FRONTDOC 16 - Dal 18 al 25 ottobre
Viviamo immersi nelle immagini: le produciamo, le modifichiamo, le facciamo parlare e scorrono davanti ai nostri occhi a una velocità che spesso non lascia il tempo di guardarle davvero. La XVI edizione di
FrontDoc - Festival Internazionale del cinema di Frontiera sceglie di fermare questo flusso e di tornare al reale, proprio là dove sfugge alle definizioni e alle rappresentazioni più immediate. La frontiera diventa così un punto di osservazione privilegiato, attraversa territori, corpi, identità, memorie e paesaggi, ma anche i linguaggi stessi del cinema, per rallentare lo sguardo e continuare a sorprenderci, ricordando che nessuna frontiera è definitiva.
Organizzato dall’Associazione Promozione dell’Audiovisivo Valle d’Aosta ETS, con il contributo della Regione Autonoma Valle d’Aosta e del Comune di Aosta, e il sostegno di Chambre Valdôtaine, Fondazione CRT e di Compagnia di San Paolo, FrontDoc torna dal 18 al 25 ottobre 2026 con oltre 40 proiezioni, di cui 15 anteprime internazionali e italiane, incontri, concerti, matinées per le scuole, laboratori, tutti gratuiti, e un’importante novità.
Attraverso un percorso di coprogettazione con enti pubblici e privati, associazioni e imprese, da quest’anno il festival diventa diffuso. Da questa rete di collaborazioni nasce un intenso programma di iniziative che porta il documentario oltre i confini del festival attraverso proiezioni, collaborazioni ed eventi che coinvolgono concretamente la comunità creando un’esperienza partecipata che prosegue nel corso di tutto l’anno, mantenendo vivo il dialogo con il pubblico e il territorio.
Accanto a Spazio Plus, cuore della manifestazione, il programma entra nei luoghi della quotidianità che diventano nuovi spazi di visione e confronto: dal Wet Cocktail Bar, che ospiterà una serata dedicata al cinema erotico etico, alla Bocciofila Quartiere Cogne, dove sarà presentata una guida per orientarsi nel cinema; dai locali Anziani Attivi Aosta, in collaborazione con la Cooperativa L’Esprit à l’Envers, che ospiterà la masterclass di Luciano Barisone per giovani critici, all’Anfiteatro Sfom che accoglierà Il cinema a occhi chiusi in collaborazione con la Fondazione Maria Ida Viglino e Frame Division. E ancora nella Biblioteca Quartiere Dora si svolgerà la masterclass di Peter Mettler, ospite speciale del festival, mentre l’invito è a spostarsi anche fuori città: nel Comune di Jovençan per l’incontro Rituali al femminile, in collaborazione con il Centre d’études Les Anciens Remèdes, e nell’auditorium di Saint-Vincent dove sarà proiettato il film di apertura, Naza.
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Siamo molto felici che il festival cresca attraverso le relazioni con la comunità, con chi il territorio lo vive, lo attraversa e lo trasforma, per diventare un’iniziativa sempre più aperta, capace di uscire dalle sale e di generare discussioni e nuove connessioni" - afferma
Nora Demarchi, direttrice artistica - "
Per una settimana, dalle 16.00 alle 24.00, FrontDoc offre un accesso libero e gratuito a un programma denso che si fa spazio accogliente, un luogo dove sentirsi a casa".
Il Concorso Internazionale comprende 27 film da tutto il mondo, divisi in tre categorie: Lungometraggi, Cortometraggi e F(r)iction, che per il secondo anno presenta opere di finzione e d'animazione "di frontiera". Le opere, di cui 15 proposte in anteprima (3 anteprime internazionali, 1 anteprima europea e 11 anteprime italiane), premiate nei maggiori festival internazionali - dalla Berlinale alla Mostra del cinema di Venezia, dal Festival di Cannes a Visions du Réel - sono state scelte fra gli oltre 700 iscritti provenienti da più di 100 paesi del mondo.
La sezione Frontiera Italia propone 7 film per scoprire i talenti più originali del nostro paese, mentre le opere Fuori Concorso arricchiscono il percorso, con attenzione alle esperienze valdostane. E al termine di ogni serata, la tisana della buonanotte offerta al pubblico diventa un momento per continuare a stare insieme.
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Abbiamo cercato film che non si mettessero in fila ordinatamente dentro un genere, capaci di confondere le carte: il documento con la finzione, l’archivio con il fantasma, il reale con l’immaginazione" - spiega il direttore artistico
Gian Luca Rossi - "
In un mondo che produce immagini a velocità industriale, ci interessano quelle che ci costringono a fermarci. Non per spiegare il mondo, ma per renderlo, almeno per un momento, di nuovo sorprendente".
Il film di apertura del festival sarà "
Naza" di Yuval Abraham e Rachel Szor, Premio Speciale della Giuria a Venezia 2026, con una proiezione gratuita il 19 ottobre alle 21 all’auditorium di Saint-Vincent. Girato sui tetti di Tel Aviv, il film ricostruisce i sistemi e le procedure attraverso cui vengono pianificati gli attacchi a Gaza e stimato il numero di vittime civili attese.
Peter Mettler sarà l’ospite d’onore di FrontDoc 2026. Tra le figure più originali del cinema del reale contemporaneo, ha costruito in oltre quarant’anni un’opera sospesa tra documentario, saggio, viaggio e sperimentazione, capace di intrecciare esperienza personale e osservazione del mondo, rigore e intuizione. Il regista svizzero-canadese sarà ad Aosta il 22 ottobre allo Spazio Plus per incontrare il pubblico e condurre la masterclass Geografie dello sguardo alla Biblioteca Quartiere Dora. In programma la proiezione integrale, una parte ogni sera, di "
While the Green Grass Grows: A Diary in Seven Parts" (Canada, Svizzera, 2025, 450’), il suo progetto più intimo e monumentale: 7 ore di diario cinematografico in cui la storia dei genitori si intreccia alla memoria, alla perdita e al trascorrere del tempo. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con SWISS FILMS, agenzia nazionale ufficiale per la promozione del cinema svizzero, con cui quest’anno FrontDoc ha stretto un’importante partnership, dando vita alla sezione speciale Presenze svizzere: 5 film in concorso, 4 produttori ospiti e il regista special guest, che fanno della Svizzera il focus di frontiera 2026.
Il festival si apre domenica 18 ottobre alle 18 con il vernissage di Spazio X, sezione del festival dedicata ad opere di realtà virtuale e cinema sperimentale, che accoglierà il prestigioso collettivo di ricerca artistica Cult of Magic con una performance che coinvolgerà il pubblico, tra musica e danza contemporanea in un mondo sospeso tra realtà e sogno, e il gruppo torinese Make Pop con un concerto tra improvvisazione e psichedelia. E per il pubblico un momento conviviale offerto dalla cooperativa Lo Pan Ner - Commercio Solidale e Finanza Etica.
Tanti gli ospiti e gli appuntamenti che si alterneranno durante la settimana: Lucia Goracci, inviata Rai tra le più autorevoli giornaliste italiane di guerra, che porterà al pubblico voci, immagini e storie raccolte nei luoghi del conflitto, nell’incontro Assedi: diari di guerra (20 ottobre); il deputato Arturo Scotto che presenterà il suo libro Flotilla, in viaggio per Gaza. Diario di bordo per una nuova rotta (Giunti Editore), in collaborazione con il Comune di Aosta, dove racconta in prima persona la sua scelta di imbarcarsi su una delle navi partite da Genova per raggiungere la Striscia (21 ottobre). L’alpinista ed esploratore Hervé Barmasse e lo scrittore e alpinista Enrico Camanni saranno protagonisti dell’incontro Quale montagna ci resta?, in collaborazione con Cervino CineMountain (25 ottobre), con la proiezione del film "
Barren Lands" (Italia, 2026, 29’).
Grande l’attesa per Francesco “Fry” Moneti, violinista e polistrumentista dei Modena City Ramblers, e per il cantautore Michele “Mud” Negrini, protagonisti di una serata dedicata all’Irlanda con il concerto Effemme tra melodie tradizionali e contaminazioni contemporanee, unitamente alla proiezione di "
Celtic Utopia" di Dennis Harvey e Lars Lovén (Svezia, Irlanda, 2025, 90’), Grand Prix alla Semaine de la Critique di Locarno 2025, sulla resistenza della musica irlandese, un evento realizzato in collaborazione con Fondazione Chanoux (23 ottobre).
Torna Il cinema a occhi chiusi con la presentazione di Frammenti di popoli scomparsi, il podcast di e con Alexine Dayné che affida il racconto alla voce, ai suoni e all’immaginazione (24 ottobre).
Anche quest’anno la cerimonia di premiazione del concorso sarà un momento speciale di cinema e convivialità nella formula Schermi & Boccali, il 24 ottobre alle 21, in cui le opere vincitrici saranno accompagnate dalla degustazione di birre artigianali, per poi accogliere il DJ set di Eva Poles, storica voce dei Prozac+, gruppo della scena alternative italiana degli anni Novanta, che ha trasformato la sua esperienza in una nuova ricerca punk e new wave.
Il concorso esplora la frontiera nelle sue molteplici forme - geografiche, sociali e culturali - e attraversa i confini tra i diversi linguaggi artistici.
La selezione lungometraggi propone due anteprime internazionali: "
Nos pas brûlent la nuit" di Manon Ott e Grégory Cohen (Francia, Italia, 2026, 90’), in cui il confine è quello tra Italia e Francia, intorno a Ventimiglia, dove l’esperienza di chi attraversa la frontiera si intreccia con quella di chi sceglie di aiutare, e "
A World Without Words" di Francescu Artily (Francia, 2025, 69’), premiato al Festival International Jean Rouch di Parigi, dove il confine diventa quello intimo di un figlio che torna a casa in Corsica e filma il padre, attraverso silenzi, gesti e paesaggi.
In anteprima italiana arriveranno "
Nicole Nicole" di Lauren Dällenbach (Svizzera, Francia, 2026, 81’), Premio della Giuria a Visions du Réel 2026, che entra nella quotidianità di una madre e di una figlia, dopo cinquant’anni di convivenza, raccontando il difficile passaggio dalla dipendenza all’autonomia, e "
1+1+1" di Ondřej Vavrečka (Repubblica Ceca, Slovacchia, 2025, 65’) in cui tre personaggi, sospesi tra realtà e finzione, si interrogano sul significato del progresso e il modo in cui il cinema lo racconta.
La selezione dei cortometraggi porta in Valle d’Aosta alcune delle opere più interessanti e premiate del cinema breve internazionale. Tra queste "
Replikka" di Heloisa Passos e Piratá Waurá (Brasile, 2025, 16’), anteprima europea, che intreccia memoria e cultura indigena attraverso l’incontro tra tecnologia e sapere ancestrale. Sono invece nove le anteprime italiane: "
Three Things I Learned" in France di Te-Gao Hong (Taiwan, Francia, 2026, 15’) e "
Already Happened" di Hao Zhou (USA, Cina, 2026, 18’) esplorano identità, memoria e appartenenza; "
My Little Nothing" di Lucy Kerr (USA, 2026, 15’) intreccia desiderio, emancipazione e immaginazione, mentre "
Piercing Water" di Fan Wu (Taiwan, 2026, 24’) racconta il passaggio all’età adulta attraverso il trauma e il rapporto con il territorio. Con "
Waiting (All the Time)" di Emmanuelle Lacombe (Canada, 2026, 13’), la frontiera entra invece nella sala d’attesa di un pronto soccorso, tra solitudine, precarietà e quotidianità, mentre "
Spiritus Sanctus" di Michał Toczek (Polonia, 2026, 15’) attraversa con ironia il confine tra sacro e profano.
Indaga il rapporto tra tecnologia, solitudine e nuove forme di relazione "
Curiosity on Planet Mars" di Tommy Baron (Francia, Corea del Sud, 2026, 21’); si confrontano invece con la guerra e la responsabilità individuale "
Opera of Horror and Salvation" di Anastasia Veber (Germania, Francia, Belgio, Malta, 2026, 21’) e "
Growing Stones, Flying Papers" di Roozbeh Gezerseh e Soraya Shamsi (Germania, 2026, 12’).
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Frontiera Italia" accoglie 7 film che raccontano un Paese attraversato da frontiere intime e collettive, territori periferici, legami familiari, corpi e le identità. Si parte dalla Lucania di Rocco Scotellaro di "
Uno si distrae al bivi"o di Alessandra Lancellotti (Italia, 2026, 83’), si prosegue nel Monferrato con "
Torneranno i lupi" della regista torinese Bianca Vallino (Italia, 2025, 53’) e "
Gusci" di Elisa Chiari e Francesca Trovato (Italia, 2026, 17’). Una ricerca personale diventa un’indagine sulla memoria familiare in "
White Lies" di Alba Zari (Italia, Belgio, 2025, 98’); "
Il Salotto" di Micol De Angelis (Italia, 2025, 19’) entra nella vita di una famiglia che vive ai margini di Roma senza stereotipi né pietismo. La frontiera diventa quella del corpo e dei diritti in "
Il silenzio dei melograni" di Clara Baj (Francia, Italia, 2025, 9’), mentre "
L’uomo più bello del mondo" di Paolo Baiguera (Italia, 2026, 17’) mette a confronto memoria familiare e intelligenza artificiale.
Made in Valle d’Aosta raccoglie 5 lavori che raccontano la montagna come luogo di vita, memoria e trasformazione, ma anche come spazio di ricerca artistica, proposti nella giornata di chiusura del festival, il 25 ottobre dalle 16.30 a Spazio Plus, in collaborazione con Cervino Cinemountain.
Sarà presentato in prima mondiale "
Parleaz" (Italia, 2026, 11’), realizzato da sei giovani autori valdostani sotto la guida del regista e formatore Joseph Péaquin, che racconta una vicenda di memoria, emigrazione e appartenenza che diventa il racconto della rinascita di una comunità e, insieme, di tanti territori montani attraversati dallo spopolamento e da nuove possibilità. Il progetto è stato realizzato nell’ambito di un’iniziativa dell’UPF - Union de la Presse Francophone, con il sostegno di Film Commission Vallée d’Aoste, Fondation Chanoux e Alliance Française de la Vallée d’Aoste.
Con "
Renzino" di Pietro Taldo (Italia, 2026, 29’) la montagna prende la forma di una storia personale attraverso una vita legata alle vette e a un’eredità da custodire. C"
ourma et Courmayeur" di Elettra Gallone (Italia, 2025,79’) osserva la doppia identità del paese ai piedi del Monte Bianco, tra abitanti e visitatori, quotidianità e consumo. "
Averno" di Filippo Maria Pontiggia (Italia, 2025, 23’) porta la ricerca sul territorio verso una dimensione più visionaria e sperimentale nei Campi Flegrei, dove le persone diventano spettri di calore mentre terra, acqua e fumo costruiscono un paesaggio quasi extraterrestre. "
Barren Lands" (Italia, 2026, 29’) di Hervé Barmasse che porta il proprio sguardo dall’alta montagna alle terre aride del Kenya dove la crisi climatica e la scarsità d’acqua stanno trasformando ogni equilibrio.
Spazio X è la sezione del festival che esplora i linguaggi del cinema sperimentale, delle arti performative e delle nuove tecnologie audiovisive e comprende 7 opere VR, 7 cortometraggi sperimentali e opere ibride, e 2 opere fuori concorso, a cura del regista valdostano Filippo Maria Pontiggia, con una novità.
La parte espositiva interattiva, allestita a Spazio Plus, in cui lo spettatore potrà fruire delle opere attraverso i visori di Realtà Virtuale (aperta ogni pomeriggio dal 19 al 23 ottobre), si arricchisce di una sala dedicata alle proiezioni dei corti in concorso.
Il laboratorio Zig Zag-Sex Tools oltre la disabilità è dedicato al design come strumento d’inclusione per la salute sessuale, attraverso la progettazione di un oggetto per il piacere, per rimettere al centro la dignità e la libertà di accesso al piacere come diritto fondamentale. La serata sarà dedicata al cinema erotico etico con "
Io sono Valentina Nappi–ISVN" di Monica Stambrini (Italia, 2018, 50’) dedicato al modo libero e provocatorio di parlare di sesso, desiderio e identità di Valetina Nappi (19 ottobre).
Il programma propone la masterclass Animare a 360°, condotta da Simone Fougnier e Négar Motevalymeidanshah, per conoscere il processo creativo e tecnico dell’animazione immersiva, mostrando come si può trasformare il modo di costruire e vivere un’immagine (23 ottobre).
A decretare i vincitori di
FrontDoc 2026 sarà la Giuria Ufficiale del Concorso Internazionale, composta da Paolo Antonio D’Andrea, docente, critico, curatore delle attività del Pordenone Docs Fest, autore del libro La profondità del cinema. Piccola guida per immergersi nei film, che sarà presentato il 23 ottobre; Bonheur Suprême, artista e filmmaker francese che sviluppa il proprio lavoro tra videogiochi, cinema e arti visive; Joana Fresu de Azevedo, coordinatrice del Festival del Cinema di Porretta, vicepresidente di AFIC dal 2019, che si occupa di fundraising e progettazione di bandi per il settore cinematografico.
La Giuria Tecnica dello Spazio X, che valuterà i progetti più innovativi e sperimentali di questa sezione del festival, è composta da Négar Motevalymeidanshah, regista e artista visiva iraniana Premio speciale della giuria Venice Immersive 2025; Federica Pugliese, direttrice artistica del Lago Film Fest; Francesco Sacco, musicista e artista. La Giuria Giovani assegnerà i premi per il miglior lungo e il miglior corto, contribuendo con il suo nuovo sguardo alla riflessione collettiva che anima FrontDoc.
È aperto il bando per la Giuria BorderLess, un’opportunità per giovani tra i 16 e i 35 anni con un background migratorio o una diversa provenienza culturale, con interesse per il cinema e vogliano partecipare attivamente al festival, grazie a una collaborazione con L’Esprit à l’Envers nell’ambito del progetto TERRE, cofinanziato dal Fondo Asilo Migrazione e Integrazione, promosso dall’Assessorato Sanità, Salute e Politiche sociali della Regione Autonoma Valle d’Aosta.
FrontLab è la sezione dedicata alla crescita di nuovi sguardi, alla ricerca e al confronto intorno al cinema, realizzata in collaborazione con Film Commission Vallée d’Aoste. Due i laboratori gratuiti proposti quest’anno: IDEA, coordinato dal regista Francesco Montagner e dedicato allo sviluppo creativo di progetti di documentario, anche nelle prime fasi di sviluppo; Critics, rivolto agli under 35, per approfondire gli strumenti della critica cinematografica insieme a Luciano Barisone, ideatore e primo direttore di FrontDoc, che terrà anche la masterclass Cinema e respiro. Il percorso si completa con la giornata Industry, con pitch, incontri one-to-one e momenti di networking tra produttori italiani e svizzeri e professionisti del territorio.
FrontDoc accoglierà la tappa di
Itineranze Doc, percorso semestrale di formazione e training dedicato ai progetti di cinema del reale in fase di sviluppo, pensato per sostenere, sul piano creativo e produttivo, registi al primo o al secondo lungometraggio. L’iniziativa ideata da Luciano Barisone è realizzata dalla collaborazione tra alcuni dei più importanti festival italiani del settore: Bellaria Film Festival, Festival dei Popoli, Sole Luna Doc Fest, Pordenone Doc Fest - Le voci del documentario, Perso - Perugia Social Film Festival, nell’ambito del programma SIAE - Per Chi Crea.
Torna anche l’appuntamento con le matinées dedicate agli studenti valdostani e ai loro insegnanti per riflettere su temi come resistenza, democrazia, diritti civili, conflitti e cittadinanza.
LA MOSTRA: SEMI DI FOLLIA DI MICHELANGELO BUFFA
Realizzata appositamente per FrotDoc, curata da Ilaria Pezone, l’esposizione racconta una delle figure più originali del cinema sperimentale italiano. Cinefilo, critico, docente, documentarista, Michelangelo Buffa ha attraversato oltre cinquant’anni di cinema, dall’8mm al video, muovendosi con libertà tra formati, linguaggi e generi. Il 23 ottobre alle 17.30, alla Biblioteca Regionale di Aosta, la mostra sarà presentata con la proiezione di "
Antologia Buffa - Il cinema di Michelangelo Buffa" di Ilaria Pezone. L’esposizione sarà visitabile fino al 5 novembre, in collaborazione con la Biblioteca Regionale di Aosta e l’Associazione Culturale La Clé sur la Porte.
08/10/2026, 13:14