Note di regia di "Holy Wood Dust"
Il cinema e la scienza sono spesso considerati agli antipodi: l’uno radicato nell’emozione e nella soggettività, l’altra nei dati e nell’oggettività. Eppure, nella loro essenza, entrambe le discipline sono mosse dallo stesso impulso primordiale: il desiderio di osservare, interrogarsi
e tradurre l’invisibile in qualcosa di tangibile. Aspiriamo a un’opera finale che sia imprevedibile per i suoi creatori tanto quanto per il pubblico: una vera scoperta, nata dall’incontro di due modi distinti di guardare il mondo.
Che cosa può offrire il cinema allo scienziato? Che cosa può offrire lo scienziato al regista?
Possiamo, lavorando insieme, ottenere un risultato che nessuno avrebbe potuto realizzare da solo?
Trasformiamo i microscopi in obiettivi cinematografici. Trasformiamo immagini scientifiche statiche e bidimensionali in immagini cinematografiche tridimensionali e in movimento.
Il nostro obiettivo ultimo non è semplicemente transazionale: è alchemico. Siamo attivamente alla ricerca di un terzo spazio, in cui la precisione tecnica incontri l’intuizione artistica. Unendo il rigore metodologico del laboratorio all’intelligenza emotiva del set, vogliamo dare vita a un processo di scoperta capace di sorprendere tutti coloro che vi prendono parte e, speriamo, anche gli spettatori di "
Holy Wood Dust".
Victor Kossakovsky