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Venti film in concorso alla quinta edizione
dell'Overtime Film Festival


Venti film in concorso alla quinta edizione dell'Overtime Film Festival
Giunto alla quinta edizione, l’Overtime Festival, che si terrŕ a Macerata dal 7 all’11 ottobre 2015 prossimi, propone anche nel 2015 una rassegna di cortometraggi e documentari sociali sul tema del racconto e dell’etica dello sport. Un viaggio itinerante nelle storie piů belle e piů nascoste, e nei personaggi che hanno messo lo sport al centro della loro vita.

Un concorso che lo scorso anno ha valorizzato numerosi aspetti del racconto sportivo, esaltando la creativitŕ narrativa e spaziando tra gli sport (judo, ciclismo, atletica, rugby) e tra i generi: da un incredibile Beppe Fiorello in “L’oro di Scampia”, al ricordo di figure come Pietro Mennea, Agostino Di Bartolomei e Giovanni Valetti, fino a pellicole che hanno messo i riflettori su temi come i diritti delle donne islamiche e la disabilitŕ.

Fuori-classe, si disse lo scorso anno, puntando l’attenzione sul connubio tra estro, talento e socialitŕ. Per l’edizione 2015, si punta sulla passione e sulle emozioni che lo sport sa regalare. Momenti di gloria, sudore, fatica, passione, lo sport attraversa un secolo e parla anche dei luoghi che dello sport hanno fatto la propria vena caratterizzante, attraverso il racconto delle “Grandi Sfide”.

Il programma č molto fitto e si articola in “cortometraggi” e “documentari sociali”.

Per la sezione cortometraggi sono in gara “Il calcio, la Palestina e me”, un viaggio “sociale” di Gabriella Greison per le strade di Hebron, attraverso il racconto della squadra della cittŕ (l’Al Ahli) alla cui guida c’č per la prima volta nella storia un allenatore italiano; “Extreme football”, un’animazione per ragazzi che presenta un calcio estremo giocato in un centro commerciale in costruzione; e le produzioni straniere “Carmen” di Daniel Aldaya, il visionario “Out” di Joan Antunez, e “Parrucchiere Calciatore” di Jauan Manuel Aragon, in cui in cui il calcio č vissuto come momento di evasione e salvezza.

Molto spazio č dato anche a tematiche importanti come la valorizzazione del paralimpico. Per esempio, con “Due piedi sinistri”, di Isabella Salvetti, si gioca con ironia su sport, tifo e disabilitŕ, mentre Paolo Geremei presenta con leggerezza e romanticismo tre storie di sport “Oltre la linea”.

Molto ricco anche il programma dei film e documentari sociali. In concorso tanti racconti che partono da vecchie storie da riprendere e raccontare come “Plata Rugby Club”, che ci porta in Argentina, ripercorrendo l’elenco degli sportivi travolti dalla furia degli squadroni della morte tra il 1975 e il 1983 durante la dittatura militare di Videla., o “L’allenatore dei sogni”, una storia che spiega come ha fatto Sergio Vatta a costruire il piů prolifico e vincente vivaio calcistico italiano della storia, quello del Torino FC.

In un’edizione dedicata alle Grandi Sfide, non potevano mancare le imprese sulla cima del Chimborazo di Paolo Venturini, raccontate in “Maximum Quota – lŕ dove osano le aquile”, o le discese spericolate del campione europeo di mountain Bike Jarno Calcagni, riprese da Roberto Nigi e Luca Bellezze.

Uno dei momenti piů toccanti del programma sarŕ un omaggio a Pietro Mennea, il velocista italiano scomparso nel 2013, che viene ricordato con la produzione Rai “Pietro Mennea la freccia del sud”. La pellicola di Ricky Tognazzi, rivive poco prima della gara dei 200 metri piani che lo consacrerŕ come campione olimpico a Mosca 1980, un Pietro Mennea alle prese con i suoi inizi di carriera: l’Avis Barletta, le prime gare nazionali a Termoli dove suscita l’interesse di Carlo Vittori, i duri allenamenti a Formia, l’amore per Emanuela.

Sport e integrazione sono invece il focus di “Yema e Neka” di Matteo Valsecchi: un paesino di montagna, in Trentino, ripopolato da nove ragazzi etiopi, adottati tutti dalla stessa coppia che ospita anche tre adulti problematici. “Sport around the world” č ambientato invece in Ruanda, tra organizzazione di tornei ed eventi sportivi, lo sport come il punto centrale e di riferimento del villaggio, come mezzo di aggregazione.

E ancora rugby, con il documentario di Gughi Fassino. “Liberi a meta” racconta la storia de “La Drola”, la prima squadra di rugby interamente formata da detenuti che gioca in un campionato regolare. Chiusi tra un passato pesante e un futuro difficile da immaginare, i detenuti si raccontano, stringono legami, si scontrano.

Ma Overtime ha nel suo DNA il racconto di vicende di sport “dal basso”, quelle di chi lo sport lo pratica e lo segue non solo nelle grandi piazze. Come in “Mi chiamo Entella e ho cent’anni”, un documentario sulla storia della squadra Entella di Chiavari raccontato dai protagonisti di ogni etŕ. Luoghi, volti, racconti, emozioni di chi ha partecipato alla storia costruiscono il riscatto di una piccola cittŕ della provincia italiana e della sua squadra di calcio, ancora oggi identificate fortemente l’una con l’altra, in grado di raggiungere la serie B. Ed ancora “Brevi storie sulla Torres”, opera di divulgazione sportiva che racconta come nasce la piů antica societŕ sportiva sarda, la societŕ Educazione Sportiva Torres 1903 e le storie di alcuni dei suoi atleti piů rappresentativi.

Cosě come le storie di basket femminile de “She got game”, di Silvia Gottardi, o quelle di “Versus” prodotte da Rai Gulp e CONI per valorizzare tra i piů giovani i veri valori dello sport e del gioco. “Fuorigioco” di Davide Vigore e Domenico Rizzo, realizzato dal Centro Sperimentale di Cinematografia di Palermo presenta invece una Sicilia oscura e sotterranea, alle prese tra eccessi e solitudine.

I vincitori della rassegna saranno resi noti venerdě 9 ottobre 2015, alla presenza di ospiti, sportivi e giornalisti di settore. Alla serata conclusiva parteciperanno anche i festival “amici” di Overtime: Corto Dorico di Ancona e OTF Baja de California Mexico.

20/09/2015, 11:57