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TFF40 - "Noi ce la siamo cavata per davvero"


Trent'anni dopo "Io speriamo che ma la cavo" diventato un documentario sui quel film e su un'Italia che non c'e' piu'


TFF40 -
"Io speriamo che me la cavo" stato un film evento del 1992, diretto da Lina Wertmuller e intepretato da Paolo Villaggio e un gruppo di bambini che oggi, trent'anni dopo, raccontano quell'esperienza nel documentario di Giuseppe Marco Albano "Noi ce la siamo cavata", in anteprima al Torino Film Festival 40 prima di iniziare un tour nei cinema di tutta Italia (e poi in home video, e poi ancora su Mediaset).

"Ero un bambino appassionato di cinema", ricorda il regista. "Io speriamo che me la cavo era uno dei miei film preferiti: il set era a pochi chilometri dal mio paese, venne girato principalmente a Taranto. Quando lo vidi mi appassionai come tantissimi bambini della mia et. Poi sono arrivato al cinema con i miei primi corti e in giro per festival ho incontrato Adriano Pantaleo, che per me stato il bambino pi famoso d'Italia. Gli ho chiesto che fine avessero fatto gli altri, siamo diventati amici e abbiamo iniziato questo viaggio insieme che durato un bel po'".

"In questi trent'anni - aggiunge Adriano Pantaleo, tra gli attori di quel film e oggi attore di successo - mi era stato chiesto pi volte di fare qualcosa su questo film, ma ero troppo coinvolto e forse non era il momento giusto. Ora s: trent'anni dopo, l'Oscar a Lina Wertmuller e tante altre cose mi hanno fatto capire che era ora. E' stato un bel viaggio nei ricordi, nei tanti che avevo e nei tanti che non ricordavo di avere".

"E' stata - aggiunge Pantaleo - l'esperienza pi importante della mia carriera, con due mesi di preparazione insieme a un actor coach, stato davvero formativo per me e noi tutti. Con Lina ci siamo visti spesso negli anni e abbiamo fatto anche altro film, Ferdnando e Carolina, spesso andavo a trovarla e a parlare con lei. Con Villaggio ci aspettavamo di incontrare Fantozzi sul set, lo conoscevamo cos: invece tenne un grande rigore su un set per lui molto particolare, molto diverso. Sono cresciuto con una sua foto in camera, in cui ero seminascosto sotto il suo cappotto con cui mi proteggeva dal freddo".

02/12/2022, 12:36

Carlo Griseri