FESTIVAL DEI POPOLI 67 - I vincitori
“
Like any other mortal” di María Molina Peiró (Spagna, Paesi Bassi, 2026), riflessione su colonialismo e sfruttamento, viaggio tra documentario, fantascienza e misticismo dal Rio Tinto in Andalusia (Spagna), è il documentario vincitore del
Concorso Internazionale; “"
Quando è pronto, il fieno canta"” di Letizia Buoso (Italia, 2026), ricerca intima, sensoriale e onirica che usa il racconto autobiografico per costruire memoria storica condivisa, vince il
Concorso Italiano del 67° Festival dei Popoli. I premi sono stati annunciati durante la cerimonia di premiazione di oggi 7 novembre al cinema La Compagnia a Firenze.
Il primo premio del
Concorso Internazionale (7.000 euro) è stato assegnato dalla giuria composta dalla Petra Seliškar, Mercedes Álvarez e Erika Balsom, con la seguente motivazione:
“Un film concettuale e spettacolare che mette in discussione l'idea stessa di vita, spingendoci a immaginare temporalità che superano la dimensione umana. Ibrido tra documentario e fantascienza, l'opera mette elegantemente in relazione contesti e dimensioni differenti: dalle processioni religiose agli ambienti microscopici fino al cosmo”. Il documentario vincitore partecipa al festival con il supporto di Acción Cultural Española (AC/E), programma per l’Internazionalizzazione della Cultura Spagnola (PICE).
Il primo premio del
Concorso Italiano (3.000 euro) è stato assegnato dalla giuria composta da Alma Mileto, Riccardo Costantini e Aline Hervé, con la motivazione:
“Il film riflette sul presente e sulla ciclicità della storia attraverso una struttura stratificata, affrontando questioni che riguardano il profondo di ciascuno di noi: l’incertezza dei tempi complessi che viviamo, i legami familiari, la fragilità della memoria, le migrazioni, la resistenza delle comunità, il valore delle persone e delle relazioni, anche nei momenti di conflitto e dolore. Il registro unisce con originalità osservazione, dialogo e documenti storici a una narrazione poetica che si fa liquida, ora trasparente, ora densa e piena di gorghi. Lo sguardo della regista diventa uno degli strati del film, alla pari con la storia della natura e la storia degli uomini. Propone la frontiera, il bordo come elemento rivelatore. Situa il senso della vita nei punti di contatto, che collegati fanno emergere una linea: riscoprire la semplicità e la bellezza dell’essere umano, la vastità e il tempo immutabile della natura, possono essere risposta a molti interrogativi dell’oggi.”.
La giuria assegna la
menzione speciale a “
Schiuma di mondi” di Anna Marziano (Italia, Germania, 2026), con queste parole:
“ll termine ‘ecologia’, oggi consumato dal discorso pubblico, in questo film ha un valore essenziale, che torna al suo etimo. ‘Oikos’ è casa in molti sensi, e l'ambientamento al suo interno è complesso e al tempo stesso naturale: è dove si sceglie di vivere, i corpi dentro cui ci sentiamo sicuri, i paesaggi in cui inscriviamo la nostra figura. La casa esiste anche in un mondo mediale di notizie di conflitti, offrendo modesto riparo da essi. Il linguaggio cinematografico coniuga diversi registri e passa dagli uni agli altri senza mancare di mettere lo spettatore di fronte ad una consapevolezza formale esplicita. A quest'ultima il suono contribuisce in modo notevole, con sconfinamenti che ci fanno percepire lo sguardo e il respiro della cineasta vicini al nostro e, forse, felicemente confusi con quelli della sua protagonista”
"
I premi della 67a edizione riconoscono il lavoro svolto in fase di selezione "- ha detto
Alessandro Stellino, direttore artistico del Festival dei Popoli- "
e tengono conto dell’apertura del festival nei confronti della pluralità delle forme che appartengono al cinema documentario contemporaneo. Sono quindi molto felice che i riconoscimenti delle giurie vadano a opere che si iscrivono nella tradizione della manifestazione, per l’attenzione ai temi sociali e politici, come per il valore di ricerca e sperimentazione. È stata un’edizione particolarmente fortunata per la qualità dei film che hanno composto il programma e la grande affluenza di pubblico. I vincitori, pur nella loro diversità, affrontano temi cruciali del nostro presente portandoli all’attenzione con un approccio libero e consapevole, segno che il cinema documentario è più vivo che mai, sempre schierato in prima linea nel farsi testimone del nostro tempo".
La giuria del
Concorso internazionale ha inoltre assegnato il
secondo premio (4.000 euro) a "
The price of the sun" di Jérôme le Maire (Belgio, Francia, Marocco, 2026), storia da un’arida regione dell’Atlante marocchino, dove la popolazione berbera riflette sulla costruzione di un immenso parco fotovoltaico. Con queste parole: “
Il secondo premio va a un intenso ritratto di comunità, i cui modi di vivere e saperi tradizionali rischiano di scomparire a causa di un brusco stravolgimento. Il film mette in discussione il concetto stesso di ecologia di fronte a un progetto spacciato per tutela ambientale, imposto su un territorio erroneamente considerato ‘desolato’, ma che rappresenta invece una realtà viva e abitata. Famiglie di pastori osservano e testimoniano l'avvento del capitalismo verde”.
La giuria ha inoltre assegnato la
menzione speciale a "
For Life" di Ahmet Seven (Turchia, 2026), “
a una pellicola che posa uno sguardo inedito sull'occupazione israeliana della Palestina. Condividendo l'esperienza e la fiera resistenza di una donna, il film rende profondamente consapevoli di come la violenza del conflitto si consumi anche sui corpi delle donne e su chi deve ancora nascere”.
La
Targa Gian Paolo Paoli al miglior film antropologico è stata assegnata dalla giuria internazionale a "
Who Cares" di Ina Ivanceanu (Austria , 2026), “
a un film che posa uno sguardo ampio e di respiro internazionale su questioni cruciali e di stringente attualità. L'opera si interroga sul senso stesso del lavoro, chiedendosi se si riduca a un mero scambio di denaro e come venga attribuito o negato valore all'operato umano. Con uno stile al contempo intimo e saggistico, la pellicola promuove un'idea di riorganizzazione della vita in funzione di un futuro collettivo migliore”.
Il
premio per il Concorso Internazionale Discoveries (3.500 euro) è stato assegnato dalla giuria formata da Babette Dieu, Vanja Jambrović e Leonor Teles, a "
How to catch a butterfly" di Kiriko Mechanicus (Paesi Bassi, 2026): “
Un'opera provocatoria e al contempo intrisa di sottile ironia che, per l'intelligenza e la toccante introspezione che la contraddistinguono. A questo film bastano pochi minuti per sprigionare una straordinaria ricchezza di contenuti. La giuria è stata conquistata dalla sua struttura narrativa a più livelli e dall'emergere di una forte e originale voce registica femminile. Radicata nel vissuto delle donne asiatiche ma capace di valicarne i confini, la pellicola indaga l'atto di guardarsi allo specchio e la fatica di liberarsi dalle etichette imposte dagli altri, anche quando si pensa di averle ormai decostruite. È in questo passaggio che il film acquista una portata universale, dando voce all'esperienza di molte donne e di chiunque lotti contro gli stereotipi razziali”.
La giuria assegna la
menzione speciale a "
Home is where the heart is" di Timothée Engasser (Francia, 2026), con questa motivazione: “
Attraverso un uso sapiente della realtà virtuale, il film costruisce una visione unica e minimalista di una tematica dura e dolorosa, capace di tradursi in un'esperienza visiva di rara bellezza e di profonda intensità emotiva”.
Il
Premio Discoveries Giuria Giovani va a “
Il velo dei sensi” di Elisa Baccolo (Italia, 2026) con queste parole: “
Per il concorso internazionale Discoveris la Giuria Giovani ha deciso di premiare un film che cerca di indagare la distanza insondabile fra il cinema e l'esperienza visiva negata. Con delicatezza e sensibilità il Velo dei Sensi allarga e relativizza i confini del visibile, invitando il pubblico a un esercizio impossibile”.
Per il primo anno, il
Premio OpenDDB al miglior documentario italiano a impatto sociale va a "
Luana, ragazza" di Ernesto Pagano (Italia, 2026), con queste parole: “
Ci sono storie che pensiamo di conoscere perché le abbiamo lette sui giornali, ascoltate nei telegiornali, attraversate nel rumore della cronaca. Storie che finiscono per diventare un'immagine, un titolo, un numero. E dietro le quali rischiamo di non vedere più le persone. Il film che abbiamo scelto di premiare compie un gesto semplice e profondamente politico: restituire una vita a chi è stato trasformato in una notizia. Lo fa attraverso uno sguardo intimo e rispettoso, una fotografia particolarmente curata e una grande delicatezza nell'entrare nelle case e nelle vite di chi resta. Attraverso le parole e i ricordi di familiari e persone care, ricostruisce una rete di affetti e relazioni che una morte improvvisa e ingiusta ha spezzato per sempre. Senza cedere al pietismo né alla spettacolarizzazione del dolore, il film trasforma una storia individuale in una denuncia collettiva, mostrando le conseguenze umane di un sistema economico in cui il profitto viene prima della vita delle persone. Per la forza del suo racconto, la sensibilità dello sguardo e la capacità di tenere insieme dimensione personale e responsabilità sociale”
Il
Premio di distribuzione CG Entertainment “POPOLI Doc” al Miglior Film Italiano è stato assegnato a “
Finché resta il tuo nome” di Gianmarco d’Agostino, con le parole “
Un viaggio appassionante e appassionato attraverso gli archivi storici e quelli della memoria familiare, per ricordare coloro che, mettendo in pericolo la propria vita, hanno salvato chi aveva nomi che dovevano essere cancellati, e per restituire un nome a volti di cui rimangono solo immagini sbiadite. Un film che ci dimostra, ancora una volta, che ripercorrere le tracce di ciò che è stato può insegnarci qualcosa su ciò che vogliamo essere”.
CG Entertainment (www.cgtv.it) offre poi al film europeo vincitore l’opportunità di essere distribuito on demand sulla piattaforma cgtv.it. Quest'anno il
Premio distribuzione on demand CG Digital per il Miglior Film Europeo (sezione Habitat) è andato a “
Techplomacy” di Susanne Kovács, con queste parole: “
Una giovane donna con le scarpe da ginnastica nella borsa si muove sicura sui tacchi attraverso i corridoi labirinto dei più importanti colossi digitali mondiali, cercando di portare sul tavolo della discussione parole il cui significato sembra diventare sempre più ambivalente: democrazia, libertà, sicurezza. Attraverso un pedinamento necessario ed efficace, questo film ci mette di fronte a domande che non possiamo più ignorare: in un mondo in cui l’algoritmo, i social network, l’intelligenza artificiale stanno letteralmente cambiando il nostro modo di pensare e influenzando le nostre scelte e quelle dei nostri figli, cosa possono fare i governi nazionali perché questa velocissima evoluzione non sia guidata solo dall’interesse (economico, politico)? Come possiamo regolamentare in maniera corretta l’unico spazio che i potenti sembrano volere come una selvaggia terra di nessuno?”
Il
Premio Distribuzione in sala “Gli Imperdibili” del Cinema La Compagnia va a "
Luana, ragazza" di Ernesto Pagano (Italia, 2026), “
per l’urgenza di un racconto che ci chiama a guardare e a non dimenticare; per il valore di un’opera necessaria, che nella visione collettiva in sala può suscitare domande e aprire un confronto, trasformando l’emozione in una responsabilità condivisa; per il dovere che sentiamo, come sala pubblica e Casa del Cinema, di dare spazio e continuità a storie che ci riguardano e interrogano la nostra società, mantenendole vive nella programmazione oltre i giorni del festival”.
Il
premio “Diritti Umani” - Amnesty International Italia va a “
Luana, ragazza” di Ernesto Pagano, “
Per aver raccontato con sensibilità e rispetto la vicenda di Luana D'Orazio e l'inizio della battaglia civile della sua famiglia, fortemente impegnata nel chiedere politiche, normative e risorse efficaci per la dignità e il diritto di tutte e tutti alla sicurezza sui luoghi di lavoro. Il documentario di Ernesto Pagano affronta la necessità collettiva di uno spazio di parola che coinvolga innanzitutto le persone costrette ad affrontare una tragedia che si sarebbe potuta evitare, insieme al percorso giudiziario tuttora in corso”
Il
Premio Distribuzione in sala “Il Cinemino” assegnato dal team de Il Cinemino è andato a "
Il grande buco" di Davide Crudetti (Italia, Francia, 2026), "
per aver saputo trasformare una domanda intima e apparentemente semplice in un racconto ironico, lucido e profondamente contemporaneo sulle contraddizioni del nostro tempo. Attraverso il dialogo con un figlio immaginario, il film attraversa temi urgenti come la precarietà, la crisi climatica, le disuguaglianze e l'incertezza del futuro, restituendo uno sguardo capace di parlare alle nuove generazioni senza rinunciare all'ironia e alla leggerezza. Un'opera che trasforma le inquietudini individuali in una riflessione collettiva coinvolgendo lo spettatore in un confronto necessario sul mondo che stiamo lasciando alle generazioni future."
Il
Premio AMC, dall’Associazione Montaggio Cinematografico e Televisivo a un documentario del
Concorso Italiano, è andato a
Federico Conti, per il montaggio del film “
Controvento”, poiché “
restituisce un notevole racconto attraverso l’essenzialità del linguaggio, una solida struttura narrativa e sapiente gestione del tempo. Riesce, inoltre, a generare interesse e forza narrativa a una vicenda già ampiamente raccontata, offrendo allo spettatore un rinnovato sguardo. Ne emerge un lavoro di montaggio capace di trasformare il tempo, le pause e la relazione tra le immagini in strumenti espressivi, dando al racconto una forte intensità cinematografica”.
Per la sezione
Popoli Kids&Teens, il
Premio Young Jury Day è stato assegnato a "
Almost Forever" di Lia Hietala e Hannah Reinikainen", con queste parole: "
A nome di tutti i ragazzi e le ragazze che anche quest'anno hanno partecipato alla sezione POPOLI NEXT GENERATION: questo film racconta in modo straordinariamente reale la vita di un gruppo di ragazzi a Stoccolma, seguendoli lungo l'arco di ben cinque anni. È un'opera bellissima e profonda, in cui noi ci siamo rispecchiati tantissimo. Guardando le loro storie, i loro percorsi e i loro ostacoli, abbiamo compreso a fondo un tema secondo noi fondamentale: quanto si possa cambiare, maturare ed evolvere in soli cinque anni quando si è così giovani".
07/11/2026, 20:29