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Il cast del film di Gianni Zanasi "Non Pensarci"
Fin dallinizio della preparazione pi di un organizzatore ci mise in guardia sulle difficolt produttive e organizzative che avrebbe significato girare in una fabbrica vera. Quella del vero, oltre che una condizione posta dal budget del film, in realt una scelta precedente: una scelta di racconto e di gusto.
Leggendo la sceneggiatura di "Non Pensarci", per quanto fosse dettagliata e strutturata, mi rendevo infatti conto che potevano uscirne film completamente diversi se non addirittura opposti a seconda di quanto saremmo stati finti oppure no.
Cos, riguardo ai personaggi di "Non Pensarci", sentivo che dovevano assolutamente diventare delle persone il pi possibile vere senza nessun timore che questo potesse diminuire il tono di commedia che gi cera. E per raggiungere questo senso di verit i luoghi sono ovviamente davvero molto importanti. Tra le location fondamentali del film c sicuramente La Fabbrica, il luogo che circonda Alberto, dove lui trascina quotidianamente il segreto del suo fallimento, il posto dove echeggia linfanzia anche di Stefano e di Michela e che simboleggia la stabilit e lidentit familiari. Oltre a questo mi dava anche loccasione per effetti magari semplici, ma irrinunciabili come vedere Stefano punk-rocker in camice da caporeparto che discute con una ragioniera di cose che non capisce e non capir mai, o i tre fratelli che corrono a nascondersi come ragazzini alla visita sorniona e in realt vitrea del padre. Cos quando allinizio mi hanno chiesto quante comparse volevo al posto degli operai io ho detto che preferivo gli operai, quelli veri che avremmo trovato l. Pu sembrare marginale ma una delle cose che ha dato il La e che ci ha fatto capire immediatamente il film che stavamo andando a fare. Poi che dire, a me quella fabbrica, la storica sede della Toschi dove sono nate le prime ciliegie sotto spirito e dove ora si producono tanti diversi prodotti, piaciuta subito per i suoi colori, latmosfera vaporosa e dolciastra, gli spazi ampiera davvero perfetta. E cos loperaio Giuseppe, con cui Battiston discute, ridendo e scherzando ha messo insieme tre degnissime pose. I signori Toschi, Massimo e Stefano, come nel film padre e figlio, hanno avuto una disponibilit concreta mai avventata e davvero speciale con noi e il film e alla fine hanno anche accettato che sotto i loro occhi avvenisse la distruzione di 200 vasetti di ciliegie sotto spirito. Per questi motivi e in particolare per labnegazione non da tutti i giorni - grazie solo alla quale si riescono ancora a fare i film - ringrazio i propietari e tutti gli operai di quella fabbrica vera e ora anche un po fiabesca.
Quindi grazie signori Toschi per averci fatto lavorare mentre tutti lavoravano intorno a noi. Senza far finta. Come noi del resto, che non eravamo certo l per fare dellarte ma per strappare con le unghie e coi denti (visto che siamo oggi e in Italia) una storia anche molto semplice dallassurdit e dalla minaccia del silenzio.

Gianni Zanasi

03/09/2007

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