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LA BAMBINA CHE NON VOLEVA CANTARE - Su Rai 1 il 10 marzo


Nada, una delle più note cantanti pop italiane, raccontata nel film di Costanza Quatriglio. Dalla scoperta delle sue doti canore fino al debutto a Sanremo. Con Carolina Crescentini, Sergio Albelli, Paolo Calabresi, Tecla Insolia, Giulietta Rebeggiani, Massimo Poggio, Paola Minaccioni e con Nunzia Schiano.


LA BAMBINA CHE NON VOLEVA CANTARE - Su Rai 1 il 10 marzo
Tecla Insolia è Nada su Rai 1 il 10 marzo
Una biografia essenziale, limitata nel racconto tra gli 8 e i 16 anni di una delle cantanti pop più popolari negli anni d’oro della scena italiana. Nada, che ha scritto il romanzo da cui è tratto il film tv, vive in campagna e la sua famiglia è modesta ma già inserita nel benessere economico diffuso di quegli anni. I ricordi di quel periodo di vita vanno dall’inizio della sua attività nel canto, con la scuola e le lezioni private, alla gestione familiare di una mamma bipolare (Carolina Crescentini), pericolosa per se stessa, fino al primo innocente flirt con il ragazzo del paese. Tutto normale, tranne forse il rapporto con la mamma e i suoi problemi mentali, per una ragazza dalla voce gradevole che si trova sul trampolino del decennio giusto, con i giovani che trovano una loro dimensione e un riconoscimento civile e culturale.

Costanza Quatriglio racconta in modo molto statico le vicende, entrando nel periodo storico non solo con scene e costumi ma anche con una regia e un ritmo da tv antica, tra primi piani, grandi dialoghi, sospiri e un accompagnamento di violino che cerca di dare quel sentimento alla storia che né l’azione né il personaggio riescono a creare. Un compito ben fatto ma senza slanci o trovate innovative.

Nada era una bambina come tante e raccontare la sua vicenda, escludendo il successo nella canzone popolare (il film finisce con il debutto a Sanremo), è una scelta rischiosa, proprio per la normalità della situazione. Nel film, ideale certo per la tv generalista, manca il contrasto tra le luci del palcoscenico e i ricordi dell’infanzia, tra l’ingresso nel mondo dello spettacolo con il fascino dei suoi personaggi e la semplicità di una famiglia di campagna.

In sostanza manca la parte interessante della vita di Nada Malanima, quella davanti al microfono e nelle hit parade e quella successiva, forse anche più gloriosa, da produttrice discografica.
I soli ricordi di quel fantastico decennio non la rendono più giovane di una Gigliola Cinquetti, più trasgressiva di una Patty Pravo, più brava di Mina o più popolare di una delle tante cantanti venute alla ribalta arrivando dalla provincia.

25/02/2021, 17:00

Natalia Giunti