BERGAMO FILM MEETING 44 - PADRONE E SOTTO di Roberto-C
"Per noi si tratta della chiusura di una trilogia iniziata nel 2013 con 'Il Segreto' e proseguita con 'Lievito': dai bambini e dai ragazzi dei primi due lavori, oggi lo sguardo è su tre realtà in qualche modo collegate tra loro che completano il nostro quadro della Napoli che viviamo": sono le parole di
Roberto Carro (Roberto-C) e Luca Rossomando, autori - il primo firma anche la regia - di "
Padrone e sotto", presentato nella sezione Visti da Vicino al Bergamo Film Meeting 44.
Cambiano i nomi (i primi due li avevano firmati come duo col nome
Cyop e Kaf), cambia il focus generazionale ma non muta la sensibilità dello sguardo, capace di essere addosso ai protagonisti rendendoli immediatamente vicini a chi li guarda, facendo partecipare tutti e tutte alle vicende mostrate e mantenendo al contempo la lucidità di denuncia di realtà note ma immutate nonostante la loro evidente ingiustizia.
Tra il movimento (organizzatissimo e battagliero) dei disoccupati che da anni lotta a Napoli per un lavoro sicuro e retribuito degnamente, in una guerra tra poveri alimentata dalle istituzioni che fa il gioco solo dei padroni; il lutto collettivo di un quartiere per la sorte del giovane Ugo, ucciso durante un tentativo di furto con un'arma giocattolo a soli 15 anni; e la sorte del giovane Pio - già presente oltre un decennio fa ne 'Il Segreto' - che si barcamena tra lavori sottopagati nel mondo della ristorazione.
C'è spazio per l'indignazione (inutile forse, ma necessaria), per l'archivio (alla vigilia dei 50 anni da una storica manifestazione che "nascose" la statua di Giuseppe Garibaldi con un grosso lenzuolo) e per provare a puntare i riflettori su una fascia di popolazione che dell'invisibilità ha fatto il suo carattere peculiare e che in quell'invisibilità vede spegnere le ultime speranze di cambiamento.
Guardare "Padrone e sotto", patire con i suoi protagonisti, mettere insieme i pezzi di storie slegate solo in apparenza è l'unica via per restare umani, restare visibili, restare vivi.
14/03/2026, 08:07
Carlo Griseri