Festival del Cinema Citta\' di Spello


Sinossi *:
Ambientato a Krumlov, città natale della madre di Egon Schiele, "Taboo. Egon Schiele" offre un’audace lettura psicoanalitica del profondo legame dell’artista con questa cittadina boema, intesa sia come luogo fisico che come simbolo di desiderio, reclusione e nostalgia materna. Attraverso i dipinti, gli scritti e le poesie di Schiele, il film esplora il suo tormentato rapporto con le donne, l’ossessione per il tempo e la morte e la sua visione cruda e moderna, ancora oggi profondamente inquietante.
Tracciando paralleli con Kafka e il declino dell'Impero Austro-Ungarico, questo documentario è un viaggio cinematografico nella mente e nell’eredità di uno degli artisti più radicali del XX secolo, morto a soli 28 anni nel 1918, lasciando dietro di sé un corpus d'opere esplosivo composto da centinaia di dipinti e migliaia di disegni.
Il film si sviluppa a partire dall'Egon Schiele Studio, la casa con giardino dove l'artista visse con la compagna e musa Wally Neuzil. Qui, una giovane attrice esordiente, Erika Carletto, diventa una presenza poetica che guida lo spettatore attraverso l'universo di Schiele; la sua performance e il suo canto evocano le atmosfere cariche della Vienna e della Praga di fine secolo, riportate in vita attraverso filmati d'archivio. La colonna sonora originale di Laura Masotto modella il paesaggio emotivo dell’opera.
Il documentario esplora inoltre i complessi legami affettivi di Schiele: l’amore abbandonato per Wally Neuzil, il matrimonio distante con Edith Harms e il legame profondo e ancora in fase di riscoperta con la sorella Gerti, rivelando un artista spinto da un desiderio inappagato di ritorno alle proprie origini.
Attraverso interviste a importanti esperti internazionali — tra cui Jane Kallir, Ralph Gleis e Kerstin Jesse — insieme a storici dell'arte, filosofi e psicoanalisti, il documentario intreccia biografia, interpretazione e immaginazione cinematografica. La storia di Schiele si conclude nel 1918, con il crollo di un impero, ma la sua visione continua a parlare con forza al nostro presente, mettendoci di fronte all'essenza fragile e irrisolta dell'essere umano.



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