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locandina di "Il Pane a Vita"

Il Pane a Vita


Regia: Stefano Collizzolli
Anno di produzione: 2013
Durata: 66'
Tipologia: documentario
Genere: lavoro/sociale
Paese: Italia
Produzione: Zalab, Caritas Diocesana Bergamasca, Fondazione Bernareggi
Distributore: ZaLab
Data di uscita: 23/01/2014
Formato di ripresa: HD
Formato di proiezione: DCP, Blu-Ray e DVD, colore
Ufficio Stampa: Zalab
Titolo originale: Il Pane a Vita

Sinossi: Il Pane a Vita segue per un inverno la vita quotidiana di un piccolo gruppo di ex operai ed operaie del Cotonificio Honegger di Albino, ascoltandone in particolare tre, la quarantenne Lara Vezzoli e le gemelle cinquantenni Liliana e Giovanna Ghilardi.
Il 19 ottobre 2012, da un momento allaltro la fabbrica chiude. Le operaie reagiscono con un presidio che per un mese attrae la solidariet e lo smarrimento degli abitanti della cittadina e della valle ed costringe il padrone della ditta, Pietro Zambaiti, ad un serrato confronto, senza per riuscire ad impedire la chiusura delle attivit. A fine presidio comincia un lungo inverno, immobile: lattesa della cassa integrazione, le buste paga a zero euro, una vita che si reinventa e si contrae attorno alla mancanza di denaro e di unoccupazione.
Ma la perdita pi vasta di quel che sembra a prima vista: come la maggioranza delle loro colleghe, Lara, Giovanna e Liliana lavoravano dove lavorava la madre, a volte addirittura alla stessa macchina, ed erano convinte di aver trovato nel lavoro il pane a vita.
Nel pieno del trauma del crollo di qualcosa che credevano eterno, impastato nella loro storia di vita, in quella delle loro famiglie e dellintera comunit, si rendono conto che trovare un altro lavoro, ricostruire lequilibrio su cui si basava la loro identit, sar forse impossibile. E non solo per via dellet e delle competenze maturate, ma perch qualcosa realmente finito, e non una fabbrica specifica, o il modello industriale di una valle di provincia; , come dice Liliana, unepoca: un modo di vivere, un modo di lavorare, una cultura del lavoro che non esiste pi.
Come cambiano identit legate da generazioni alla certezza ed alla nobilt del lavoro? Come ci costruisce un modo per andar avanti lo stesso? Che cosa possiamo immaginare in un territorio in cui il lavoro sempre stato centrale - per riempire quel vuoto? Ed infine, e soprattutto: ora che il pane finito, come ci reinventiamo la vita?

Sito Web: http://www.ilpaneavita.org

Ambientazione: Albino (BG)

Note:
Il Cotonificio Honegger
Il Cotonificio Honegger una storica industria tessile, situata ad Albino, una cittadina di 18.000 abitanti nella media Val Seriana, dodici chilometri a nord-est di Bergamo.
Nata nel 1875 su iniziativa dimprenditori svizzeri, era unazienda che si occupava integralmente della vita delle operaie: dal convitto interno dove in passato dormivano, sotto il controllo delle suore, le non maritate, alla cappella per pregare e per andare a messa prima di lavorare, alle case per le famiglie, situate dietro alle ville padronali. La ditta ha modificato in profondit la struttura socio economica di Albino che cresciuto da paese rurale di 6000 abitanti a cittadina industriale di 11.000 in pochi anni. Le donne che ci lavoravano si sono passate il posto di madre in figlia, in nipote, incoraggiando le neoassunte con la certezza che, con la Honegger, avevano trovato ol p n vta. Dentro la fabbrica si cresceva, ci si specializzava: era una casa ed una famiglia. Al termine della vita lavorativa si potevano passare gli ultimi anni nella casa di riposo gestita e finanziata dalla Fondazione Honegger.
Lazienda stata acquistata nei primi anni novanta dalla famiglia Zambaiti, gi proprietaria di altre tessiture in valle. Ha subito e superato la prima crisi del tessile, in parte alienando il patrimonio immobiliare, in parte immaginando una ristrutturazione produttiva, con la riduzione delle 380 operaie a 150, che sarebbero dovute essere riassunte da una newco. Sui terreni dellHonegger stato aperto un centro commerciale di dimensioni spropositate per il territorio. Tuttora, la maggior parte della superficie commerciale vuota ed aperto solo un supermercato, il Gigante. Non stato un percorso semplice ma, dopo un anno di cassa a rotazione ed un difficilissimo percorso di riduzione del personale, la situazione sembrava risolta.
Ad ottobre 2012, per, dopo un serrato conflitto fra propriet e banche, da un momento all'altro il proprietario, Pietro Zambaiti, chiude il reparto commerciale. In pochissimo tempo il cotonificio, che funzionava e vendeva, si affloscia e muore. Ora in Val Seriana, un tempo uno dei pi importanti distretti italiani del tessile, rimasta in attivit solo una ditta tessile.
Abbiamo scelto una fabbrica cos simbolica, in una delle provincie pi ricche, solide e produttive dItalia per raccontare un fenomeno pi ampio. Sono venticinque anni di fila che la produzione industriale italiana cala, e negli ultimi cinque anni hanno chiuso un quarto delle fabbriche del paese. Oltre nove milioni di concittadini in et da lavoro vivono in unarea definita di sofferenza e disagio occupazionale (pi di cinque milioni di disoccupati, scoraggiati e cassintegrati, e pi di quattro milioni di precari e part time involontari dati di associazione Bruno Trentin-ISF-IRES). Eppure, questo paese non ha ancora affrontato un fenomeno che non pi una crisi temporanea, ma un mutamento epocale. Non saranno il miliardo abbondante di ore di Cassa Integrazione del 2012 (record che quasi sicuramente sar battuto nel 2013), n le rituali e periodiche dichiarazioni che annunciano la fine della crisi e timidi segnali di ripresa a risolvere la questione. Occorre un radicale cambio di paradigma, che non pu non partire dalla voce di chi la crisi la sta subendo in prima persona.
Questa la ragione per cui abbiamo fatto questo film.


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