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IL SIGNOR DIAVOLO - Un horror d'autore tra sangue e momerie


Pupi Avati torna al cinema con un film di genere. Di quel genere che lo ha reso famoso, ambientato in quelle Valli dove anche La casa dalle Finestre che Ridono si sviluppava. Nel cast i personaggi principali sono Gabriele Lo Giudice e Filippo Franchini insieme al solito, affiatato gruppo di interpreti affezionati al cinema di Avati. In sala dal 22 agosto in 200 copie con 01 Distribution


IL SIGNOR DIAVOLO - Un horror d'autore tra sangue e momerie
Haber e Lo Giudice in "Il Signor Diavolo"
Un film gotico, un film sul male e sull’Italia dei primi anni 50. La Chiesa, la Democrazia Cristiana e le superstizioni che, specialmente nelle zone meno sviluppate come il Comacchio, erano ancora un’arma importante per tenere a bada i fedeli.

Avati mischia ricordi e intuizioni, flash dell’infanzia sua e del fratello Antonio con immagini del suo cinema sia horror sia dramma borghese, lavorando insieme alla fotografia di Cesare Bastelli per cercare di dare una colorazione molto vicina al bianco e nero di quei tempi.

Le Valli di Comacchio, con i canali e le cascine semi abbandonate, fanno da scenografia a un film che parla del misterioso omicidio di una bambina e di una strana connessione dei preti locali con una ricca e potente famiglia che cerca con ogni mezzo di mantenere il suo potere nobiliare. "Il Signor Diavolo" esiste o è solo l’espressione concentrata del male con cui, da sempre, si esercita il potere e si conquistano i privilegi?

Il film comincia forte, già prima dei titoli di testa promettendo qualcosa che via via lascia il passo al racconto dell’indagine, dei personaggi e dei luoghi, mettendo nell’ombra le intenzioni “bellicose” dell’horror, ma anche del thriller e del possibile splatter. "Il Signor Diavolo" si addolcisce lentamente, lasciando costante la tensione e sorvolando, giustamente, sulle occasioni facili per “mettere pausa” e far saltare lo spettatore sulla sedia. Anche la chiusura è angosciante più che orrorifica, maligna più che tragica.

Tanti i cammei degli attori affezionati al regista, da Lino Capolicchio parroco all’antica, misterioso e risoluto; Massimo Bonetti, magistrato dei minori, Gianni Cavina sagrestano che segue le orme del suo parroco (e somiglia sempre di più a Flavio Bucci…), Alessandro Haber esorcista risoluto, Chiara Caselli signora nobile e dark, e poi Andrea Roncato e Cesare S. Cremonini e i giovani Gabriele Lo Giudice, Filippo Franchini e Lorenzo Salvatori.

22/07/2019, 17:13

Stefano Amadio