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GLI ANNI PIU' BELLI - Un'amicizia lunga quattro decenni


Il nuovo film di Gabriele Muccino racconta le storie di quattro amici, seguendoli dal 1982 fino ai giorni nostri. Soddisfazioni e sconfitte, amori, passioni e vite normali che sembrano speciali. Pierfrancesco Favino, Micaela Ramazzotti, Kim Rossi Stuart e Claudio santamaria gli interpreti principali. In sala dal 13 febbraio con 01 Distribution


GLI ANNI PIU' BELLI - Un'amicizia lunga quattro decenni
"Gli Anni pi Belli" di Gabriele Muccino
Urlano i personaggi di Gabriele Muccino. Siccome quelli che il regista ci mostra sono i migliori momenti della loro vita, e ne sono stranamente consapevoli, allora tutto strillato, tutto eccessivo e ovviamente tutto finto. Il regista, che scrive la sceneggiatura insieme a Paolo Costella, prova a mettere in scena un "Ceravamo tanto Amati" dei giorni nostri, con i ricordi che, invece di partire dalla resistenza e dalla guerra di liberazione, cominciano in una discoteca per ragazzini nel 1982, alluscita della quale violenti scontri tra polizia e manifestanti (nel 1982?) tra i vicoli di Roma, offrono ai tre ragazzi sedicenni la possibilit di diventare amici per la vita.

Come spesso accade, il film di Muccino un racconto sul passato recente fatto a posteriori, la trasformazione dei ricordi in fatti, della nostalgia in valutazione storica, dove la banalit del quotidiano si trasforma in filosofica consapevolezza. La motivazione per cui un autore fa un film sugli anni belli passati (la nostalgia della giovane et, in sostanza) non pu essere trasferita nel film stesso, dove i personaggi trasudano reminiscenze e raccontano con voce narrante, addirittura spesso guardando lo spettatore dritto negli occhi, quello che sta accadendo loro. Che senso ha? Dicessero poi cose fondamentali, illuminati e profonde. No, i temi sono semplici e sempre gli stessi: lamicizia, lamore, le corna e alla fine lamicizia (ellissi di sentimenti e di racconto).

La vita dei quattro amici (ai tre ragazzi si aggiunta la ragazza che scombina gli equilibri) va avanti come tante delle nostre, ma il volume spaccatimpani sembra volerle rendere eccezionali. In realt no, non c nulla, oltre al parossismo della musica, dei toni e delle situazioni che rende queste vite n speciali n addirittura interessanti. Perch oltre al punto di vista sbagliato del racconto, ai personaggi manca lumanit che i quattro di Ettore Scola riuscivano a mettere in scena grazie alla Storia e ai dialoghi, mai banali, mai inutilmente urlati. In Scola c amarezza, c riflessione, c una panoramica sulla societ. Ne "Gli anni pi Belli" tutto ci non c o non riesce ad emergere.

Gli interpreti, tra ringiovanimenti e invecchiamenti, provano a fare del loro meglio abbassando i toni che per, in automatico, tornano subito a far segnare di rosso il livello del volume e far sognare lo spettatore di avere a disposizione dei tappi per le orecchie.

30/01/2020, 16:15

Stefano Amadio