Note di sceneggiatura di "Minerva - La scuola"
Spesso le storie prendono vita dai luoghi, da quelle che in gergo chiamiamo “arene del racconto”, ed è così che è nata questa serie. Partendo da una realtà anacronistica, mitica e perturbante come quella delle scuole militari. In Italia esistono quattro istituti superiori militari, disseminati sul territorio nazionale, si tratta di licei classici o scientifici la cui offerta formativa comprende, oltre alle materie tradizionali, anche lezioni di addestramento e cultura militare. In queste scuole, aperte alle allieve di genere femminile solo in anni recenti, si dorme tutti insieme in camerata e si imparano le basi della disciplina militare fin dai 16 anni. Attraverso interviste e ricerche sul campo abbiamo cercato di avere un quadro il più possibile chiaro della realtà di questi istituti, per restituirlo all’interno della serie. Ci interessava un racconto sì di finzione, ma ancorato alle esperienze che ragazze e ragazzi vivono davvero all’interno di questa arena. E così abbiamo scoperto, e descritto, un mondo in cui gli adolescenti vengono svegliati all’alba per l’alzabandiera, non possono utilizzare i cellulari o gli abiti civili, hanno il divieto di avere relazioni con gli altri studenti o studentesse e imparano a maneggiare le armi. Nei licei militari ragazze e ragazzi sperimentano la rigidità delle regole di una piccola “società disciplinare” in un momento della vita in cui i loro coetanei formano la propria identità spesso in modo opposto: trasgredendo, oltrepassando i limiti, andando contro l’autorità (dai genitori ai professori). Le scuole militari sono realtà estremamente esigenti, in cui il culto della performance e del risultato è esaltato al massimo, e la retorica della prestazione e del merito pesa sugli studenti che la frequentano. Questa tensione tra libertà individuale e costrizioni esterne, tra affermazione di sé e adeguamento alle aspettative altrui è al centro della nostra serie ed è ciò che rende Minerva-La Scuola prima di tutto un racconto di formazione. Tutti i personaggi della serie si trovano a scontrarsi con una scuola che nutre sogni e ambizioni, insegna la forza del gruppo, abbatte le differenze socio-economiche e al tempo stesso soffoca le libertà, sanziona le fragilità e le debolezze. E infatti, oltre ad essere un racconto di formazione, la nostra serie è sicuramente uno school drama. Al Minerva, la scuola della nostra serie, si pratica la scherma, ci si allena, si ha accesso a una bellissima biblioteca, si gode di uno splendido giardino e si approfitta di un’ottima mensa. Ma al tempo stesso bisogna rispettare un’infinità di regole e tradizioni, lo spirito di corpo rischia di trasformarsi in cameratismo e il rispetto delle gerarchie può trascendere in una forma di nonnismo. I nostri protagonisti intrecciano relazioni, scoprono l’amore e affrontano le proprie paure in un luogo straordinario, per certi versi magico e fuori dal tempo, per altri versi pericoloso. A guidarci nel racconto, tre “matricole”, ovvero allievi del primo anno, completamente diversi tra loro. Camilla, figlia ribelle dell’alta borghesia milanese, che finisce nella scuola per essere riformata. Vincenzo, rampollo romano di una stirpe di militari, che vuole ricalcare le orme di suo padre. E Salvo, scugnizzo della periferia napoletana cresciuto in una casa-famiglia, che si iscrive al liceo militare per ritrovare Francesco, un amico scomparso l’anno precedente, proprio mentre frequentava quella stessa scuola militare... e così allo school drama e al coming of age si unisce una linea di genere mystery, che solleva dubbi e domande sulla vera natura di questa scuola. Cos’è accaduto a Francesco? E qual è la responsabilità degli altri allievi e degli ufficiali? Nella serie abbiamo deciso di restituire con un certo realismo la brutalità delle logiche militari e della pedagogia militaresca perché ci sembrava particolarmente importante in un momento storico in cui viviamo un processo di normalizzazione della guerra, della corsa al riarmo e della retorica belligerante. Al tempo stesso il nostro racconto rimane in primis una storia di adolescenti, che nonostante tutto sognano, amano, si emozionano, lottano per crescere e scoprire chi sono, sperimentando la solitudine, l’incomunicabilità, il rapporto col gruppo, il bisogno di essere visti, l’ambizione e il prezzo del potere, ma anche l’amicizia, la resilienza e la capacità di rialzarsi.
Ivano Fachin, Giovanni Galassi, Tommaso Matano, Michela Straniero
21/07/2026, 16:33