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LA MIA FAMIGLIA A SOQQUADRO - Il vero regalo è l’amore dei genitori


Il nuovo film di Max Nardari affronta il tema della famiglia e della difficoltà, per un ragazzino di 11 anni, di non essere omologato al gruppo. Con Marco Cocci e Bianca Nappi (i genitori), Gabriele Caprio (il piccolo Martino), Elisabetta Pelli ed Eleonora Giorgi. In sala dal 30 marzo distribuito da Europicture


LA MIA FAMIGLIA A SOQQUADRO - Il vero regalo è l’amore dei genitori
"La mia famiglia a soqquadro" di Max Nardari
Iniziare la prima media per Martino (Gabriele Caprio) è un’esperienza traumatica: i suoi compagni di classe al Maximilian College si vantano tutti delle fantastiche vacanze in giro per il mondo e sfoggiano smartphone e tablet come se fossero dei manager in carriera e non avessero undici anni. Il segreto del loro apparente successo pare essere la separazione dei loro genitori che quindi per ingraziarsi i figli sembrano portati a fare qualsiasi cosa.

Anna (Bianca Nappi) e Carlo (Marco Cocci) formano invece una coppia inossidabile e impongono a Martino e al fratellino più piccolo vacanze in paesini sperduti della Puglia e pensano che un ragazzino di undici anni non abbia bisogno dello smartphone più tecnologico sulla piazza.

Per cercare di assomigliare ai suoi compagni che lo isolano e lo deridono per la sua famiglia e i suoi principi, Martino decide di mettere in atto un piano malvagio: far separare i suoi genitori. Dopo l’iniziale compiacimento per aver raggiunto il risultato, giocando sulla gelosia della madre per Paola (Elisabetta Pellini), ex compagna di classe e ora cliente della banca di Carlo, Martino si ritroverà a riflettere sulle conseguenze di quello che ha fatto.

A completare il quadro l’arrivo della madre di Anna, nonna Fiore (Eleonora Giorgi), donna indipendente con cui Anna ha sempre vissuto un rapporto conflittuale.

Max Nardari dirige una commedia (scritta con Fausto Petronzio) che tratta con tono leggero e scanzonato alcune tematiche importanti: l’omologazione imperante, i disturbi che a volte manifestano i figli di separati e i comportamenti aggressivi o di bullismo che perpetrano ai danni degli altri, specie in ambito scolastico.

Nardari propone un’evoluzione dei suoi personaggi, non solo di Martino ma anche della coppia di genitori che deve fare i conti con la situazione che il figlio crea, ma anche con i loro non detti, le loro rinunce o frustrazioni fino a quel momento sempre accuratamente nascoste.

Lontano però dall’essere uno spot per la famiglia tradizionale, il messaggio di "La mia famiglia a soqquadro" sembra racchiuso nel finale: le cose più importanti sono il rispetto reciproco e l’amore per i figli, indipendentemente dal fatto che i genitori stiano insieme o siano separati.

28/03/2017, 10:30

Rita Bennardello