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NOVE LUNE E MEZZA - Per un figlio a tutti i costi


Michela Andreozzi debutta alla regia e propone un film sull'esigenza di diventare madre ma anche sull'amore e la famiglia. Temi d'attualit raccontati in commedia che strappano qualche risata ma poco aggiungono alla percezione del problema. Con Lillo, Claudia Gerini, Michela Andreozzi, Giorgio Pasotti, Stefano Fresi e molti altri interpreti della commedia italiana. In sala da gioved 12 ottobre con Visiondistribution


NOVE LUNE E MEZZA - Per un figlio a tutti i costi
Parte del cast di "Nove Lune e Mezza"
Opera prima s, novit pochine. Tema dattualit, svolgimento di repertorio. Dopo unestate desertica, tornano le commedie italiane. Michela Andreozzi debutta alla regia di un lungometraggio e fa del suo meglio per cercare di portare aria nuova nel suo film. Ma non cos facile.

"Nove Lune e Mezza" racconta di tante coppie, di una famiglia, di due sorelle e di come una delle due presti l'utero allaltra per avere il tanto desiderato figlio. Tematiche alte e dibattute, ma anche un modo di raccontarle molto easy, che, per cercare di non appesantire la faccenda finisce per renderla cos leggera da essere molto poco interessante. Sin da subito si intuisce il percorso che la sceneggiatura andr a prendere, con i personaggi non del tutto originali e alcuni degli interpreti, come Claudia Gerini, Stefano Fresi e Alessandro Tiberi che appaiono spremuti da tante performance disegnate sullo stesso stampo.

Gli argomenti che affronta Michela Andreozzi, insieme agli sceneggiatori Alessia Crocini e Fabio Morici, sono di sicuro interesse e legati a temi oggi molto discussi. La messa in scena e la scelta di riportare tutto sui canoni della recente commedia, che tanti piaceri ha dato ai botteghini e che ora segna il passo non rispondendo pi alle esigenze del pubblico, bloccano un film potenzialmente divertente in un angolo correttamente scorretto, facile da digerire, sempre pronto al suggerimento per chi non avesse capito, o al racconto in macchina per chi si dovesse sentirsi poco coinvolto.

Il film di Andreozzi semplice e chiaro, attento a non offendere ma ispirato dalla voglia di una certa, positiva trasgressione.

Lillo strappa come al solito le sue meritate risate, grazie a s e al suo ruolo, mentre gli altri fanno con mestiere il loro lavoro, anche qui aiutati o sfavoriti dai saliscendi di una sceneggiatura che non spinge sull'acceleratore neanche quando temi e situazioni lo permetterebbero ampiamente.

09/10/2017, 14:41

Stefano Amadio

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