Note di regia di "Don Chisciotte"
Chi non si č mai sentito uno sciocco idealista, un ingenuo in un mondo sempre pių governato dallaviditā, dalla sopraffazione? Che fare? Sopportare le ingiustizie, conducendo una vita rispettabile o cercare di cambiare il mondo, di aiutare gli indifesi, anche a costo di risultare ridicolo?
Il mondo intorno a Don Chisciotte č un deserto, un Medioevo che non finisce mai. Solo polvere, terra spaccata e ariditā, a perdita docchio. Il paesaggio č un vero e proprio co-protagonista del film. I calanchi e i dimenticati castelli federiciani a picco sul mare sono uno spazio al contempo surreale e materico. Questo film č stato una esperienza di vita per tutti, attori e tecnici; un viaggio fisico, faticoso, nel caldo, nella luce abbagliante, nella polvere.
Tra realtā e allucinazione compaiono esseri umani che Don Chisciotte esorta a essere liberi, ma la Libertā č un esperimento nuovo per noi uomini: ancora non ci siamo abituati.
Fabio Segatori