosiano. Che sia opera di un pazzo? O, forse, è una crudele strategia del direttore sanitario per tagliare i costi?

Cast

Interpreti:
Luca Argentero (Andrea Fanti)
Matilde Gioli (Giulia Giordano)
Pierpaolo Spollon (Riccardo Bonvegna)
Marco Rossetti (Damiano Cesconi)
Gabriele Falsetta (Stefano Campigli)
Laura Cravedi (Martina Carelli)
Alessandro Piavani (Matteo)
Elisa Wong (Lin Wang)
Elisa Di Eusanio (Teresa Maraldi)
Sara Lazzaro (Agnese Tiberi)
Giacomo Giorgio (Federico Lentini)
Giovanni Scifoni (Enrico Sandri)
Alessandro Piavani (Matteo Pellegrini)
Cristina Marino (Lidia Morganti)
Irene Ferri (Paola Grandi)
Sara Mondello (Claudia Cinone)
Andrea Pennacchi (Dante Pellegrini)

Soggetto:
Francesco Arlanch
Viola Rispoli

Sceneggiatura:
Francesco Arlanch
Viola Rispoli
Paolo Piccirillo

Musiche:
Tony Brundo

Montaggio:
Davide Miele (Episodi 1-2-9-10)
Davide Vizzini (Episodi 3-4-5-6-11-12-15-16)
Luigi Mearelli (Episodi 7-8)
Lorenzo Fanfani (Episodi 13-14)

Costumi:
Eleonora Di Marco

Scenografia:
Rita Terenzi

Fotografia:
Mirco Sgarzi

Casting:
Stefania Valestro
Rossella Fusco

Aiuto regista:
Gianluca La Rosa
Matteo Parenti
Anna Maria Pisani

Produttore:
Matilde Bernabei
Elena Bucaccio
Valerio Fiorespino
Corrado Trionfera
Giacomo Lopez (Rai)
Alessandro Ottaviani (Rai)

Produttore Delegato Lux Vide:
Edoardo A. Gino

Story Editor:
Mattia Carnesecca

Story Editor:
Giovanni Piras

Story Editor:
Cecilia Leardini

Direttore di Produzione:
Giancarlo Tomaselli

Coordinatore di Post produzione:
Ferdinando Russo

Organizzatore Generale:
Federico Santangelo

Produttore Creativo:
Sabina Marabini

Produttore Creativo:
Elena Bucaccio

Produttore Esecutivo:
Corrado Trionfera

Produttore Esecutivo:
Mirko D'Angeli

NOTIZIE 'Doc - Nelle tue Mani - Quarta Stagione'



Note:
Le riprese della serie si sono svolte tra Roma, Milano e Formello; per la location ospedaliera il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico e l’Università Campus Bio-Medico di Roma hanno messo a disposizione spazi e tecnologie.

LA SERIE
Tutto è iniziato da un colpo di pistola alla testa. È stato questo a mandare in frantumi la vita di Andrea Fanti, primario di Medicina Interna al Policlinico Ambrosiano di Milano. Anche se è sopravvissuto, una volta uscito dal coma ha dovuto fare i conti con una terribile scoperta: gli ultimi dodici anni della sua vita sono svaniti nel nulla. Non ricorda la fine del suo matrimonio con Agnese, la morte del figlio, l’inizio della relazione con la collega Giulia Giordano. Un vuoto da cui non è stato facile riprendersi, ma che si è rivelato un’inaspettata opportunità: perché se prima dello sparo era freddo e distante, grazie all’amnesia Andrea ha avuto modo di avvicinarsi ai pazienti, capirne le esigenze e i bisogni, diventando un medico, ma anche un uomo migliore. È diventato Doc.
Dopo aver scoperto la verità dietro allo sparo che gli è costato la memoria nella prima stagione, dopo aver combattuto insieme al resto dello staff durante la pandemia nella seconda e aver provato a recuperare i suoi ricordi con una terapia, Doc decide alla fine della terza di fare un passo indietro e prendersi una pausa dall’ospedale per poter stare accanto alla sua ex moglie Agnese, affetta da una rara malattia, il mesotelioma.
All’inizio della quarta stagione è passato poco più di un anno da quella scelta. Andrea rientra nel reparto lasciato nelle mani della dottoressa Giulia Giordano che, nel frattempo, è stata nominata Primario di Medicina Interna. La dottoressa Giordano però non ha ereditato una situazione facile: i conti del reparto erano in rosso, ha dovuto gestire uno specializzando problematico all’interno della sua squadra e confrontarsi col nuovo direttore sanitario, Stefano Campigli, chiamato a fare tutti i tagli necessari per evitare il fallimento dell’Ambrosiano e il conseguente acquisto da parte di una holding privata. Tagli che hanno costretto Giulia a dimezzare il personale e a efficientare il reparto, eliminando letti di degenza per sostituirli con un ambulatorio: meno tempo da dedicare all’ascolto dei singoli malati, quindi, ma possibilità di visitare più pazienti.
Una visione che Doc non può che rifiutare. Comincia così la sua crociata per far tornare in reparto la sua visione: servono più medici, più infermieri e più letti. E poco importa che questa battaglia finisca per travolgere Giulia, una delle persone più importanti della sua vita. Per Andrea non si tratta solo di una questione professionale: non riesce ad accettare che le cose per lui siano cambiate e, inconsciamente, vuole fare di tutto per ricostruire il passato perduto. Una ferita che condivide con Matteo, un nuovo specializzando pieno di idealismo in cui Doc finisce per rivedere sé stesso, prendendolo sotto la sua ala. Anche perché, ad unirli, oltre alla passione per la medicina, c’è anche la necessità di fare chiarezza su alcune morti sospette avvenute all’interno dei vari reparti dell’Ambrosiano. Che sia opera di un pazzo? O, forse, è una crudele strategia del direttore sanitario per tagliare i costi?

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