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"ADHD Rush Hour" - Il disturbo pericoloso


Stella Savino mostra alcuni casi di giovani colpiti da Adha e le conseguenze della cura farmacologica a base di Ritalin. In sala dal 26



ADHD, Rush Hour - Un'immagine del doc di Stella Savino
"ADHD Rush Hour", il primo lungometraggio di Stella Savino, distribuito da Microcinema a partire dal 26 giugno, affronta una patologia che spesso viene diagnosticata a quei bambini di intelligenza normale ma che si mostrano continuamente agitati, in perenne movimento, che non riescono a stare mai fermi, che si dimenano e che i genitori trovano grande difficoltà a tenere "buoni". Quando, poi, iniziano a frequentare la scuola sono quei bambini che le insegnanti non vorrebbero mai tenere: si alzano continuamente dal loro posto, danno fastidio ai compagni, non riescono a svolgere i compiti assegnati e finiscono spesso per cambiare banco, classe.

“Non era mia intenzione realizzare un documentario alla Michael Moore contro le case farmaceutiche o dare risposte ad un dibattito che da 50 anni divide la comunità medica sull’esistenza o meno del cosiddetto deficit di attenzione, quanto piuttosto sollevare dubbi sull’uso di psico-farmaci per trattare questo presunto disturbo” ha commentato Stella Savino.

Un viaggio tra Europa e Stati Uniti e tra laboratori di genetica e di Brain Imaging, aule universitarie e scuole elementari, per dare voce ai maggiori esperti pro e contro ADHD. “Anche se quelli a favore una volta intuito il mio punto di vista hanno rifiutato il confronto”, precisa la regista. E così allarga il discorso ad insegnanti e genitori, che nel frattempo brancolano nel buio, e soprattutto a chi, bambini e adolescenti, catalogati come malati, sono sottoposti a pesanti e rischiose terapie a base di psicofarmaci.

Come Zache di Miami che ha ricevuto la diagnosi di Adhd al primo anno di asilo e da allora è sempre stato sottoposto a cura farmacologica, mentre Lindsay, 25 anni di New York, è il volto di un nuovo ed inquietante fenomeno, la diagnosi di Adhd o Add, come un disturbo dell’età evolutiva, può colpire anche gli adulti. Dall’America a Roma dove Armando, a cui è stato diagnosticato l'Adhd all'età di 10 anni, da 9 anni combatte per limitare gli effetti collaterali, tra cui lo sdoppiamento della personalità.

“Ma non volevo finire con un approccio new-age o superficiale, dire che le medicine fanno male, quindi facciamo yoga e passa tutto. Il problema reale è che troppo spesso una serie di malattie e problematiche vengono ignorate a causa della diagnosi superficiale di ADHD”.
Cosa dire del 'padre scientifico dell'ADHD, lo psichiatra Leon Eisenberg? Nel 2012 ha dichiarato in un’intervista, “l'Adhd è un ottimo esempio di una malattia fittizia”.

22/06/2014, 09:22

Monica Straniero