FilmdiPeso - Short Film Festival

"C' Chi Dice No", il nuovo film di Giambattista
Avellino prodotto da Cattleya


Un film di denuncia che lascia tutti a piede libero. Tre giovani di valore che si trovano a combattere con gli ostacoli delle raccomandazioni. Nel cast Paola Cortellesi, Luca Argentero, Paolo Ruffini, Myriam Catania e Giorgio Albertazzi nel ruolo del "barone" universitario. In uscita venerd 8 aprile 2011 distribuito da Universal.



Paola Cortellesi, Paolo Ruffini e Luca Argentero
E' vero, c' chi dice no, ma in fondo alla fine, nessuno ci fa caso e tutto finisce all'italiana maniera; basta che c' l'amore, l'amicizia e una bella partita a subbuteo.
La protesta ci sta tutta, la rivolta anche. E' volerla raccontare in chiave di commedia con un finale che non fa male a nessuno che non funziona.
"C' Chi Dice No" il nuovo film di Giambattista Avellino, gi regista e sceneggiatore di due film di Ficarra e Picone ("Il 7 e l'8" - "La Matassa") e affronta il tema delle raccomandazioni in Italia e di come questo fenomeno blocchi ogni tipo di prospettiva ai giovani di qualit. Luca Argentero, Paola Cortellesi e Paolo Ruffini sono i tre esempi che vedono sfumare davanti a loro il traguardo dell'assunzione, dopo anni di precariato e impegno gratuito, per colpa di altrettanti raccomandati, meno bravi e dotati ma con le conoscenze giuste. I nostri tre si ribellano e decidono di costruire le loro vendette incrociate per mettere fuori gioco gli odiati rivali e ottenere cos il meritato lavoro.
Nel film, il mondo dei raccomandati, limitato all'Universit, ai giornali e alla Sanit e brilla per assenza la politica, forse un po' scontata certo, ma sicuramente madre di ogni tipo di raccomandazione.

Il film di Avellino parte da un'idea giusta e si sviluppa anche in modo divertente e con qualche intuizione, ma poi al momento di assestare il colpo si arrende davanti alla prepotenza del sistema. I tre provano a scardinarlo e rimangono senza nulla in mano. Una scelta di sceneggiatura un po' forzata, con i protagonisti che decidono di diffondere la prova definitiva di ogni malefatta in un convegno e non su internet. Una diffusione che dura, ovviamente, solo qualche secondo prima che gli interessati ne blocchino la proiezione. In rete, a parte l'anonimato, il filmato sarebbe rimasto pi a lungo, mettendo in crisi il sistema dei favori cos diffuso nell'Universit.

Quello che manca al film l'amarezza della sconfitta, con il finale alla "volemose bene" che uccide ogni voglia di ribellarsi al sistema e trasforma la consapevolezza in rassegnazione.
"C' Chi Dice No", parte per essere uno stimolo ad abbattere il sistema e finisce per essere un film quasi diseducativo; ribellarsi serve a poco, dice nel finale. Scappate all'estero, coltivate gli amici, cercatevi una ragazza e giocate fino a quarant'anni. Ai ruoli di responsabilit lasciate che ci pensino altri. Per voi non c' alcuna speranza.
La speranza invece che gli spettatori siano tanti, giovani e che escano dalla sala 15 minuti prima della fine.

05/04/2011, 14:09

Stefano Amadio