Nata a Bangkok nel 1987, Alba Zari si laurea al DAMS di Bologna, dove sviluppa una solida formazione teorica e pratica in arti visive. Successivamente approfondisce la sua preparazione con un corso intensivo di Fotografia Documentaria presso l’International Center of Photography di New York e completa il percorso accademico con un Master in Fotografia e Visual Design presso la NABA di Milano. Fin dagli inizi della sua carriera, Zari utilizza la fotografia come strumento di indagine e auto-analisi, interrogandosi s...visualizza tuttosul suo ruolo come traccia, indizio o testimonianza, e sulla sua capacità di ingannare lo sguardo. Il suo approccio, apparentemente rigoroso e scientifico, nasconde una profonda sensibilità poetica nella trattazione di temi legati alla memoria e all’identità.
La vita nomade sin dall’infanzia, che l’ha portata a vivere in diverse città e paesi, ha profondamente influenzato il suo sguardo artistico. Le esperienze di viaggio e di spostamento costante hanno sviluppato un interesse per la dimensione sociale e politica dei luoghi, e il suo lavoro spesso esplora contesti di fragilità e marginalità. Tra i temi affrontati vi sono la salute mentale, sui centri di igiene mentale dopo la Legge Basaglia, e i disturbi alimentari nella società americana, analizzati con attenzione alla dimensione psicologica e culturale. Tra i suoi progetti più significativi si annoverano Fear of Mirrors (2023-2024) e Rakshasa (2023-2024), che esplorano la costruzione dell’identità e la rappresentazione del corpo attraverso installazioni fotografiche e scultoree. Il progetto Occult (2019-2023) è uno studio visivo sulla propaganda del culto Children of God, nato da un viaggio nei luoghi del passato di sua madre in India, Nepal e Thailandia, e costituisce un’indagine intima e sociale sul fenomeno della manipolazione e del controllo. The Y - Research of Biological Father (2017) documenta la ricerca delle proprie origini attraverso il padre mai conosciuto. Places (2015), realizzato con ElementWo, analizza la comunicazione visiva della propaganda dell’ISIS, unendo analisi sociopolitica e linguaggio fotografico rigoroso.
Il lavoro di Zari ha ricevuto riconoscimenti internazionali: con The Y ha fatto parte dei Foam Talents 2020, mentre Occult le ha valso il premio speciale della giuria a Images Vevey (Svizzera, 2022). Ha inoltre ricevuto il Premio Graziadei nel 2021 e il secondo premio al Backlight Prize (Finlandia, 2020) per The Y. Le sue opere sono state esposte in festival e musei internazionali, tra cui MAXXI di Roma, London Art Fair, Circulation Paris e Athens Photo Festival, e fanno parte di collezioni private e istituzionali come Fotomuseum Winterthur, MAXXI, Fondazione Orestiadi e Collezione Donata Pizzi. Alba Zari ha realizzato il cortometraggio documentario FreiKörperKultur (2021), presentato alla Settimana della Critica della Mostra del Cinema di Venezia - SIC@SIC. White Lies è il suo primo lungometraggio.