Sinossi *:
Nelle tasche di Renzo Piano c’è sempre un metro tascabile. Il grande architetto lo usa ogni giorno per misurare altezze, distanze, proporzioni. Di queste misure lui è il re. “Renzo. La Misura delle Cose” è la biografia umana e sentimentale di uno degli architetti più famosi e ammirati al mondo. Intraprendente, visionario e testardo, sta per compiere 90 anni e, nonostante l’età, continua a progettare. È l’architetto della bellezza “gentile”, del disegno pulito, della parola ponderata. Ma dietro a quella compostezza c’è un uomo che ha affrontato critiche, fallimenti, tensioni, conflitti interiori e pubblici. Odia essere chiamato archi-star: “Non siamo star, siamo artigiani”, ha detto più volte. Per lui l’architettura è lavoro e pazienza - non spettacolo. È forse proprio in questa tensione tra visibilità pubblica e rifiuto del divismo che si trova la parte più interessante, e più umana, della sua figura. Renzo Piano è un uomo che ha costruito nel mondo intero, ma ha sempre parlato poco di sé. Misurato nei gesti, sobrio nelle parole, restio all’introspezione pubblica, ha preferito lasciare che fossero il suo lavoro e le sue architetture a raccontarlo. Questo film vuole far emergere l’uomo dietro il nome, l’essere umano oltre l’architetto. E l’unico modo possibile per farlo parlare davvero, con sincerità e senza retorica, è metterlo a confronto con una persona speciale: sua figlia Lia che è lo strumento narrativo che permette a Renzo di rivelarsi.

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