Festival del Cinema Citta\' di Spello


Sinossi *:
Ferito nella battaglia di Lepanto, Miguel de Cervantes giace in un ospedale di Messina. Tra febbre e allucinazioni, vede un rogo di libri: da quelle fiamme nasce una storia.
Un uomo, Don Alonso Quijano, impazzisce per i romanzi cavallereschi e decide di farsi cavaliere errante. Diventa Don Chisciotte della Mancia, elegge a dama la contadina Dulcinea e trascina con sé il rozzo Sancio Panza, sedotto dalla promessa di un’isola da governare.
Tra locande scambiate per castelli, mulini trasformati in giganti e beffe crudeli di nobili annoiati, il visionario cavaliere combatte per la libertà e la giustizia, collezionando sconfitte. Eppure, dietro la follia, c’è una purezza che disarma: Don Chisciotte fa solo il bene, anche quando il mondo lo deride.
Tradito, umiliato e infine sconfitto, viene riportato a casa in gabbia. Non può sopravvivere senza i suoi ideali e muore.
Nella notte siciliana, Cervantes riapre gli occhi: dal dolore e dalla guerra è nato Don Chisciotte. Ovvero il sogno ostinato di un’umanità più libera.

Cast

Interpreti:
Alessio Boni (Don Chisciotte)
Fiorenzo Mattu (Sancio Panza)
Angela Molina (Governante)
Marcello Fonte (Garzone)
Galatea Ranzi (Duchessa Madre)
Carlo De Ruggieri (Curato)
Pino Torcasio (Oste)
Gabriella Bagnasco (Dulcinea)
Martina Molinaro (Altisidora)

Soggetto:
Fabio Segatori
Paola Columba

Sceneggiatura:
Fabio Segatori

NOTIZIE 'Don Chisciotte'



Note:
IL PAESAGGIO
Il film è stato girato nell’Alto Ionio, tra Basilicata e Calabria, in un territorio di rara bellezza, sospeso tra realtà e leggenda. Un paesaggio insieme spettacolare e misterioso, dove i calanchi scolpiscono la terra come opere d’arte naturali, i castelli medievali raccontano secoli di storia e le fiumare tracciano percorsi antichi verso spiagge ancora incontaminate. Un Sud autentico, potente, capace di offrire scenari visivi di straordinaria intensità. L’ospedale di Messina, dove Cervantes è ricoverato, è stato ricostruito all’interno del cinquecentesco Forte Gonzaga: un luogo carico di memoria, rimasto chiuso per anni e tornato a vivere grazie alle riprese del film. Proprio come altri spazi dimenticati o poco accessibili che DON CHISCIOTTE ha riportato alla luce, restituendoli alla comunità e al loro valore storico. Una scelta che non è solo estetica, ma culturale: questo film è stato così anche un atto di riscoperta e valorizzazione del nostro patrimonio.

ULTIME NOTIZIE