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DIECI MINUTI - Ricominciare a vivere con coraggio


Arriva al cinema il nuovo film di Maria Sole Tognazzi, ispirato al romanzo "Per Dieci Minuti" di Chiara Gamberale. Protagonista Barbara Ronchi, improvvisamente lasciata dal marito e da Margherita Buy, una psicologa ideale per raccontarsi e ricominciare. Distribuito da Vision il film uscirà nelle sale in 150 copie il prossimo 25 gennaio.


DIECI MINUTI - Ricominciare a vivere con coraggio
Barbara Ronchi in "Dieci Minuti" di Maria Sole Tognazzi
La rinascita emotiva di una donna incapace di superare la fine di una storia d’amore lunga 18 anni è al centro di "Dieci minuti", il nuovo film di Maria Sole Tognazzi liberamente ispirato a Per dieci minuti, il romanzo di Chiara Gamberale (edito da Feltrinelli) uscito con successo 11 anni fa.

Scritto dalla regista con Francesca Archibugi e interpretato da una magnifica Barbara Ronchi (ma attenzione a non farne una vittima sacrificale in ogni film) spalleggiata da Margherita Buy nelle vesti di una psicologa cognizionista comportamentale che lavora in un ospedale psichiatrico, il film è un inno al femminismo che invita la donna a ripensare al proprio ruolo e a riprendere in mano una vita solo apparentemente in frantumi.

Mi sento spezzata dice la protagonista, lasciata improvvisamente dal marito e senza più ambizioni e volontà. Bisognerà entrare in territori sconosciuti per 10’ al giorno per iniziare un cammino di rinascita tra piani temporali sfalsati e un passato ingombrante che bisogna lasciarsi alle spalle. Con la regista che alterna belle sequenze a cadute di tono (risibile la scena dal benzinaio con la Ronchi che aziona la pompa per la prima volta in vita sua ed esclama soddisfatta al marito: L’hai fatta sempre tu…) e inutili spiegoni.

“Il romanzo della Gamberale aveva caratteristiche che mi interessavano” dice in conferenza stampa Maria Sole Tognazzi. “Mi piaceva l’idea forte di raccontare una donna che decide di ricominciare a vivere attraverso l’arte degli incontri; il volersi dare una seconda possibilità attraverso lo sguardo allargato agli altri. E poi in fondo l’abbandono è un tema che ho trattato in tutta la mia filmografia e che mi è caro”.

Sulla scelta di Brabara Ronchi confessa che “mi ero innamorata di lei da tanto tempo come faccio con tutti gli attori che stimo. L’avevo vista in segreto a teatro un paio di volte e poi finalmente 6 anni fa ci siamo conosciute in occasione della festa dei 50 anni di Pierfrancesco Favino. Quando ho capito che avrei fatto il film ho subito pensato a lei e al suo compagno Alessandro Tedeschi e li ho portati dalla vita al set. Ora, come succede da 10 anni con Margherita Buy, la voglio con me in altri progetti”.

Sul suo personaggio Barbara Ronchi dice che “la sua vita immaginaria è la sua condanna. Bianca è una donna egocentrica rimasta allo stato infantile, con tutti i difetti e i pregi che questa scelta comporta. Certo è che quando arriva una crisi, per persone come lei non ci sono gli strumenti per salvarsi da soli e riuscire a vedere la vita per quello che è”. “Ma in fondo siamo tutti vittime del nostro passato” conclude l’attrice “bisognerebbe mettere al centro delle nostre vite la debolezza, come diceva Calvino elogiandola. Ci aiuterebbe ad essere sinceri con noi stessi e a liberarci da maschere e corazze che ci condannano ad essere ciò che non siamo”.

23/01/2024, 09:36

Claudio Fontanini