FESTIVAL DEI POPOLI 67 - "The Landscapes
of Ending": Tra paura e speranza
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Se desideri morire dì di sì. Dopo il segnale acustico premi il pulsante”. Come se fosse un elettrodomestico da tenere in casa (non si sa mai), la capsula Sarco garantisce una dolce morte, nel caso qualcuno sia stanco della vita. E questo nuovo marchingegno è l’ultima invenzione del professor
Philip Nitschke che ha impiegato buona parte della sua vita a “regalare” strumenti per scrivere la parola fine. La sua figura e le sue invenzioni sono protagoniste del bel documentario di
Francesco Mattuzzi, “
The Landscapes of Ending”, presentato al Festival dei Popoli.
Una figura, quella di Nitschke, assai divisiva che già dagli anni settanta disorientava l’opinione pubblica. A testimonianza di molti dissidi manifestati nei suoi confronti, scorrono nel documentario alcune sequenze tratte dai telegiornali di mezzo mondo. Dunque la capsula Sarco che si può tranquillamente trascinare con l’auto come una piccola roulotte, potrebbe essere il sogno di chi da sempre pensa di lasciare questa terra, decidendo in prima persona. Mentre il professor Nitschke porta in giro la sua ultima invenzione spiegandola nei vari dettagli tecnici, dall’altra parte del mondo c’è una tranquilla signora non più giovanissima che da tempo pensa di chiudere con la vita in totale lucidità, nonostante l’amica del cuore faccia di tutto per farle cambiare idea.
Con molto garbo e rispetto, Mattuzzi “entra” nell’anima di questa donna, sola dopo la morte del compagno, delusa da anni per come va il mondo. Le sequenze più belle e toccanti sono quelle in cui Sabina si racconta tra le campagne toscane. ”
Ho sempre trovato un po' pesante vivere” sussurra. Non solo la sua storia, ma tante altre storie che scorrono parallele. E non per tutti è cosi. Qua e là c’ancora qualcuno che, pur essendo prossimo alla dipartita e con lo spettro dell’Alzheimer che soffia sul collo, ha ancora voglia di vivere, di ballare, di gioire in una tranquilla cittadina dell’Arizona (Sun city west età media 73 anni) e magari di risposarsi davanti ad un cerimoniere travestito da Elvis Presley. Attraverso queste storie, la telecamera di Mattuzzi indaga sulla vita e la morte, sul fine vita da scegliere in propria autonomia senza ingerenze dall’esterno, lasciandoci “addosso” i tanti quesiti su uno dei temi più ostici della nostra vita. “
Killing me softly” cantava nel 1973 Roberta Flack in una canzone di successo (uccidimi dolcemente). Proprio come promette la capsula Sarco, a disposizione presto. Forse in Svizzera perché assolutamente compatibile con le leggi di quel paese. Tutto rigorosamente gratis perché, come dice il suo inventore…”
Sarco è gratuito perché crediamo che una buona morte non debba avere un prezzo”.
Il regista, classe 1979, scegliendo un argomento difficile, dimostra di saper gestire tutto il “materiale emotivo” contenuto nel suo ultimo lavoro, atto ultimo di un percorso artistico iniziato oramai una ventina di anni fa.
07/11/2026, 13:48
Federico Berti