PASSION CLUB - Michele Capuano: "La storia di un incontro"
Verrà presentato in anteprima il 18 luglio al Giffoni Film Festival
Passion Club, il film scritto, diretto e prodotto da
Michele Capuano, con Lorenzo Lazzarini, Giorgia Spinelli e Alessandro Bernardini. Abbiamo intervistato il regista.
Come è nato questo lavoro?
Tutto è partito da un momento personale difficile che stavo vivendo qualche anno fa: un giorno ero a Villa Borghese per una passeggiata, avevo voglia di verde e natura. Al laghetto dell'EUR c'era un musicista che teneva un concerto col violino, l'ho ascoltato e alla fine gli ho lasciato un'offerta nel cappello: si sedette vicino a me a parlare, eravamo due sconosciuti ma in quella chiacchierata le sue parole hanno risuonato in modo diverso dentro di me, mi diedero la benzina che gli altri non erano riusciti a darmi.
Da qui nasce la voglia di raccontare un incontro di due sconosciuti, alla base di questo corto.
Per la creazione dei due personaggi, invece, dapprima devo dire che ho una passione per l'ambiente drag, da spettatore, mi piace come si curano, i dettagli, la voglia di cambiare e lo spirito libero che hanno quando sono "vestite".
Per l'altro personaggio penso sia una sorta di trasposizione della mia persona attraverso una ragazza, mi piaceva una coppia con un uomo che per essere se stesso appieno indossa vestiti da donna e una ragazza che da giovane ha subito un aborto e da allora ha smesso di vivere e sognare, perché non ha mai trovato qualcuno che le dicesse la parola giusta, come era capitato a me a Villa Borghese.
L'incontro inizia nella maniera più sbagliata possibile, con un suicidio annunciato da sventare, ma parlando scoprono di essere due anime perse che si incontrano.
Il titolo come lo hai trovato?
E' il primo che ho pensato, lo ammetto: sapevo già che tutto si sarebbe svolto in un'unica location, con due attori messi alla prova (una prova attoriale notevole!). Il "contenitore" doveva essere il locale, e quale poteva essere un nome fico che fosse adatto? Senza passione non c'è vita.
Come hai scelto i tuoi attori?
Dovevano essere bravi!
Con Lorenzo Lazzarini è stato più facile del previsto: io sono anche attore e credo di aver sviluppato un super potere, capisco in poco tempo quando con un collega parliamo la stessa lingua cinematografica! Durante la proiezione di un film fatto da lui - "Non credo in niente", in cui interpreta una sorta di paninaro-psicologo - mi ha convinto moltissimo, poi fisicamente era quello che volevo. Per fortuna ho avuto un immediato sì da parte sua.
Con Giorgia Spinelli abbiamo proceduto con veri e propri provini, un'intera settimana di casting: ma c'era poco da discutere dopo il suo provino, mi ha regalato una sicurezza e un coinvolgimento unici.
Al centro del corto un lungo dialogo, ma c'è anche una grande cura per l'immagine.
Non è stato un corto facile da fare, te lo assicuro. Ci ho rimesso tutto: soldi, una relazione... Avevo trovato una produzione (ammetto che dopo il bel percorso di "Lella", il mio primo corto, speravo che fosse più semplice), ma si è ritirata pochi giorni prima delle riprese, ho dovuto improvvisare un crowdfunding e diventare di fatto l'unico produttore, riformulare la troupe... ma ho lavorato con persone bravissime, c'è stato un grandissimo lavoro dietro, questo corto è stato un parto dolorosissimo, il più doloroso per me, finora!
17/07/2026, 16:15
Carlo Griseri