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Il Perdente Gentiluomo: Vita e Arte di Antonio Centa


Regia: Gloria De Antoni
Anno di produzione: 2009
Durata: 52'
Tipologia: documentario
Genere: arte/biografico
Paese: Italia
Produzione: La Cineteca del Friuli
Distributore: n.d.
Data di uscita: n.d.
Formato di proiezione: Digibeta, colore
Ufficio Stampa: Giuliana Puppin
Titolo originale: Il Perdente Gentiluomo: Vita e Arte di Antonio Centa

Sinossi: Oggi solo gli ottantenni ricordano il suo nome, ma c’è stata un’epoca in cui i suoi film parlavano al cuore delle adolescenti. Antonio Centa (Maniago 1907-1979), uno degli astri dello star system italiano negli anni tra il ‘35 e il ‘43, ha amoreggiato con Assia Noris, Alida Valli, Luisa Ferida, ha intrecciato rapporti di amicizia virile con Fosco Giachetti, ha fatto a pugni con Gino Cervi,è stato diretto da registi come Genina, Blasetti e Camerini, ha avuto il nome nelle locandine di Lo squadrone bianco,Un colpo di pistola, Fari nella nebbia, T’amerò sempre. Poi di colpo, nel ’43, l’astro si è eclissato, quando Centa è tornato nel suo Friuli, per ricomparire sugli schermi nel ’45 con un look un po’ appesantito e in ruoli un po’ secondari, seppure all’interno di film memorabili come Assunta Spina di Mattoli e Una vita difficile di Risi, dove è l’accompagnatore di Lea Massari nel night club versiliano.
Alla sua figura, al suo percorso nel cinema, e alla sua vita privata, non sempre illuminata dai riflettori delle cronache mondane, e anzi per qualche aspetto ancora avvolta dal mistero, è dedicato Il perdente gentiluomo: vita e arte di Antonio Centa di Gloria De Antoni e Oreste De Fornari, prodotto dalla Cineteca del Friuli. Il documentario si sviluppa su più binari. Un lungo commento di De Fornari nella cornice littoria del Foro Italico di Roma (pavimentato nel ‘36 dai mosaicisti friulani) che ripercorre la filmografia di Centa attraverso generi autori e ideologie; i brani dei film interpretati dall’attore; le interviste con i registi che l’hanno diretto, a partire da Monicelli (aiuto regista di Lo squadrone bianco) che rievoca gli anni americani di Centa, quando era assistente personale di Primo Carnera, per arrivare a Dino Risi, in una testimonianza rilasciata pochi mesi prima della scomparsa. Ma ci sono anche i ricordi di Suso Cecchi d’Amico e di Georgia Moll (che era la figlia di Centa in Laura nuda) e soprattutto gli interventi dei familiari (la sorella e un nipote) e anche di una vecchia fiamma dell’attore, che ha voluto restare invisibile. E ancora i volti e le reminiscenze di tanti maniaghesi, a cominciare dall’autista di Centa, testimone e complice discreto in tante scorribande per andare o venire da Maniago, dove Centa negli ultimi anni, tornava sempre più spesso.
Nell’assieme un ritratto prismatico, a più facce, in bianco e nero e a colori, di una figura in cui sono riflessi i sogni di una generazione, lo stile di un’epoca e l’anima di una regione.

Ambientazione: Roma / Friuli

"Il Perdente Gentiluomo: Vita e Arte di Antonio Centa" è stato sostenuto da:
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (Assessorato alle Attività Produttive)
Fondazione CRUP
Friuli Venezia Giulia Film Commission
Comune di Maniago


Note:
I filmati d'epoca e le immagini presnti nel documentario sono tratte dagli archide de: La Cineteca del Friuli; Ripley’s Home Video; Istituto Luce, Roma; Stefano Benvenuto; Massimo Centa; Antonio Seguini De Santi.
L’intervista radiofonica di Francesco Savio a Antonio Centa è stata registrata il 10 novembre 1974 per la RAI Radiotelevisione Italiana ed è conservata presso il Centro Sperimentale di Cinematografia.

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