Recensioni di :
- MEGLIO TARDI CHE MAI - Una commedia romantica Rai che parla di seconde possibilità


Sinossi *:
Marco, attore brillante ma egocentrico, viene travolto dalle polemiche e cancellato da ogni produzione dopo aver pesantemente offeso una giovane quanto inesperta attrice sul set di una serie. Costretto dal suo agente a un’improbabile missione di “redenzione”, accetta la vecchia proposta di sua zia di insegnare teatro nel carcere di Bassano del Grappa, da dove era scappato per fare l’attore. Ad aspettarlo trova zia Tina, assistente sociale e aspirante Miss Marple, nonché dispensatrice di perle di saggezza. Ma la missione in carcere non si rivela affatto facile: al laboratorio, infatti, non trova fan adoranti, ma un gruppo di detenute diffidenti, ironiche e per nulla impressionate dalla sua fama. Tra loro c’è Arianna, il suo grande amore giovanile, oggi reclusa per una truffa legata all’azienda di famiglia e più diffidente che mai nei suoi confronti. Marco infatti, una volta a Roma ha infranto la promessa che si erano fatti e non è più tornato da lei. All’inizio le lezioni sono un disastro. Ma, lentamente, il teatro diventa la possibilità per le detenute di trasformare rabbia e dolore in energia creativa e darsi una nuova chance. Il laboratorio teatrale diventa palcoscenico di seconde occasioni: per Arianna di riscattarsi e dimostrare la propria innocenza, per Marco di riscoprire il valore della recitazione. A complicare tutto c’è Francesco, l’avvocato di Arianna, che più che sostenerla sembra proprio volerla affossare. Mentre il teatro ridarà voce e identità a chi l’ha smarrita, Marco e Arianna dovranno capire se è davvero troppo tardi per riscrivere il loro finale. Perché anche per l’amore non è mai troppo tardi.

Cast

Interpreti:
Lorenzo Richelmy (Marco)
Mariana Lancellotti (Arianna)
Sergio Assisi (Paolo)
Emanuela Grimalda (Tina)
Gabriele Cirilli (Avvocato Francesco Saccoccia)
Camilla Filippi (Lucia)
Claudio Corinaldesi (Direttore Giuliani)
Daniela Scattolin (Faima)
Viktorija Portnova (Irina)
Massimo Nicolini (Saverio Severi)
Chiara Cavaliere (Sonia)

Soggetto:
Gianluca Iumiento

Sceneggiatura:
Gianluca Iumiento
Maria Sole Limodio
Antonia Ruggiero

Musiche:
Maria Chiara Casa'

Montaggio:
Lorenzo Loi

Costumi:
Alessandro Fusco

Scenografia:
Silvio Di Monaco

Fotografia:
Luan Amelio Ujkaj

Suono:
Marco Zambrano

Produttore:
Agostino Sacca'
Leonardo Ferrara (Rai)
Alessandro Corsetti (Rai)
Gabriella Ricciardi

Trucco:
Sabrina Salari

Organizzatore Generale:
Pierpaolo Cortesi

Produttore Esecutivo:
Arturo Capparelli

Produttore Delegato Pepito Produzioni:
Antea Sgarano

Produttore Delegato Pepito Produzioni:
Antonio Antonelli

NOTIZIE 'Purche' Finisca Bene - Meglio Tardi che Mai'



Note:
Il film ha ottenuto la certificazione Green Film.

I PERSONAGGI

MARCO (Lorenzo Richelmy)
A diciott’anni aveva due amori: Shakespeare e Arianna. Poi, entrato all’Accademia d’Arte Drammatica a Roma, ha sacrificato la seconda. Del Marco ragazzo, oggi, resta ben poco. I sogni, scalzati dal narcisismo che dalle stelle lo precipita alle stalle. La china della risalita per lui è dura, soprattutto perché il percorso di “riabilitazione” consiste in un corso di teatro nel carcere femminile dove è reclusa proprio Arianna. Il percorso di Marco, quindi, non è solo una corsa a ostacoli in un ambiente ostile (quello del carcere), ma anche l’occasione di fare i conti con il proprio passato, sentimentale e non: quando ha smesso di recitare per passione? Quando ha smesso di ascoltare gli altri? Tornare alle sue radici, ad Arianna, permetterà a Marco di capire chi è diventato. E soprattutto chi non vuole più essere.

ARIANNA (Mariana Lancellotti)
Reclusa in carcere con accusa di riciclaggio, Arianna è vittima due volte: da adolescente, prigioniera dei doveri familiari che le hanno impedito di seguire i suoi sogni (e Marco) per rimanere ad accudire il padre malato e rilevare il suo ristorante; oggi, di qualcuno che l’ha incastrata in una operazione di riciclaggio che a lei ha portato il carcere e all’altro vantaggi economici. Incontrare di nuovo Marco al laboratorio di teatro in carcere le sembra l’ennesimo scherno del destino. Lui che dopo aver promesso che sarebbe tornato si è invece dimenticato di lei. Lui che ora si atteggia a star e non assomiglia per niente al ragazzo che amava, ma che invece ricomincia a farle battere il cuore e ritrovare la forza di combattere per se stessa e per il proprio futuro.

ZIA TINA (Emanuela Grimalda)
Eccentrica quanto brillante, ha cresciuto Marco dopo la perdita della madre e dopo che il padre aveva cambiato Paese per ricominciare una nuova vita. Per questo, anche oggi che Marco è ormai un giovane uomo, continua a essere protettiva e al contempo severa nei suoi confronti, non perdendo occasione per redarguirlo e punzecchiarlo col suo tagliente sarcasmo. E con lo stesso acume e affetto con cui cerca di aiutare il nipote a cambiare, si prodiga anche a fare luce sul caso di Arianna, che crede assolutamente innocente. Zia Tina è una donna forte, di grande personalità e soprattutto di buon cuore, pur dietro una discreta corazza di cinismo.

LUCIA (Camilla Filippi)
Lucia, sguardo duro e animo ribelle, è la più provocatoria del gruppo di carcerate che frequenta il corso di teatro. Aggressiva, sempre pronta a lanciare una battuta tagliente che spiazza le compagne e l’insegnante. Ha imparato a vivere alzando muri e la sua corazza è fatta di rabbia e ironia corrosiva. Ma dietro a questo atteggiamento si nasconde una vulnerabilità che lei stessa teme di ammettere: un bisogno d’amore mai riconosciuto, un vuoto che cerca di colmare provocando e dominando la scena. Lucia custodisce un segreto che orienta tutte le sue azioni, creando una continua tensione anche con le altre. Il teatro diventa la sua occasione di trasformazione. Perché recitare significa mettersi a nudo e Lucia, pur riluttante, non può sottrarsi a questo processo. Tra improvvisazioni ed esercizi, le sue difese si incrinano, i suoi fantasmi emergono. La rabbia si trasforma in confessione, l’aggressività in apertura, la provocazione in desiderio di essere finalmente vista per ciò che è.

FATIMA E IRINA
Fatima (Daniela Scattolin) è di origine nordafricana ma è nata e cresciuta a Vicenza. La sua vita è stata un susseguirsi di cadute e sopravvivenza: piccola criminalità, spaccio, truffe. Lei stessa ironizza su come i giudici l’abbiano definita una “criminale poliedrica”, quasi fosse un titolo di merito. In realtà non è affatto una persona dura: è rassegnata e spaventata dal mondo esterno, che sente ostile e inospitale. Paradossalmente in carcere si sente più protetta, più al sicuro che fuori, dove nessuno l’aspetta davvero. Fatima, colpisce per la sua umanità che affiora attraverso un sorriso luminoso e coinvolgente. Imparerà a fidarsi, ad aprirsi davvero agli altri, a sconfiggere la solitudine.
Irina (Viktorija Portnova) invece viene dall’Est. È una donna segnata dalle fatiche, con un italiano imparato in fretta e mai del tutto padroneggiato, che le dà un tono incerto e vulnerabile. Ma dietro questa fragilità linguistica c’è una dignità ferma, una tenacia che resiste anche nelle situazioni più disperate. Il suo cuore è occupato da un’assenza bruciante: i figli, che non vede da sette anni. Ogni giorno porta con sé la paura di essere stata cancellata dalle loro vite, come se la lontananza avesse compromesso per sempre il legame. Il teatro diventa per Irina un modo per ricucire quel vuoto: il dolore diventa arte e l’assenza si tramuta in un atto d’amore.

FRANCESCO SACCOCCIA (Gabriele Cirilli)
Figlio di un famoso avvocato di cui ha ereditato il cognome più che il talento, Francesco è il legale difensore di Arianna, di cui conosceva il padre prima che morisse. Con la sua aria da bonaccione cerca di convincere Arianna a patteggiare, in modo da essere libera il prima possibile. E mentre zia Tina adduce tale suggerimento alla sua incapacità di scavare a fondo come farebbe un bravo avvocato e quindi al suo mancato talento per la professione, Francesco nasconde in realtà una scaltra intelligenza… per scopi criminali.

PAOLO (Sergio Assisi)
Paolo è l’agente di Marco. Elegante, sempre in giacca e cravatta, decisamente cinico e pragmatico, conosce bene le regole spietate del mondo dello spettacolo: il talento conta poco, l’immagine è tutto. Con Marco alterna il tono del fratello maggiore a quello del manager senza scrupoli: lo sgrida, lo provoca, ma non smette mai di pensare a come trasformare la crisi in atto in opportunità mediatica. È lui a spingerlo verso il carcere, non per generosità o spirito civile, ma perché intuisce che l’operazione “attore impegnato socialmente” può ridargli visibilità e, di riflesso, salvare anche i suoi interessi.

ULTIME NOTIZIE