Note di regia di "Notte Prima degli Esami 3.0"
Tutti ricordano il proprio esame di maturità. È la linea di confine tra la giovinezza e il resto della vita, tra il mondo protetto della scuola e le incertezze del futuro. Questo film nasce dall’urgenza di raccontare cosa significhi affrontare quel rito di passaggio oggi, con tutto il carico di aspettative, paure e assurdità che si porta dietro.
Al centro della storia c’è la Generazione Z, con le sue preoccupazioni meravigliose: l’eco-ansia e le nuove forme di relazione, l’identità digitale e l’intelligenza artificiale usata come fosse il compagno di banco più preparato della classe. Temi universali e contemporanei, che rendono questo passaggio ancora più fragile, complesso e comico.
Il cuore del film è il contrasto tra autenticità e finzione. I ragazzi creano un falso profilo online per ingannare una professoressa, e in questo gioco di specchi si riflette la domanda più urgente della loro generazione: chi siamo davvero, quando la nostra identità passa sempre attraverso un filtro? È una domanda seria, certo. Ma la risposta, nel nostro film, fa anche ridere.
Dal punto di vista visivo, ho scelto un approccio realistico e contemporaneo: ottiche larghe che richiamano l’estetica dei contenuti social e dei cellulari, un linguaggio naturale, quello vero dei ragazzi. Volevo che la macchina da presa fosse il più possibile dalla loro parte.
La commedia è il registro scelto per una ragione precisa: credo profondamente nel suo potere di affrontare temi importanti attraverso il sorriso. Il tono oscilla tra leggerezza e malinconia, tra comicità di gruppo e intimità personale. Il mio più grande desiderio è quello di far ridere lo spettatore, di farlo commuovere ma soprattutto di riconoscersi: desidero che ogni adulto riveda sé stesso alla soglia dei diciott’anni, e che ogni giovane si senta finalmente visto e compreso.
I miei riferimenti artistici spaziano dal cinema generazionale italiano di qualità - "Ovosodo", "Santa Maradona" - alla commedia più leggera e sofisticata - "Scrivimi Fermo Posta", "C’è Posta per Te". Non cerco nostalgia: cerco autenticità. Uno sguardo di oggi che sappia dialogare con la tradizione.
Il messaggio del film è duplice: da un lato, l’invito a non perdere la magia irripetibile di un’età unica; dall’altro, la necessità del dialogo tra generazioni, perché le paure dell’adolescenza – anche quando cambiano forma, restano universali.
Come regista al debutto, mi riconosco profondamente in questa storia. Anch’io ho vissuto la bocciatura e so quanto possa segnare. Dirigere questo film è stato il mio stesso esame di maturità, affrontato con l’esperienza maturata scrivendo commedie e con un’unica ambizione: restituire un’opera che possa diventare uno specchio per una nuova generazione di spettatori. E magari anche per quelli che, quell’esame, pensavano di esserselo lasciato alle spalle.
Tommaso Renzoni