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I Viaggi di Robi

Roberto Faenza


Filmografia dal 2000:
in produzione » Resilient: regia
2018 » doc Illuminate - Rita Levi Montalcini: regia
2017 » doc Ferrante Fever: partecipazione
2017 » doc The Italian Jobs: Paramount Pictures e l'Italia: partecipazione
2016 » La Verità sta in Cielo: regia, soggetto, sceneggiatura
2015 » doc Bambini nel Tempo: regia, soggetto, sceneggiatura
2014 » Anita B.: regia, sceneggiatura
2013 » doc Autobiografia dell'Università Italiana: produttore
2012 » doc Lando Buzzanca: Uno Nessuno Centomila: partecipazione
2011 » doc Silvio Forever: regia
2011 » Un Giorno questo Dolore ti sarà Utile: regia, sceneggiatura
2009 » Il Caso dell'Infedele Klára: regia, soggetto, sceneggiatura
2008 » doc Venezia'68: partecipazione
2007 » I Viceré: regia, soggetto, sceneggiatura
2006 » doc Marcello Una Vita Dolce: partecipazione
2005 » I Giorni dell'Abbandono: regia, sceneggiatura
2004 » Alla Luce del Sole: regia, soggetto, sceneggiatura
2004 » doc L'Uomo che Spara Diritto (Un Viaggio Intorno al Film "Alla Luce del Sole" di Roberto Faenza): partecipazione
2003 » Prendimi l'Anima: regia, sceneggiatura

Biografia:
Si definisce un appassionato di “cold case”. Tant’è che un suo libro sul caso Kennedy, Il malaffare ebbe l’onore di essere citato come fonte rilevante da Jim Garrison, il procuratore del film “JFK”. Nel suo primo film americano, “Copkiller”, indaga su un caso irrisolto e così pure nel tv-movie sul delitto di Via Poma, che anticipò la sentenza di assoluzione dell’unico imputato. Nel 1965 si è diplomato in regia cinematografica al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Successivamente si è laureato in Scienze Politiche all’Università di Pavia, con una tesi di laurea sulla comunicazione di massa. Ha debuttato nel 1968 con un film sulla contestazione studentesca “Escalation”, vincitore di vari premi in Festival internazionali. Nel 1969 “H2S”, il suo secondo film, un apologo sulla società dei consumi, viene censurato e sequestrato. Nel 1970 si trasferisce in America e a Washington D.C. dirige sino al 1975 un centro di ricerca sulle nuove tecnologie presso il Federal City College. Riprende a realizzare film nel 1978, quando firma la regia di una pellicola di montaggio “Forza Italia!”, un film di feroce satira politica, che viene ritirato dalla circolazione dopo poche settimane, in seguito al sequestro di Aldo Moro per opera delle Brigate Rosse. Proprio Moro, nelle ultime righe del memoriale scritto durante la prigionia, cita “Forza Italia!” come film da vedere per comprendere il disfacimento della classe politica di allora. In seguito a questo nuovo atto censorio, trovando difficoltà a lavorare in Italia, inizia a realizzare una serie di film ambientati per lo più all’estero. Tra questi: “Copkiller”, girato a New York; “Mio caro dottor Grasler”, realizzato in Ungheria; “Jona che visse nella balena”, ambientato in Olanda e a Bergen-Belsen; “Sostiene Pereira”, realizzato in Portogallo con Marcello Mastroianni; “L’amante perduto”, ambientato tra Israele e la Palestina; “Prendimi l’anima” girato in Russia. Tra i suoi film realizzati in Italia: “Si salvi chi vuole”, “Marianna Ucria”, “Alla luce del sole” per il quale viene candidato come miglior film all’EFA, l’Oscar europeo. Seguono: “I giorni dell’abbandono” e “I Vicerè”, dal romanzo di Federico De Roberto (realizzato in due versioni, una per il cinema, l’altra per la televisione). Nel 2008 ha diretto a Praga “Il caso dell’infedele Klara”. Nel 2010 firma insieme a Filippo Macelloni il docufilm “Silvio Forever”, scritto dai giornalisti Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella. Nel 2011 torna a girare interamente in America “Un giorno questo dolore ti sarà utile” con un cast prestigioso tra cui tre premi Oscar. Nello stesso anno firma per la tv “Il delitto di Via Poma”. Nel 2014 è la volta di “Anita B.”, che racconta le avventure di una ragazza nel dopo Shoa. Nel 2015 dirige ancora insieme a Filippo Macelloni il documentario “Bambini nel tempo”, prodotto per le Teche Rai. Nel 2016 firma “La verità sta in cielo”, che racconta le trame attorno al caso di Emanuela Orlandi. Per realizzare questo film, la cui preparazione è durata quattro anni, è stato necessario reperire una copiosa documentazione, in alcune parti anche inedita, a sostegno del racconto. Insieme all’attività di regista, ha affiancato quella di docente universitario, prima in America, al Federal City College di Washington, D.C., quindi in Italia, presso l’Università di Pisa, dove dal 1978 ha insegnato Sociologia della Comunicazione. Dal 2005 ha insegnato Teoria e tecniche del linguaggio cinematografico presso Scienze della Comunicazione all’Università Sapienza di Roma. Nel 1974 ha fondato la prima radio indipendente, a Bologna, aprendo il fronte delle radio libere. Un suo libro del 1973, Senza chiedere permesso ha gettato fuoco sulla caduta del 2° governo Andreotti. Dal 1990 al 1995, ha diretto presso il CNR il Progetto strategico sulla comunicazione a distanza e sull’origine di Internet. È anche autore di alcuni saggi sui rapporti tra Italia e USA nell’immediato dopoguerra e durante il periodo dell’amministrazione Kennedy. Tra questi i più noti sono: Gli Americani in Italia del 1973 e Il Malaffare del 1978. Tra 11 le sue pubblicazioni più recenti: FiniRai (sulla riforma della Rai), on line dal 2015. Un giorno quest’America. Diario avventuroso di un regista italiano nell’America di Obama, Aliberti 2012.
(ultima modifica: 06/10/2016)