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locandina di "I Gladiatori del Calcio"

I Gladiatori del Calcio


Regia: Fabio Segatori
Anno di produzione: 2012
Durata: 52'
Tipologia: documentario
Genere: sociale/sportivo
Paese: Italia
Produzione: Baby Films
Distributore: n.d.
Data di uscita: n.d.
Formato di ripresa: HD
Formato di proiezione: DVD, colore
Titolo originale: I Gladiatori del Calcio
Altri titoli: Football Gladiators

Recensioni di :
- I GLADIATORI DEL CALCIO - Un doc sul Calcio Storico

Sinossi: Gli sport più popolari del mondo, calcio, rugby e football americano nascono da un gioco che ha origine nel 1530 a Firenze: il calcio storico fiorentino. Quattro squadre, composte da ventisette “calcianti”, si fronteggiano nel torneo che ogni anno ha luogo in piazza Santa Croce, un gioiello del Rinascimento italiano che si trasforma in un campo di battaglia. I giocatori combattono a torso nudo, senza esclusione di colpi, cercando di fare una “caccia” (un goal). Knock-out, nasi rotti e costole fratturate, ma anche coraggio, passione e lealtà: tutto questo è I GLADIATORI DEL CALCIO.
Nel film, diretto da Fabio Segatori, si seguono gli allenamenti che precedono l’evento, sottolineando la tensione dei “calcianti”, le loro speranze e gli scherzi negli spogliatoi. La bellezza dei loro corpi è antica: sono come delle sculture di Michelangelo, ma in carne ed ossa. Le partite sono riprese con dodici telecamere che danno ritmo ed emozione. Grazie alla Spy Cam, una microcamera molto sofisticata posizionata sulla tempia dell’arbitro, viviamo il gioco dall'interno. Come spettatori siamo così catapultati al centro della mischia, ci troviamo a correre con i calcianti verso la meta, cogliendo ogni loro respiro.

Ambientazione: Firenze

"I Gladiatori del Calcio" è stato sostenuto da:
Toscana Film Commission (Fondo Cinema della Regione Toscana)
Regione Toscana


Note:
Il Calcio Storico Fiorentino è come l'Italia. Una lotta continua in un fazzoletto di terra. L'avversario come nemico, nessun colpo proibito, compresi quelli a tradimento. Vince il più forte, il più svelto, il più furbo.
Ma c'è anche il coraggio e lo spirito di gruppo.
L’orgoglio di fare tutti parte di una stessa comunità alla quale siamo pronti, in caso di necessità, a dare tutto.
È un viaggio dentro un microcosmo irrazionale e violento, ma misteriosamente gioioso.
Qui non ci sono miliardi, televisioni, pubblicità, sponsorizzazioni.
Ci sono solo corpi, cuori, paura, sabbia e sudore.
Il documentario è stato girato con 12 telecamere e una microcamera piazzata sulla tempia dell’arbitro.


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