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Venezia'68


Regia: Antonello Sarno
Anno di produzione: 2008
Durata: 39'
Tipologia: documentario
Genere: sociale/storico
Paese: Italia
Produzione: Medusa Film; in collaborazione con La Biennale di Venezia, Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC)
Distributore: Medusa Distribuzione
Data di uscita: n.d.
Ufficio Stampa: Ufficio Stampa Medusa Film / Studio Sottocorno
Titolo originale: Venezia'68

Sinossi: Venezia ’68 è nato dall’idea di ricordare, nel suo quarantennale, il movimento di molti cineasti e autori di sinistra, soprattutto aderenti dell’Anac, da Cesare Zavattini a Francesco Maselli, da Franco Solinas a Roberto Faenza e Liliana Cavani (l’Associazione degli Autori cinematografici all’epoca guidata da un Ugo Gregoretti ancora incerto sulla sua formazione politica, come si vedrà nel documentario) che proprio a Venezia esplose con grande virulenza.
Le idee originali dei partecipanti riguardavano soprattutto il cambiamento dello Statuto della Mostra, risalente al fascismo, ma finirono inevitabilmente per rivolgersi contro il direttore della Mostra, il professor Luigi Chiarini (1900-1975) critico, docente e regista di grande e rinomata reputazione, uomo di sinistra, socialista, ma dal carattere rigido. Chiarini mal interpretò le improvvise contestazioni rivoltegli da alcuni dei suoi ex allievi, discepoli o addirittura amici il cui obiettivo primario era far saltare la serata di apertura della Mostra, prevista per il 25 agosto 1968.
Due giornate di lotta, che si svolsero mentre il cinema italiano “moderato”, da Fellini a Germi, da Visconti a Lattuada, restava costernato a guardare l’assalto dei loro colleghi alla rassegna cinematografica più antica, prestigiosa e importante del mondo.
Due giornate, in pratica un week-end, che vide drammi personali e pubblici: quello di Chiarini, che alla fine della Mostra si dimise, profondamente deluso, e quello di Pasolini, esponente di spicco della contestazione, che però covava dentro di sé un dramma lacerante. Selezionato in concorso con Teorema, un film dalla tematica fortissima (come ricorda nel film Italo Moscati che seguì quella Mostra come giovanissimo cronista) che avrebbe potuto giovarsi della partecipazione alla Mostra, Pasolini era però pressato fortemente da molti colleghi per ritirare il film dal concorso. “Quasi un ricatto”, dice Moscati, che faceva letteralmente “tremare” nervosamente il regista e poeta finché il produttore decise di farlo concorrere lo stesso, sollevando Pasolini non certo dal conflitto interiore ma almeno dalle responsabilità (Teorema vinse poi la Coppa Volpi per l’interpretazione di Laura Betti).
O come il gravissimo conflitto, stavolta politico, sollevato da Liliana Cavani che, proprio in quei giorni, ricorda, si impegnò allo stremo nel tentativo di stilare quantomeno un comunicato della contestazione veneziana a sostegno della popolazione di Praga, invasa e oppressa dai carri armati sovietici, entrati in città proprio in quei giorni, il 20 agosto, e causando suicidi storici e fortemente simbolici (tristemente simbolici) come quello dello studente Jan Palach che scelse di bruciarsi vivo per attrarre l’attenzione dei media. Un comunicato che non venne mai scritto, ricorda la Cavani, per la ferma opposizione del PCI dell’epoca, che contava molti partecipanti nelle “truppe” contestatrici.
Altro conflitto, ricorda Luciana Castellina nel documentario, quello nella Federazione del PCI di Venezia, ufficialmente a favore dei contestatori, ma lacerata al suo interno dalle proteste dei “compagni gondolieri” e di tanti altri appartenenti alle categorie che lavoravano in quello che oggi si chiama “l’indotto” i quali, pur appartenendo al partito, si vedevano scippati dei loro guadagni proprio dalla contestazione che il loro stesso Partito sosteneva.
A rievocare quei due giorni di battaglia, terminati nella smobilitazione dei contestatori e con l’apertura della XXIX Mostra d’Arte Cinematografica che vide premiato con il Leone d’oro (assegnato dalla giuria presieduta da Guido Piovene) Artisti sotto la tenda del circo: perplessi di Alexander Kluge, sono tanti protagonisti di quei giorni.
Il ’68 a Cannes fece saltare il Festival per un solo anno, per solidarietà con gli studenti e lo sciopero generale degli operai, continuando poi più forte, elegante ed importante di prima. Quello di Venezia, invece, riuscì a rinviare di 48 ore la serata di apertura ma trasformò per undici anni (dal 1969 al 1979, anno della nomina a Direttore di Carlo Lizzani) la Mostra in una rassegna “minore” (così la definisce nel film Louis Malle) che per tre anni addirittura non si tenne. Lo Statuto della Mostra cambiò, com’era inevitabile rispetto a quello della sua fondazione, ma se il ’68 veneziano sia stato o no un successo è difficile dirlo.
Anche perché buona parte degli intervistati non ricordano bene i motivi per cui “marciarono sul Lido” (Roberto Faenza), malgrado alcuni continuino a prendere posizioni molto severe verso l’establishment veneziano e cinematografico pre-contestazione.
“Chissà che – conclude Giuliano Montaldo – non ci ritroveremo a Venezia per un nuovo ’68 ?”

Ambientazione: Venezia

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