V4P - Invito a boicottare Il XIII Festival
del Cinema Italiano in Israele
Gli Istituti Culturali Italiani di Tel Aviv e di Haifa, in collaborazione con le cineteche israeliane e l’associazione Adama, si apprestano a mostrare al pubblico israeliano il meglio del cinema italiano della passata stagione. Un programma articolato che troverà spazio, come detto, in quattro cineteche del paese.
Come se nulla fosse.
Come se a Gaza il genocidio, i bombardamenti, la chiusura dei confini e la degradazione delle condizioni di vita dei gazauiti, tra fame, topi e blocco di medicinali e degli aiuti, non continuassero a essere perpetrati con totale impunità. E indifferenza.
Come se le violenze (spesso omicide) da parte dei coloni, la complicità dell’IDF, le espulsioni dalle case e dalle terre palestinesi, gli arresti indiscriminati, le violenze sessuali e le torture nelle carceri, gli attacchi illegali di Stati Uniti e Israele in Iran e Libano, non fossero sufficienti a dire “basta”!.
The show must go on. Come se nulla fosse.
Alla decisione di utilizzare il cinema come strumento di diplomazia per silenziare crimini di guerra e contro l’umanità, Venice4Palestine non ci sta.
Le opere e le immagini di filmmaker, attrici e attori sono usate, spesso a insaputa di autrici e autori, come strumenti di propaganda, per avvalorare la complicità dell'Italia nella normalizzazione dei rapporti con un governo il cui primo ministro è accusato di crimini di guerra e contro l'umanità. Venice4Palestine sarà cassa di risonanza per ripetere che non deve esserci complicità con uno Stato genocida.
L’apartheid è caduto dopo anni di campagna di boicottaggio cominciati con una lavoratrice di un supermercato che ha rifiutato di registrare due pompelmi provenienti dal Sud Africa segregazionista. Se il governo italiano continua a rendersi complice, il mondo del cinema, la società civile tutta devono opporsi e dire No.
Vale per le armi, vale per i prodotti dalle colonie illegali, vale per Eurovision e per gli accordi tra università. Vale per il cinema e per la cultura.
Per questo, conclusa l’esperienza della scorsa Mostra del Cinema di Venezia, Venice4Palestine ha deciso di concentrarsi sul progetto Zero complicity. In questi mesi abbiamo organizzato alcune tavole rotonde con i lavoratori del mondo del cinema, in modo particolare coi differenti collettivi europei di questo settore che si sono schierati a fianco della Palestina e i membri del pacbi/bds.
Abbiamo studiato, riflettuto e maturato una piccola ma fondamentale esperienza tale da farci comprendere ancora più fortemente questa necessità di interrompere ogni forma di complicità con il governo di Israele come priorità affinché il nostro attivismo possa portare a dei minimi risultati concreti.
Oltre alla violenza spudorata delle forze armate Idf e dei coloni in Cisgiordania, infatti, lo Stato di Israele si determina anche attraverso questa violenza più invisibile e subdola ma altrettanto devastante, che agisce nella normalizzazione.
Non smetteremo di sottolineare che il cinema e tutta la cultura per lo Stato di Israele sono strumenti importantissimi di hasbara attraverso cui il medesimo governo sdogana la propria politica coloniale criminale e costruisce la propria reputazione, la propria facciata democratica e liberale fasulla.
Questo governo non usa i film, i libri, l’arte per il dialogo, bensì, in modo vampiresco, per propagandarsi come Stato democratico. E, d’altro canto, Israele non desidera alcun confronto, vuole solo un grande stato che elimini ogni traccia dei palestinesi, della Palestina e della sua cultura.
A partire dal caso di questa manifestazione, Venice4Palestine vuole indagare con l’aiuto dii esperti, dentro le pieghe di certi oneri. Lo scopo è capire come sostenere in modo più incisivo tutti i lavoratori del cinema che ne avessero bisogno, non solo per consentire una libera dissociazione e una presa di posizione netta, ma per offrire a noi tutti la possibilità di destreggiarci con maggiore agilità tra i vincoli a cui spesso nolenti siamo sottoposti in qualità di autori, registi, attori, produttori, distributori e operatori culturali.
17/05/2026, 19:34