I viaggi di Roby
Cinema Aquila

Troppolitani, Valle Occupato


Regia: Antonio Frezza, Flavia Mastrella
Anno di produzione: 2012
Durata: 60'
Tipologia: documentario
Paese: Italia
Produzione: rezzamastrella, Teatro Valle Occupato
Distributore: n.d.
Data di uscita:
Formato di proiezione: HD, bianco/nero
Titolo originale: Troppolitani, Valle Occupato

Sinossi: Larte utile alluomo?
Gli attori sono adeguati alla societ. I passanti sono persone che vogliono sognare ma ormai hanno perso la fiducia, da una parte la pigrizia, dallaltra i condizionamenti e la descolarizzazione, impongono di abbassare la mira e tutti si accontentano di inseguire modeste aspettative dozzinali.
La realt e larte non sono in comunicazione, impoveriti dallindividualismo gli attori e gli artisti danzano al ritmo imposto dal potere, si scannano, si prevaricano senza rendersi conto delle possibilit di comunicazione che si aprono muovendosi fuori dal coro.
Roma occupata da ogni passo, il piede camminando occupa fulmineamente il suolo pubblico. Ma questa occupazione non fa notizia perch fulminea. I criteri delloccupazione li scandisce il tempo.
Ma nel caso dellattore il sentimento che d i tempi alla sommossa. E possibile occupare stati danimo attraverso linterpretazione? E possibile occupare un sentimento come fosse spazio?
Trattare la frustrazione a metro quadro? Due pesi due misure, il peso della tragedia e quello della distanza. Se lo spazio distanza chi occupa uno spazio deve mantenersi lontano da sentimenti che non sono suoi. E quindi un film sulla dichiarazione di resa dellattore, sulla futile speranza che un giorno occupazione e sentimento procedano distinti, un film che parla di una possibilit remota, di una sconfitta annunciata: rinunciare allinterpretazione per dare pi importanza ai metri che alle
lacrime. E possibile immaginare lattore che rinuncia allinterpretazione di sciagure che non vive, di gioie che non prova, di guerre che non ha combattuto, di malattie che non ha, di genitore di famiglia che non , di amori che non sente, di morti che non ha mai pianto? E possibile immaginare un giorno lattore interpretato finalmente da se stesso?
Il racconto, limpegno sociale, la narrazione, fardelli che fanno meno agile lo spostamento, rendono pi difficile la resistenza. Cinema, teatro, letteratura, televisione, occupati dai criteri abusivi dellimmedesimare. Sloggiare lattore dagli stati danimo di chi non vuole essere occupato, di chi non lo ha mai chiesto. Liberiamo la vita civile dalla rappresentazione. Questo il primo passo.
E poi occupare ogni spazio, svincolati da sentimenti a noleggio.

Ambientazione: Roma

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