PERSO 12 - A Perugia dal 24 settembre al 4 ottobre
Diffuso nello spazio, esteso nel tempo: il
PerSo si conferma un festival sempre più capillare. A Perugia, dal 24 settembre al 4 ottobre 2026 torna il
PerSo - Perugia Social Film Festival. La XII edizione competitiva del festival porta in città 56 film da più di 27 Paesi, 74 eventi in 13 luoghi. Un programma che ha nei due concorsi, PerSo Award e PerSo Short Award, il suo cuore, ma che costruisce intorno alle proiezioni una rete di appuntamenti capace di coinvolgere spazi culturali, associazioni, realtà indipendenti e luoghi della vita quotidiana della città.
Accanto alle tre sale storiche del festival - PostModernissimo, Zenith e Cinema Méliès - il programma 2026 coinvolge altri dieci luoghi della città: il Teatro Pavone, Palazzo Penna, il Chiostro di San Fiorenzo, la Sala dei Notari, il Complesso monumentale di San Pietro, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria (ex cinema Mignon), la Chiesa delle Maddalene, Ma_project, il Ristorante Inclusivo Numero Zero, Sottoluce APS e la Casa Circondariale di Perugia-Capanne. Una geografia culturale che mette in relazione luoghi e pubblici diversi e che trasforma il festival in un’occasione per attraversare la città.
Il cinema, come da sempre al PerSo, diventa il punto di partenza per parlare del presente. Le opere in concorso intrecciano attualità e storia, restituendo il modo in cui grandi questioni collettive - guerre e migrazioni, memoria, diritti, identità, marginalità, disabilità, ambiente, lavoro, trasformazioni sociali e rapporti di potere - attraversano la vita delle persone e delle comunità. Il confronto prosegue fuori dallo schermo attraverso incontri, masterclass, omaggi e percorsi dedicati. Tra gli appuntamenti più significativi c’è quello legato ai quarant’anni di Shoah di Claude Lanzmann: l’opera integrale sarà proposta nell’ex Chiesa delle Maddalene, trasformata in uno spazio di visione permanente, in dialogo con Je n’avais que le néant- Shoah par Lanzmann di Guillaume Ribot, presente nel concorso internazionale. Il centenario della nascita di Dario Fo sarà invece occasione per proiettare Aria di golpe e discuterne insieme alla Fondazione Fo e Rame, mentre i settant’anni di Andrea Pazienza saranno ricordati attraverso un film e un incontro.
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Un po’ come il piccolo villaggio gallico di Asterix e Obelix - quest’anno il festival guarda con attenzione anche al mondo del fumetto - il PerSo prova a resistere all’invasione di immagini spazzatura, vere o artificiali, che vogliono conquistare il nostro immaginario. Per questo diamo spazio a un cinema a dimensione umana, che cerca nelle immagini del passato una chiave di comprensione del presente”, dichiarano i direttori artistici.
Questa capacità di mettere insieme soggetti differenti è uno degli elementi identitari del
PerSo. Il festival coinvolge infatti anche tre giurie di comunità: quella delle detenute della Casa Circondariale di Perugia-Capanne, attiva da dodici anni, quella degli studenti universitari e quella degli studenti delle scuole superiori del Liceo G. Galilei. Sono circa 60 le persone coinvolte ogni anno in percorsi formativi che trasformano il pubblico da semplice spettatore a soggetto attivo nella valutazione dei film.
Tra le sezioni di questa edizione, la
retrospettiva dedicata a Carlo Cresto Dina, produttore – tra gli altri – dei film Alice Rohrwacher e di Leonardo Di Costanzo, che negli anni si è confrontato a più riprese anche con il cinema documentario. Appuntamento clou 3 ottobre sera, quando sarà la stessa Alice Rohrwacher a presentare, insieme al produttore, la sua opera prima, "
Corpo Celeste" (2011).
Ad ampliare ulteriormente questa dimensione diffusa, per l'intera durata del festival (24 settembre - 4 ottobre) apre inoltre l'Immersive Hub, ospitato nella Sala di Apollo di Palazzo Penna: sette giorni a ingresso libero e fruizione continuativa, con oltre otto opere in Realtà Virtuale affiancate da un inedito showcase di cortometraggi realizzati con strumenti di Intelligenza Artificiale generativa, selezionati non per il virtuosismo tecnico ma per la capacità di raccontare il reale e temi sociali. La sezione nasce da una partnership nazionale con Associazione Museo Nazionale del Cinema, Notte Americana, Ru-mòre Film Festival ed 8 Production.
Tra i numerosi eventi collaterali, dal 25 settembre l'artist-run space MA Project ospita, fino all'11 ottobre, la mostra Spero. Visioni contemporanee sul Conflitto, con opere di Gina Nakhle Koller, Mazen Kerbaj e Guerrilla Spam: un'installazione tratta da While the World Watches: A Year in Gaza, i disegni di Gaza on the Wall e un nuovo intervento site specific sui corpi delle vittime di guerre e migrazioni. Il 3 e 4 ottobre, al Chiostro di San Fiorenzo, il festival ospita inoltre l'Area Self Publishing, due giornate dedicate a collettivi, librerie ed editori indipendenti e artisti della scena nazionale, in collaborazione con il Ratatà Festival di Jesi.
Il concorso principale 2026 propone dieci lungometraggi internazionali che, attraverso storie personali e collettive, affrontano alcune delle questioni più urgenti del presente: migrazioni, identità e norme di genere, memoria politica, marginalità e capacità di autodeterminazione.
Film di apertura sarà "
A Fox Under a Pink Moon" di Mehrdad Oskouei (Iran, 2025, 77’), con il regista e la protagonista in sala. Al centro del film c’è Soraya, sedicenne afghana che da cinque anni cerca una via d’uscita dall’Iran per raggiungere la madre in Austria. Artista e illustratrice, Soraya racconta in prima persona il proprio percorso attraverso disegni, sculture, video e immagini realizzate con il telefono durante i suoi tentativi di fuga. Il film nasce da un lavoro a distanza durato cinque anni e intreccia il racconto di una giovane donna con quello di milioni di persone costrette a lasciare le proprie case. La volpe, la luna rosa e il pagliaccio che ricorrono nelle sue opere diventano figure di un immaginario personale attraverso cui Soraya racconta paure, desideri e il bisogno di costruirsi un futuro. Oskouei, tra i più importanti documentaristi iraniani, ha dedicato gran parte della sua filmografia alle persone più vulnerabili, con particolare attenzione a giovani e donne.
Tra gli altri titoli in concorso, in anteprima italiana, "
Como tú me ves" di M Sin Título (Messico/Argentina, 2026, 82’) attraversa dieci anni di trasformazione personale e di ricerca sul genere, utilizzando il corpo e l’esperienza dell’autore come terreno di sperimentazione. Il film riflette sui codici sociali che regolano identità, bellezza e comportamento e sulle relazioni tra genere, classe e potere.
Anteprima italiana theatrical per "
Endless Cookie" di Seth e Peter Scriver (Canada, 2025, 97’), premiato al Sundance Film Festival. Il film d’animazione nasce dal rapporto tra due fratelli e dalle loro storie familiari, attraversando memoria, identità e appartenenza attraverso un linguaggio visivo originale.
Restando ai film in anteprima italiana, in concorso "
Redlight to Limelight" di Bipuljit Basu (India, Finlandia, Lettonia, 2025, 100’). Il film segue bambini, madri e sorelle di una comunità di sex worker del quartiere a luci rosse di Kalighat, a Kolkata, riuniti nel collettivo cinematografico CAM ON. Attraverso la realizzazione di un film dentro il film, la comunità trasforma la narrazione in uno strumento di espressione, relazione e autoaffermazione.
Il
PerSo - Perugia Social Film Festival è organizzato da Associazione Realmente APS/ETS, in collaborazione con Fondazione La Città del Sole – ETS, con il sostegno e il patrocinio di MiC – Direzione Generale Cinema, Regione Umbria, Comune di Perugia, Fondazione Perugia, Camera di Commercio dell’Umbria e ADISU Umbria.
17/09/2026, 12:40