Sinossi *: Il colonnello Lucio Gambera è a capo della squadra di carabinieri del ROS incaricata di catturare il boss della mafia Matteo Messina Denaro. Gambera è da anni sulle sue tracce ma, a causa dei ripetuti fallimenti, ha ricevuto dal suo comandante un ultimatum: ha tre mesi di tempo per portare a termine l’incarico, dopodiché lui e la sua squadra verranno sostituiti.
Comincia così una lotta contro il tempo per stanare il latitante, una missione che richiede molti sacrifici. Grazie alla perseveranza della sua squadra, a pochi giorni dalla scadenza, il colonnello scopre alcuni pizzini nascosti a casa della sorella di Messina Denaro, contenenti dettagli sulle condizioni di salute del boss e sulla clinica dove si cura. Informazioni che gli consentono di organizzare un’operazione ad alta tensione al termine della quale Messina Denaro viene finalmente arrestato.
Note:
SINOSSI EPISODI
EPISODIO 1
Il Colonnello Lucio Gambera (Lino Guanciale) è a capo della squadra di Carabinieri del Ros incaricati di ritrovare il boss latitante Matteo Messina Denaro (Ninni Bruschetta). Fra gli uomini di Gambera vi sono il leale maresciallo Sancho (Massimo De Lorenzo), il tecnico radio Ram (Leo Gassmann), gli agenti Dago (Giacomo Stallone) e Giove (Bernardo Casertano), la pilota d’auto Nikita (Noemi Brando) e l’esperto di identikit Garcia (Roberto Scorza): uomini temprati da anni di missioni sul campo, che adesso hanno solo tre mesi per trovare Messina
Denaro e portare a termine l’operazione “Tramonto”, battezzata così in omaggio alla poesia scritta da una giovanissima vittima del boss. Dopo una serie di retate fallimentari, Gambera inizia a sospettare che nella sua squadra ci sia una talpa.
EPISODIO 2
Gambera confessa a Sancho i propri timori, chiedendogli di mettere sotto controllo la squadra per scoprire se tra i suoi uomini c’è effettivamente un informatore. Le difficoltà nel frattempo si presentano anche sul fronte privato: l’ossessione di Gambera per la cattura del boss mette a dura prova la sua relazione con la moglie Maria (Levante) e con i due figli, a cui il Colonnello può dedicare solo poco tempo. Nel frattempo, la moglie del Vice Procuratore Paolo Guido (Paolo Briguglia), che coadiuva Gambera nelle indagini, viene colpita da una gravissima polmonite. Dopo una maxi-retata che porta all’arresto di diverse figure chiave nella rete del boss, Gambera e Sancho devono individuare a tutti i costi il traditore che si nasconde all’interno del loro team.
EPISODIO 3
Dopo la scoperta della talpa, il morale della squadra di Gambera è a terra. Ma l’operazione deve andare avanti: sul Monte Catalfano, un’altura che sovrasta Palermo, bisogna montare un’antenna necessaria a rafforzare il segnale delle intercettazioni radio. Ram e Dago si offrono di condurre la missione, ma un temporale violentissimo causa un’inaspettata tragedia: è un altro duro colpo per Gambera. Il Colonnello e i suoi uomini decidono di infiltrarsi a casa di Rosalia (Simona Malato), la sorella del boss, per installare segretamente altre microspie. È in questa occasione che, nascosto in cucina, trovano un indizio che cambia tutto.
EPISODIO 4
Sfruttando quanto scoperto a casa di Rosalia, Gambera e i suoi uomini cercano di ricostruire i movimenti del boss nei mesi precedenti. Dopo aver analizzato un enorme quantitativo di dati, individuano una clinica palermitana dove Messina Denaro si sarebbe recato regolarmente negli ultimi anni e, accedendo al sistema online dell’istituto, trovano la conferma dei loro sospetti. Gambera decide di giocarsi il tutto per tutto: organizza così un’operazione colossale, coinvolgendo anche le forze del GIS e di altri Reparti Territoriali. La mattina del 16 gennaio l’operazione “Tramonto” raggiunge il suo culmine: è il momento della verità.
NOTE DELLO SCENEGGIATORE HEAD WRITER
La cattura dell’ultimo Padrino rappresenta un momento decisivo della storia recente italiana. È il risultato di un lavoro istituzionale silenzioso e articolato, dove si incrociano memoria, giustizia e identità collettiva. Da qui scaturisce l’esigenza di restituire i fatti attraverso una narrazione consapevole e rigorosa. Questo progetto nasce da mesi di studio. Ho passato molto tempo a ricostruire eventi, psicologie e vuoti. L’incontro con Michele Soavi è stato la svolta naturale del percorso: il suo linguaggio visivo, la sua capacità di dare forma alla complessità del racconto erano ciò che questa storia richiedeva. Ho deciso così di tornare alla Sicilia, non come luogo da cartolina o stereotipo narrativo, ma come territorio vivo, contraddittorio, segnato ma capace di ricordare. Parla anche di questo la serie: di una ricerca della giustizia che resiste al tempo, della capacità delle istituzioni di colmare silenzi e ferite ancora aperte. È una storia di mafia, ma anche, e soprattutto, una storia di Stato: di fragilità, di resistenza, di compromessi, di coraggio. Raccontarla è un atto di responsabilità civile.
Pietro Valsecchi