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Tutta la Vita Davanti




Tutta la Vita Davanti

Uscita in sala: 28/03/2008

interpreti:
Sabrina Ferilli (Daniela, Capo Telefonista)
Elio Germano (Lucio, Venditore "Multiple")
Valerio Mastandrea (Giorgio Conforti, Sindacalista)
Massimo Ghini (Claudio, Capo "Multiple")
Micaela Ramazzotti (Sonia, Mamma di Lara)
Isabella Ragonese (Marta)
Valentina Carnelutti (Maria Chiara, Telefonista)
Paola Tiziana Cruciani (Madre di Sonia)
Mary Cipolla (Madre di Marta)
Tatiana Farnese (Signora Franca)
Caterina Guzzanti (Fabiana Lanza Campitelli)
Nicolò Senni (Sebastiano Mangiarotti)
Laura Morante (Voce Narrante)

soggetto:
Michela Murgia
Paolo Virzì
Francesco Bruni

sceneggiatura:
Paolo Virzì
Francesco Bruni

musiche:
Franco Piersanti

montaggio:
Esmeralda Calabria

costumi:
Francesca Livia Sartori

scenografia:
Davide Bassan

effetti:
Tiberio Angeloni
Pasquale Catalano II
Franco Galiano
Paolo Galiano
Fabio Traversari
Marsio Bellizzi
Fathima Feminò
Pietro Orlandi
Paolo Zeccara
Pasquale Di Viccaro
Adriano Mulè

fotografia:
Nicola Pecorini

suono:
Luca Anzellotti
Luigi Melchionda
Marco Streccioni
Mario Iaquone

produttore:
Paolo Virzì
Daniele Mazzocca
Regia: Paolo Virzì
Anno di produzione: 2008
Durata: 117'
Tipologia: lungometraggio
Genere: commedia/drammatico
Paese: Italia
Produzione: Motorino Amaranto, Medusa Film; in collaborazione con Sky Cinema
Formato di ripresa: 3P Super 35mm (aspect ratio 2.25:1)
Post Produzione: Digital Intermediate 4K negli studi di Cinecittà Digital di Roma. Effetti speciali a cura della Proxima.
Formato di proiezione: 35mm, colore
Ufficio Stampa: Studio Lucherini Pignatelli

URL:
Promuovi:  cos'è? 

Sinossi: Dopo una laurea trionfale in filosofia teoretica, Marta riesce a trovar lavoro solo come baby- sitter e quindi come telefonista nel call-center della Multiple Italia, un’azienda che commercializza un moderno elettrodomestico. Questa ragazza colta, curiosa, gentile e taciturna si avventura così in un mondo per lei sconosciuto e fantasmagorico di giovani esultanti telefoniste e venditori invasati, danze motivazionali, jingle aziendali, premiazioni, applausi e penitenze concordate. All’inizio scopre con sorpresa che il clima da scuola elementare di quel lavoretto, con la capo-telefonista nei panni della maestra ora indulgente ora severa, e la serena incoscienza delle compagne di lavoro, le regalano un inatteso buon umore che in parte la rinfranca dalla delusione verso l’ambiente accademico cui aveva dedicato con passione ostinata gli anni migliori della sua giovinezza, e che dopo la laurea le aveva riservato solo porte chiuse, e prospettive di attesa infinita. Adesso Marta sembra persino immergersi nella spensieratezza di quel mondo per lei sconosciuto in cui ci si entusiasma per le vicende del “Grande Fratello”, per gli stivali ultimo grido della capo-telefonista Daniela, e per lo stile confidenziale, da allenatore di una squadra sportiva, del carismatico boss della Multiple, Claudio Santarosa. Marta si affeziona al venditore Lucio, candidamente esaltato da improbabili prospettive di successo con le vendite a domicilio; impara a sorridere, insieme alle colleghe, degli inutili tentativi dell’attivista della Cgil-Nidil Giorgio Conforti di predicare il verbo delle tutele sindacali in quella moderna landa senza diritti. Ed infine, con la piccola Lara, bambina misteriosa e intelligentissima, della quale è baby-sitter, e con la di lei madre Sonia, ragazza madre immatura, ignorantissima e allegramente sciagurata, anche lei telefonista della Multiple, Marta stabilisce una specie di sgangherata e precaria famiglia, in un disordinato appartamento dall’aria provvisoria, forse occupato abusivamente, in quella nuovissima periferia romana che potrebbe assomigliare a Miami o a Singapore. Finché Marta, man mano, non si rende conto che dietro la facciata allegra, da villaggio vacanze, di quel luogo di lavoro, si cela la violenza inquietante dell’abuso, del plagio e dello sfruttamento di tante ragazze e ragazzi inconsapevoli. E decide così di rivolgersi a quel sindacalista paziente e tenace, deriso da tutti, per vuotare il sacco e riferirgli quel che davvero accade in quell’azienda dai metodi così moderni. Dalla sua preziosa, segreta testimonianza prenderà vita un’iniziativa pubblica di denuncia, che però, sulle prime, avrà l’effetto di complicare ulteriormente le cose…
Tutta la vita davanti. E’ la condizione esistenziale di Marta e di quelli come lei. Ed è il titolo di questa specie di affresco beffardo e struggente, comico e crudele della società contemporanea, negli anni della precarietà del lavoro e della vita, osservata e narrata dallo sguardo senza pregiudizi, curioso, divertito e sgomento di una giovane studiosa di filosofia.

Ambientazione: Roma (Fiera di Roma) / Palermo

Periodo delle riprese: Luglio 2007 - Settembre 2007 (11 settimane)

Con il sostegno di:
Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC): 1.000.000 euro (seduta del 28 settembre 2007, Delibera della Sottocommissione cinema - Sezione interesse per il riconoscimento dell'interesse culturale dei lungometraggi)


Tratto dal libro:
Il Mondo deve Sapere. Romanzo Tragicomico di una Telefonista Precaria di Michela Murgia
anno di pubblicazione: 2006
editore: Isbn Edizioni
pagine: 123
prezzo (euro): 10,00
Questo libro è il diario in presa diretta di un mese vissuto nell'inferno del telemarketing. Per trenta interminabili giorni, l'autrice ha venduto al telefono aspirapolveri a migliaia di casalinghe per conto della Kirby, una grande multinazionale americana. Intanto annotava, apprendeva e soffriva in prima persona le tecniche di condizionamento e le riunioni motivazionali, le premiazioni e le umiliazioni pubbliche, orari, salari e punizioni aziendali... "Il mondo deve sapere" racconta la precarietà, riuscendo miracolosamente a fare ridere. Fino alle lacrime. Michela Murgia è nata a Cabras, Oristano, nel 1972. Dopo gli studi teologici è stata webmaster, manager, operatrice in un call center. Questo è il suo primo romanzo.
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commenti a questo film:
Thomas Bellemo (25/04/2008)
  Ciao, anch'io, come Oscar, vorrei tanto sapere il titolo della canzone che Marta, la protagonista si sparava in cuffietta. Mi piace da morire! Sapete dirmelo? Rispondetemi pure sulla mail che ho indicato. Cmq il film è molto carino e per niente banale, mi sapettavo peggio. Grazie Tommy
Sara Lucarini (23/04/2008)
  Quello che Virzì esprime in questo nuovo film è più che altro un senso di preoccupazione verso i giovani e il loro futuro. Un film realistico, dipinto con toni surrealil, che fa ridere, ma a denti stretti. Che non da risposte, perchè forse non ce ne sono. E perchè alla fine alla gente forse basta no... (continua)
Oscar Guadalupi (11/04/2008)
  Sapete dirmi il titolo della canzone giapponese che la protagonista si sparava in cuffietta?

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