DOMANI INTERROGO - Un film sulle fragilità umane
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Domani Interrogo" di Umberto Carteni è un film che racconta la storia di una classe "difficile" di Rebibbia, quartiere della periferia romana. Liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Gaja Cenciarelli edito da Marsilio, il film ci descrive un anno di scuola, l'ultimo, quello che vedrà gli studenti confrontarsi con l'esame di maturità.
Una bravissima
Anna Ferzetti è un'insegnante d'inglese, una donna comune, che si ritrova catapultata all'interno di un contesto bordeline. Rispetto ai suoi colleghi, ormai rassegnati, cerca di entrare nel mondo dei suoi studenti, cerca di capirli e di aiutarli, non abbattendosi alle prime difficoltà. E' dura quando serve, è gentile ed empatica. La classe non è indifferente a questi suoi metodi educativi ed entra in sintonia con la "Pressorè", come la chiamano loro. Entra nei loro cuori, dando un senso al suo operato di educatrice. Ma non è una "salvatrice", anzi, è fragile come loro, ma molto motivata. Al suo arrivo a scuola uno studente le dice "
questa scuola è un cassonetto e la monnezza semo noi", ma lei: "
smettetela di fare la monnezza, perchè non lo siete". In queste parole si potrebbe riassumere lo spirito del film.
Umberto Carteni, che ha anche sceneggiato il film insieme a Herbert Simone Paragnani, lavora di soggettive, posizionando a telecamera ad altezza dei protagonisti, mostrandoci sia la visuale degli studenti che della professoressa. Una scelta stilistica azzeccatissima, che fa entrare lo spettatore ancora di più all'interno dei due mondi, delle due visuali, quella del mondo dei giovani e quella degli adulti. Si accentuano, così, ancora di più le sfumature caratteriali, dove l'aggressività e la spavalderia, nascondono tanta fragilità ed insicurezze.
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Domani Interrogo" non è un film facile, tutt'altro. Come in "
Un Anno di Scuola" di Laura Samani, che uscirà in sala a breve dopo l'anteprima alla Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, racconta il difficile percorso di crescita degli adolescenti, dove la scuola non sembra aiutarli nella loro crescita, tranne che nel caso di alcuni professori, che sembrano oggigiorno diventati degli eroi, ma che svolgono solo il loro lavoro in modo appassionato e diligente, come dovrebbe essere la loro missione. Per molti di loro vi sarà una redenzione nella vita, ma per tanti altri non sarà così, perchè il contesto sociale non glielo permetterà.
Bravissimi anche i giovani attori ed attrici, a loro agio sia nel contesto corale della classe, che nelle soggettive, dove il regista descrive più approfonditamente i loro personaggi, mostrandoci le loro intimità più nascoste ed il loro contesto di vita.
18/02/2026, 11:31
Simone Pinchiorri