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Rudolf Jacobs, l'Uomo che Nacque Morendo


Regia: Luigi Monaldo Faccini
Anno di produzione: 2011
Durata: 96'
Tipologia: documentario
Genere: docufiction/sociale/storico
Paese: Italia
Produzione: Ippogrifo Liguria
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Titolo originale: Rudolf Jacobs, l'Uomo che Nacque Morendo

Sinossi: Nato nel 1914, Rudolf Jacobs era figlio di un importante architetto di Brema. Esperto in costruzioni difensive, venne destinato nel levante ligure per rafforzarne le coste, sulle quali Rommel temeva uno sbarco alleato. Visse in una splendida villa requisita, sulle alture di Lerici, e da l diresse lorganizzazione TODT.
Alla Spezia era giunto nellautunno del 1943. Passato alla Resistenza italiana il 3 settembre del 1944, mor due mesi dopo, esattamente il 3 novembre, mentre comandava unazione contro le brigate nere acquartierate in un albergo di Sarzana. Sepolto in questa citt, Rudolf Jacobs insignito della medaglia dargento al valor militare, mentre per lunghissimi anni, in Germania, fu considerato un disperso.
Chi lo conobbe dice che fosse alto, ossuto, gentile, con una buona conoscenza della lingua italiana. Nei paesi circostanti presto si vocifer di un tedesco, di nome Iaco, che sequestrava derrate alimentari agli accaparratori e le distribuiva gratuitamente alla popolazione affamata. I partigiani delle sap (squadre di azione patriottica) ne sorvegliarono i comportamenti, infine gli fu fatta giungere notizia delle ruberie commesse dai fascisti che dirigevano una cooperativa alla quale era affidata ledificazione dei bunker costieri. Rudolf Jacobs allontan i dirigenti fascisti, accettando di sostituirli con il fascista moderato che le sap lericine gli avevano proposto. Da quel momento, e per alcuni mesi, i cantieri della TODT ingaggiarono decine di disoccupati, salvandoli dalla deportazione in Germania. Con gli utili di quella cooperativa venne addirittura approntato un ospedaletto da campo partigiano. Poco tempo dopo Rudolf Jacobs rivel la sua scelta di collaborare con la Resistenza e di combattere contro i propri connazionali.
Che cosa indusse Rudolf Jacobs ad abbandonare i privilegi che le sue funzioni progettuali e amministrative gli consentivano? Entrare nella Resistenza significava prenotare un incontro con la morte. Si potrebbe perfino pensare che desiderasse la morte, come espiazione di una colpa insopportabile, quella di essere stato anchegli strumento dello sterminio hitleriano. Mobilitarsi contro Hitler, deporlo o ucciderlo, era diventato il progetto di molti tedeschi, ed anche il banco di prova di un eventuale armistizio con gli anglo-americani. Il fallimento del tentativo di von Stauffenberg, il 21 luglio 1944, fu un colpo mortale per la congiura di cui faceva parte persino il generale Rommel, eroe nazionale soprannominato la volpe del deserto. Hitler rest in vita e la guerra si inaspr, per quasi ancora un anno.
Rudolf Jacobs, invece di rassegnarsi alla prigionia in un campo alleato, dove sarebbe certamente finito prima di tornare in patria, scelse di battersi. Quando si present al comando della formazione partigiana Muccini seppe dire: Darei la mia vita pur di abbreviare di un solo minuto questa guerra insensata
Sulla scelta di Rudolf Jacobs influ certamente leco delle stragi che le SS di Reder condussero contro le popolazioni di SantAnna di Stazzema, San Terenzo Monti, Vinca. Anche la notizia del bombardamento che rase al suolo Amburgo, citt nella quale vivevano i suoi due figli e la moglie, dovette segnare la sua mente.
I partigiani sarzanesi scoraggiarono la sua volont di combattere. Rudolf Jacobs poteva essere uno dei costruttori della Nuova Germania. Fu inutile. Dopo piccole azioni nelle quali aveva mostrato capacit di comando, con dieci dei suoi compagni, alcuni di nazionalit russa e polacca, tra i quali lattendente austriaco che laveva seguito, e gli italiani che potevano assomigliare a soldati tedeschi, prepar lattacc al presidio delle brigate nere di Sarzana. L dentro i fascisti torturavano i prigionieri politici e abusavano delle donne. Bisognava dare un segno di forza e giustizia alla citt. Allora di cena, in un buio 3 novembre del 1944, in dieci contro settanta, marciarono attraverso la citt
Rudolf Jacobs chiese, in tedesco, di conferire con il comandante. Aveva detto ai suoi: Non appena la porta dellalbergo si dischiude ci si fa strada con i mitra e le bombe a mano. Non fu cos che avvenne. Jacobs spar a chi gli apr e si lanci dentro lalbergo, ma la sua machinenpistole si incepp. Venne colpito ripetutamente e ucciso. Anche lattendente austriaco, che lo spalleggiava, fu colpito. Gli altri, dopo la sparatoria, si ritirarono, mentre il corpo di Rudolf Jacobs restava nelle mani dei fascisti. Un distaccamento della Muccini prese il suo nome e in suo nome combatt fino al 25 aprile 1945. Che un capitano tedesco avesse voluto condividere con loro la lotta di Liberazione dal nazifascismo ancora oggi motivo di orgoglio in Lunigiana.
Solo recentemente la sua citt natale, Brema, ha potuto celebrare la scelta esemplare del suo concittadino. Non un disperso, n un traditore, ma un maestro di pace e di civilt, degno di essere riconosciuto tra i protagonisti di una epopea che, oggi, nel percorso, seppur faticoso, dellUnione Europea, cerca la strada della sua definitiva realizzazione.

"Rudolf Jacobs, l'Uomo che Nacque Morendo" stato sostenuto da:
Ministero per i Beni e le Attivit Culturali (MiBAC) (Riunione del 21 dicembre 2011 - Film d'Essai)


Libro sul film "Rudolf Jacobs, l'Uomo che Nacque Morendo":
"L'Uomo che Nacque Morendo"
di Luigi Monaldo Faccini, I Libri dell'Ippogrifo, 2004
Il 3 novembre 1944, appena scesa loscurit, una pattuglia di soldati tedeschi si avvicin al portone di un albergo di Sarzana nel quale erano acquartierate settanta brigate nere. Comandava la pattuglia un giovane ufficiale, alto, ossuto, biondo, che chiese in un italiano stentato di parlare con il responsabile della caserma. Appena il portone si dischiuse lufficiale tedesco punt la machinenpistole, uccidendo il piantone. Si gett, poi, oltre la soglia, ma al secondo colpo la sua arma smise di sparare. Innumerevoli colpi delle brigate nere lo raggiunsero, senza che le sventagliate di mitra del soldato che lo affiancava potessero nulla. Che storia era quella? Tedeschi che assaltavano fascisti! Lufficiale tedesco, di nome Rudolf Jacobs, era un capitano della marina da guerra tedesca che due mesi prima era passato alla Resistenza. Voglio combattere..., aveva detto presentandosi. Sono pronto a dare la mia vita purch si abbrevi anche di un solo minuto questa guerra insensata....
Figlio di un noto architetto di Brema, Rudolf Jacobs era un borghese, un democratico. Considerato disperso dai tedeschi fino a pochi anni fa, in Italia insignito di medaglia dargento al valore ed sepolto a Sarzana...



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