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GLI SDRAIATI - A Milano, un rapporto tra padre e figlio


Francesca Archibugi scrive, con Francesco Piccolo, e dirige una storia di ragazzi, di crescita e di rapporti con i genitori. Claudio Bisio Giorgio Selva, il padre di Tito. Vivono insieme per met della settimana, con un gruppo di amici tra i piedi, tra incomprensioni e scontri generazionali. Con Gaddo Bacchini, Cochi Ponzoni, Antonia Truppo Gigio Alberti e Barbara Ronchi. Al cinema con Lucky-Red dal 23 novembre in 300 sale.


GLI SDRAIATI - A Milano, un rapporto tra padre e figlio
Claudio Bisio e Gaddo Bacchini
"Gli Sdraiati", scritto da Francesco Piccolo e Francesca Archibugi e liberamente tratto dal romanzo di Michele Serra, racconta il rapporto tra un padre, Claudio Bisio, e il figlio Tito Gaddo Bacchini. Il ragazzo, al liceo, in quella fase di rifiuto di ogni regola, di ogni comportamento socialmente accettabile durante il quale solo gli amici che condividono con lui questo stato, sono accettati e presi in considerazione. Ovviamente arriva lamore a scompaginare la vita del ragazzo e a complicare ancor di pi i rapporti con il padre Giorgio, separato ormai da molti anni e con il quale vive per met della settimana.

Una Milano borghese benestante e di sinistra, radical ma pi volgare che chic, dove si commenta con malizia e poco stile il look del professore "cattivo" e dove gli argomenti di discussione sono sempre di una leggerezza assoluta malgrado sembrino serissimi. Francesca Archibugi, continua nella sua specialit di parlare di ragazzi ma questa volta sembra rimasta ancorata a tematiche molto usate e a unestetica anni 90.

Lo scontro generazionale c, ma sembra camminare sullo stesso sentiero tracciato negli anni 50-60, con i giovani che si sentono incompresi dai matusa, sempre pronti a riprendere, a redarguire, a commentare qualcosa che non capiscono.

Pi in generale al film manca un evento trainante. Il primo possibile caso da seguire arriva dopo 55 minuti ed una caduta dal tetto della scuola, mentre la flebile traccia del dubbio sulla paternit della ragazza, si affievolisce fino a scomparire del tutto come la figura della barista (Barbara Ronchi) che prima entra a gamba tesa seducendo il protagonista e poi sparisce nel nulla assoluto.

Claudio Bisio purtroppo conferma la sua abitudine di eccedere in smorfie e mosse che spesso anticipano le reazioni naturali agli eventi. Preoccuparsi per larrivo in treno del figlio, prima che il treno sia giunto in stazione senza di lui a bordo ci dimostra soltanto che lattore ha letto la sceneggiatura e sa gi cosa accadr tra due pagine, rovinandoci la possibile sorpresa e alienandosi un possibile cambiamento despressione che renderebbe la sua interpretazione pi naturale e apprezzabile.

Antonia Truppo, grazie alla bravura ma anche a un personaggio "difficile", si candida di certo per un'altra stagione di premi.



17/11/2017, 10:20

Stefano Amadio