MANNA MAN - Viaggio nel mondo segreto della vita degli alberi
Sicilia, esterno giorno, foresta di frassini, ruscelli dall’acqua trasparente, insetti dalla vita brulicante, uccelli che cinguettano, rapaci dalle grandi ali che planano sopra colline rigogliose. Ci proietta in una realtà naturalistica di grande bellezza il film “
Manna Man - Storia di un Mannaluoro Resistente", di Walter Bencini. Il regista toscano, autore di documentari che valorizzano le ricchezze territoriali e il rapporto dell’uomo con la natura, come “I cavalieri della laguna” e “Gli ultimi butteri”, qui ci porta in terra siciliana, per raccontare un mestiere ormai in via di estinzione, quello del “mannicoltore”, vale a dire di colui che è in grado di estrarre la manna dagli alberi.
Il mannicoltore Giulio è il protagonista assoluto del film, un personaggio la cui testimonianza è un libro aperto per gli spettatori: sui segreti di un mestiere diventato “bene immateriale dell’umanità Unesco”; sulla vita dei contadini, veri conoscitori della natura, dei suoi ritmi e segreti; su un modo di vivere che non è solo un mestiere, ma una vera filosofia di vita, piena di rispetto per un bene comune e in simbiosi con il pulsare del cosmo.
E così, mentre Giulio racconta a favore di telecamera sé stesso - i suoi viaggi, la sua quotidianità con l’anziana madre, il suo lavoro in campagna - chi guarda il film è portato realmente a riflettere su quanto, troppo spesso, ci allontaniamo da quelli che sono i veri ritmi che regolano il mondo, sulla vacuità e pericolosità del consumismo selvaggio e dello sfruttamento indiscriminato di ciò che invece dovremmo proteggere.
Perché Giulio è proprio questo, il custode in un tesoro, piccolo ma grande quanto il mondo stesso: la manna, un prodotto naturale da utilizzare in cucina, per curarsi, per la cosmesi. Un nettare d’oro che si estrae dal frassino, nell’antica cultura scandinava definito “albero del mondo”, considerato dai Celti magico, dalle proprietà curative e miracolose.
Il film ha una grande cura della fotografia ed ha un forte impatto visivo: si disperde un po’ quando vira verso il documentario naturalistico puro (un campo dove network internazionali realizzano opere dalla potenza visiva strabiliante), mentre diventa molto interessante e perfino necessario quando riesce a proiettare gli spettatori nella filosofia di Giulio e a far entrare la telecamera nelle viscere di una natura, della quale ci porta a conoscere preziosi segreti.
17/02/2026, 17:19
Elisabetta Vagaggini