Sudestival 2020

Omaggio di Antonello De Pierro a Raf Vallone


Omaggio di Antonello De Pierro a Raf Vallone
Il tenace, incessante e ormai noto impegno, consolidatosi nel tempo, del giornalista e presidente del movimento politico Italia dei Diritti Antonello De Pierro per la salvaguardia dellimmenso patrimonio culturale rappresentato dal cinema italico, laltra sera si concentrato sulla Casa del Cinema di Roma, dove era in programma una serata evento per celebrare il centenario della nascita di uno dei pi grandi talenti che lItalia abbia mai esportato nel mondo, il celeberrimo Raf Vallone. Lappuntamento commemorativo, voluto fortemente dalle figlie Eleonora e Annabella, assente laltro figlio Saverio per motivi personali, stato condotto magistralmente da Laura Delli Colli, la quale ha introdotto con dovizia di particolari ogni frangente programmatico dellavvenimento, che ha fatto registrare un successo andato abbondantemente oltre ogni pi rosea previsione. Lenorme affluenza di pubblico, che ha reso necessario aprire anche le altre sale interne alla struttura di Largo Mastroianni e chiudere lingresso principale con laffissione di una scritta annunciante il sold out, con un fiume di gente rimasta allesterno, ha confermato il grande attaccamento, ancora vivissimo, che lItalia esprime al compianto attore. Un personaggio, Vallone, che ha fatto sempre trapelare, in ogni sua sortita pubblica, il grande spessore culturale su cui aveva edificato la sua straordinaria figura, una piattaforma granitica nutrita al banco di due lauree, lettere e giurisprudenza, e di una fulminea ascesa carrieristica nel giornalismo, che laveva condotto alle pagine culturali del quotidiano LUnit come redattore capo e a La Stampa come critico cinematografico, dopo aver abbandonato una promettente carriera da calciatore in serie A, nelle file del Torino.

Gli interventi delle figlie Eleonora e Annabella, visibilmente commosse, hanno strappato tanti applausi da parte della gremita platea dove, oltre a gi citato De Pierro, erano seduti, tra gli altri, il regista Pupi Avati, lattore e regista Lino Capolicchio, Francesco Rutelli con la moglie Barbara Palombelli, il principe Guglielmo Marconi Giovannelli, il noto giornalista e attivista per i diritti dei padri separati Giorgio Ceccarelli, Elisabetta Viaggi e lattore Mario Donatone. Poi la Delli Colli ha sapientemente traghettato lattenzione dei presenti sul fulcro previsionale dellevento, la proiezione del film di Sidney Lumet, del 1962, Uno sguardo dal ponte, preceduto dalla visione di una recente intervista inedita al regista Peter Brook, che aveva diretto, nel 1958, Vallone nella versione teatrale di Uno sguardo dal ponte. E prima di tutto questo le corde emozionali del pubblico sono state sollecitate da una carrellata di spezzoni cinematografici, che hanno ripercorso la florida carriera in celluloide del versatile artista calabrese.

De Pierro, che si sempre alacremente prodigato per dare voce al mondo del cinema, specie se made in Italy, anche in passato come direttore e voce storica di Radio Roma e ancora oggi da direttore di Italymedia.it, ha espresso grande soddisfazione per il grande successo della serata.

"E il dovuto e naturale tributo" ha dichiarato "che il pubblico cinematografico ha rivolto a Raf Vallone, artista di grande spessore che ha scritto pagine memorabili negli annali del cinema mondiale, elevando al massimo fulgore limmagine del nostro paese. La gente ha risposto prontamente al tam tam lanciato dalle figlie Eleonora e Arabella, consacrando la sua grandezza, e questo ci fa comprendere appieno la sensibilit che domina nel nostro tessuto sociale nei confronti della cultura. Questa ricorrenza per ha aperto in me una profonda e dolorosa parentesi riflessiva, che ci fa comprendere quanto in Italia si sia imboccata una deriva orientata sempre pi verso un appiattimento della politica e delle istituzioni nei confronti delle espressioni intellettuali. A spalancare le porte alla memoria storica rappresentata dalla figura di Vallone stata la famiglia. Il mondo politico e istituzionale, fatta eccezione per quello di Tropea, sua citt natale, rimasto silente e questo mi preoccupa alquanto. La nostra classe politica presta sempre meno attenzione ai fermenti culturali e favorisce lassopimento delle coscienze verso essi. E semplicemente vergognoso che non ci siano state celebrazioni istituzionali per ricordare un illustre connazionale come Raf Vallone. A muovere ci avrebbe dovuto essere un sentimento piacevole e spontaneo, ma visto che ormai larido deserto di valori formatosi sul proscenio politico, che trasforma quotidianamente le nostre certezze in disillusioni, ci fa desistere dal pretendere tanto, mi appello al fatto che ci avrebbe dovuto rappresentare un dovere, atteso che la Costituzione che ce lo chiede a mezzo dellarticolo 9, che elegge la cultura a valore fondamentale e impone alla Repubblica di promuoverne lo sviluppo e soprattutto di tutelarne il patrimonio, in virt di una ratio di tipo conservativo. Le tradizioni culturali sono quelle che distinguono un popolo dallaltro. LItalia non mai stata avara nel generare eccellenze intellettuali, ma purtroppo nemmeno campioni di ignoranza e incapacit, che spesso vanno inutilmente a popolare le folte schiere della politica e soprattutto del sottobosco che vi ruota intorno, e tutto, purtroppo, a spese dei corpi collettivi. Ringrazio in particolar modo Eleonora, a cui mi lega da sempre un sincero vincolo affettivo, per avermi invitato e avermi dato lopportunit di corroborare lapprezzamento, gi molto vivo in me, nei confronti del suo immenso padre".

06/03/2016, 08:35