SGUARDI IN CAMERA - Dal 9 novembre su Rai Storia
La storia italiana attraverso immagini ed emozioni, mostrando piccoli spaccati di grandi storie: è “
Sguardi in camera. L’avventurosa storia d’Italia in formato ridotto”, narrata da Milena Vukotić, al via da lunedì 9 novembre 2026 alle 22.15 su Rai Storia.
È il racconto di speranze e delusioni, di utopie e disincanti, filmata da sorprendenti narratori: gli italiani con la macchina da presa, spesso inconsapevoli protagonisti e testimoni del loro tempo. Nel primo episodio si parte da Roma nel 1924: alcune persone escono da una chiesa e si muovono verso la cinepresa. Sono gli albori del cinema in formato ridotto e la pellicola della famiglia D’Ambrogi ha il sapore di una sequenza antica dei fratelli Lumière. Mentre i bambini - uno dietro l’altro - rivolgono verso l’obiettivo i loro sguardi in camera, muovono i primi passi e crescono sotto l’occhio della cinepresa, gli adulti la usano per riprendere il paese: dalla suggestiva eruzione del Vesuvio alla partenza delle mongolfiere che prendono il volo dall’Arena di Verona, dalle escursioni alpinistiche sulle imponenti vette del Catinaccio ai viaggi in automobile sulle trafficate strade di New York. E c’è chi, come Pippo Barzizza, grande musicista e compositore, usa la cinepresa in modo creativo per giocare a raccontare storie con la sua famiglia, sperimentando con la tecnica come ha già fatto precedentemente, introducendo il Jazz in Italia.
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Sguardi in camera. L’avventurosa storia d’Italia in formato ridotto” è frutto di un’esperienza collettiva e corale di chi ha guardato la realtà attraverso gli obiettivi delle cineprese amatoriali: sguardi nei quali ritrovare – in primo piano o sullo sfondo – momenti e aspetti cruciali della storia del nostro Paese. Questo affascinante autoritratto di una nazione, basato sui materiali conservati presso Home Movies - Archivio Nazionale del Film di Famiglia, unisce il “come eravamo” delle famiglie, i primi selfie, gli entusiasmi e i traumi vissuti e filmati nelle diverse epoche storiche: dagli anni del fascismo alla guerra, dalla ricostruzione al boom economico, dalle contestazioni agli anni di piombo, fino alla caduta del muro di Berlino. Racconta le bellezze dell’Italia filmate, la critica e la denuncia sociale e, soprattutto, la voglia dei giovani di entrare in scena, le lotte del femminismo e l’affermarsi di una sensibilità ecologica. Ma ci sono anche il cambiamento dei costumi e dei modi di vivere, la possibilità di esprimersi senza alcun vincolo, attraverso un cinema libero, sperimentale e indipendente.
07/11/2026, 07:52