Festival Internazionale della Cinematografia Sociale \
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Il bilancio di Visioni Italiane 2012


Il bilancio di Visioni Italiane 2012
Dove sono i nuovi cineasti italiani? All’estero. La 18ª edizione di Visioni Italiane – il festival che la Cineteca di Bologna promuove alla ricerca dei giovani talenti indipendenti – traccia un bilancio che fa amaramente riflettere: è sempre più difficile oggi nel nostro Paese fare cinema e molti autori, sempre più spesso, vanno all’estero.

Come Stefano Odoardi, pescarese classe 1967 ma attivo in Olanda, vincitore del premio per il miglior film con "Tunnel Vision", ambientato proprio nei Paesi Bassi, e premiato da Ninni Bruschetta (attore), Claudio Cupellini (regista), Ivan Franek (attore), Ludovica Rampoldi (sceneggiatrice), Maurizio Zaccaro (regista). Un premio, si augura Odoardi, che possa rimetterlo in contatto con le realtà produttive italiane.

Ma lo stesso discorso va fatto per Giacomo Abbruzzese (tarantino formatosi in Francia, dove è ancora attivo), Giampietro Balia (sardo diplomatosi in regia a Tallinn in Estonia), Federico Del Monte (romano trasferitosi in India dopo gli studi), Carlo D’Ursi (formatosi alla corte di Pedro Almodóvar), Marco Ferrari (che attualmente sta lavorando a Los Angeles al suo primo lungometraggio), Giovanni Maccelli (creatore di una casa di produzione a Madrid), Miko Meloni (che, dopo il Dams, a ologna, lavora oggi in Sud America): un elenco lungo, che – come sottolinea la direttrice del festival Visioni Italiane Anna Di Martino – lascia trasparire “una forte tendenza del giovane cinema del futuro di superare i confini ed essere cosmopolita, di travalicare le frontiere per arricchirsi di esperienze e per trovare all’estero le risorse necessarie alla realizzazione di un film, lontani dalle logiche che in Italia governano i finanziamenti pubblici e il mondo produttivo”.

Una macchina inceppata, quindi, che chiama in causa anche il passaggio successivo, quello della distribuzione, come ricorda il direttore della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli: “Film che, in Italia, al di fuori dei festival non possono essere visti, fuori formato per le sale, impossibili per televisione che (per lo più) mostra quello che già conosciamo. Questo è il paradosso italiano, un mercato disinteressato a un mondo creativo che è, in questo momento, in pieno fermento”.
Sempre più, quindi, si presenta l’esigenza di un sostegno attento agli autori italiani, per capire quali sono i nostri migliori talenti e raccogliere i frutti del loro lavoro: "Come Cineteca" – ricorda ancora Farinelli – "grazie alla Regione Emilia-Romagna, all’APQ GECO del Ministero della Gioventù, abbiamo promosso tra il 2010 e l’inizio del 2012 un bando a sostegno dello sviluppo e della produzione cinematografica. Purtroppo questa esperienza di sostegno, per esaurimento dei fondi, si concluderà con la terza e ultima assegnazione nel prossimo mese di marzo. In assenza di risorse, di finanziamenti pubblici complessivamente in calo, di canali televisivi non interessati a investire in opere nuove e diverse, il rischio è che il patrimonio creativo del nostro territorio si disperda. Sarebbe una grave occasione perduta”.

Intanto però Visioni Italiane ha tagliato il suo 18° traguardo, premiando, oltre a "Tunnel Vision" di Odoardi, anche "Hit the Road, Nonna" di Duccio Chiarini (miglior documentario), "The Change" di Fabiàn Ribezzo (premio Visioni Ambientali) e le produzioni delle scuole dell’Emilia-Romagna che hanno partecipato al Premio Luca De Nigris.

27/02/2012, 14:14